Band 
Vol. II.
Seite
X
JPEG-Download
 

(3

avanzossì ad abitar la Toscana (19). Anzi gli Enetì ed iFrigii , che furon costretti a ricoverare lungo il mare A-drialioo , si trovano denominati coloni deTraci.

daltra razza che celtica , scitica o sarmatica sonda dire i Pelasgi i quali prosperarono in Grecia , c cheindi astretti a sgombrarla si ritirarono in Tracia , o sidiffusero per lTllirio e per la prossima Italia . Si preten-de anzi che eglino pervenuti alle terre le quali ora fanparte del Regno di Napoli , ne scacciarono in un puntogli Aborigeni ed i Siculi , comecché avesser con questiultimi comune la origine; e li obbligarono a passare nel-1 isola del Mediterraneo , alla quale diamo pur ora il no-me di Sicilia (io). Fra gli altri popoli , di cui si credeche furon progenitori , coniatisi gli Umbri, e i Sabini: egrandi sono gli argomenti, coquali il Beaufort a dimo-strato che o codesti Pelasgi od altre genti celtiche detterla prima religione agli stessi Romani (ai). Non son dun-que da confondere con altri Pelasgi che ne tempi succes-sivi parliron dalla Grecia colta , ed apporlarou fra noi lalor leggiadra favella, le lor tradizioni . l p lor e i

loVO USI ppnlil'

Particolare è il ricordo che la istoria fa deCelti fusicon gl Illirii : e vuoisi che gli Scordisci ed altre gentibellicose fosser quasi unemanazione di questo popolo mi-sto (za). Anzi talvolta leggiamo denominati Celli glIlliriiche soggiornan presso lAdriatico , e che altri chiama Sci-ti. Ma ben degno di attenzione è il racconto di Pluvia .

--i naic iìu*c gioidin ed altrettante donzelle del-

JIìlirio furono autori di non meno che di tredici popoli:e fra questi furono i Pedìculi che altri dice Fidiculi , ele cui terre eran finitime a quella di Brindisi ( 23 ). Vi èpur memoria che i Peligni , or posti negli Abruzzi , siendi origine illirica (24). il passaggio di queste genti oUi altre ad esse affini si limita atempi remoli. Perciocchésono nel Regno pur ora decomuni che an patenti le re-liquie cosi dell idioma che delle usanze dell IJlirio , e lacui fondazione sembra sfuggita alla istoria. Vi a poi moltivillaggi che sinnalzaron ira noi per P emigrazioni albane-si , le quali ebbero luogo sotto Alfonso I. di Aragona ,sotto Ferdinando suo figlio e sotto alcuni ben anche deloro successoli. Le più recenti non oltrepassano 1 età diCarlo III. e Ferdinando suo figlio.

V. Gli Eruli, i Rugii , i Turingii . Le stesse ra-gioni che spinsero gli antichi Traci e gli Sciti ad abban-donare i climi nativi per cercarne depiù dolci, aniinaronpure ne mezzi tempi i barbari del settentrione a sboccarein Italia . Nel mentovarli avrò presenti le notizie raccoltedallillustre Muratori : ed incoaùncerò da coloro che sot-to la condotta di Odoacre s insignorirono delle nostreterre, e vi fondarono un regno (z 5 ).

Par che gli E ridi abbiano avuta per loro prima di-mora le vicinanze di Varnea nel Mecklenburghese cheforma ora parte della bassa Sassonia (26): e par che ver-so quel sito sia sorta la città di FFerle che in latino èdelta Herula. Almeno atempi di Tacito non eran cono-sciuti altrimenti che sotto il nome di F andah. Di poivennero compresi in quello di Slavi .

I Rugu ebbero a patria la Pomerania ulteriore cheal presente è rinchiusa nell' alta Sassonia (27). Seguente-mente si divisero in due grandi orde. Luria occupò quellisola del Baltico che or chiamasi Rugeti , e che appun-to da essa ebbe il suo nome. Altra prese a dimorare sule sponde del Danubio : e lu causa che quei paese fosseindi chiamato Rugiland Dietro lirruziou degli Slavi, que-sto popolo fu contato come parte di essi.

(1-9) Tzstzs in Ly'ccphivr.is Schcliaste ad vers. 1 -è/- Stra-bo lib. 2.

(20) Pllloutilp. hist. des Celiai chap, 9 e io.

( 21 ) La Repubblica romana lib. 1 cap. 1.

