SCELTE
Grecia, ah Grecia , ti scuoti. Eccoti i fieriTraci che vengon tutti a vendicarsiDi te \ non vedi al ciel la polve alzarsi?Non senti il calpestar dei lor destrieri?Ecco, ecco i forti duci; ecco i guerrieriD’Asia • già sento i gridi a l’aria sparsi.
Ma tu \remi ? ah non anco offesi ed arsiSono i tuoi campi ; a che, lassa, disperi ?Or non è questo il loco, onde il ferocePirro un tempo discese , e surse il grandeEpaminonda ? or qui non nacque Achille ?Ahimè, ch’io parlo al vento, e già l’atroceTureo la preme, e incendio e terror spande ;Quegli già furo, or son mill’anni e mille.
V
Per celebre predicatore.
Questo udì l’Arno , e questo udir le spondeDel gran Sebeto , e questa è la gran voceChe tuonò sopra Insubria, aspra e feroce,E ’l Mincio e l’Adda a lei fermarmi l’onde 1 :
Che più s’aspetta ornai? Se le tue immondeVoglie or non lavi, e pura e a Dio veloceNon corri, e piena di spavento atroce,Italia mia, in che più speri, e donde?
Verran dopo di lei barbare genti ;
Verrà l’Assiro, il faretrato Armeno,
Se a un così forte dir non ti sgomenti.
Essi verranno, essi porranno il frenoA tue lussurie : allora uccisi e spentiVedrai gli amanti a le lor donne in seno.