( 22 ) 1 ?tkphasus P. lapud. SiRAbo lib. 4. Jppiasus in lllyr.

( 23 ) Plixics lib. 3 . ai/>. ili.

(a- 4 ) Pissidi V. Peligli.

(,> 5 ) Mvii.cecp.i dissen. 1.

( 26 ) Encycl. Hirules.

( 27 ) Encycl. Rugiens.

)

Il paese natale de Turingii è pur ora detto Turili-già : ed è posto nel circolo dell alta Sassonia. Rinchiudeal presente una parte dell antico paese de Catti : ed unavolta rinchiudeva pur quello deCherusci oltre a qualchecontrada pertinente agli Ermanduri (28). Và fra glieruditi chi pensa che quando fu costituito in regno ; siestese dallAller al Meyn fra il settentrione e1 mezzo gior-no ; chebbe all'Oriente la Malta, e che fu limitato al-loccidente dalla Falta e dallAdrana. A'tempi di Dago-berto I. re di Francia venne invaso dagli Slavi , e fu co-perto da per ogni dove di uccisioni e di rube.

VI. I Goti. Era riserbato a Teodorico , re e capita-no de Goti , il sovvertire in Italia la dominazione degliFruii , deTuringii e deRugii. Non potrebbe mettersiin dubbio che questi nuovi conquistatori procedessero dal-la Scandinavia . Tuttavia Procopio assicura che da talu-ni eran detti Geli -, e che comprendevara molti popoli ,fra'quali i Vandali e i Gepidi , cui 1antichità dava no-me di Sarmali ovvero di Mctanclcrii (29). Altrove diceche i Goti erano oriundi dalla Scizia : conviene aver-ne sorpresa. Perciocché Plinio ne avverte che i Geli chia-mati Baci dagli autichi Romani , ed i Sarmali , aqualii Greci davan nome di Sauromali , eran popoli Sciti-ci ( 3 o). Evvi anzi tra gli antichi istorici chi qualche vol-ta confonde gli Sciti coSarmati ( 3 i).

Si é daltra parte avvertito nel ragionare deCelti,oli» ì fi»,; . t ; r ,u.u,«uu «Ha generazione deTraci. È pe- giusto che questi ultimi non vengan messi in obblio ,allorché si tratta dindagare donde abbia avuto principiola nazione deGoti. 1

Allorché essa ebbe lasciate le sue sedi native, ed eb-be in parte occupato il territorio germanico , incominciòad esser distinta in Ostrogoti e Visigoti. Gli uni erano iGoii stabiliti all oriente su la sinistra del Danubio. Glialtri per contrario soggiornavan su la dritta, e guardavanl'occidente. I secondi furon quelli che sotto il comandodi Radagaiso altaccaron con violenza 1 impero romano ,e che condotti da Alarico ne presero e ne saccheggiaro-no pur la capitale. I primi in su1 principio occuparmila Poinerania : volgendosi poscia al levante, soggiogaronouna parte della Scizia e della Sarmazia ; divenner anchesignori di quel paese che giace fra il Danubio el Bori-stene , cioè della Podolia : vennero in fine a stabilire illoro impero fra noi : e lo resser con fortuna dal 488 al553 , in cui Teja lor ultimo sovrano fu disfatto da Nar-sete , e fu morto iti battaglia.

VII. I Longobardi ed i loro alleali. Son credulioriginari! di quella parte delia Germania ehè fra lOder e 1 Elba ( 32 ). Nel 526, Alboino lor sovrano li condussein Pannonia , e se ne rese padrone. Invitato poscia daNAR-sete , discese in Italia : e circa lanno 588 vi fondò unnuovo regno. I suoi successori il ritennero fino al 774 1allor quando Dlsiderio, ultimo di essi, fu vinto da Car-Uojiagno e fatto prigioniero in Pavia . Ma siccome assaiEruli e Rugii e Turingii avean trovato gradevole il ri-manersi in Italia sollo limpero deGoli ; e siccome as-sai Goti avean fatto il medesimo , allorché la loro dina-stia diè luogo a quella de Longobardi ; cosi pure gratiparte di colesti Longobardi si accomodò alla fortunadel nuovo conquistatore , ne consegui de privilegii, e sep-pe vivere in pace.

Partecipi delor travagli e della loro fortuna furon tuttequelle genti , le quali cooperarono alla loro spedizione.Tali furono , al riferire di Paolo Diacono , i Pannonii, iBulgari , i Notici. Non sarà alcuno sorpreso che vi si irò-vasser del pari e Gepidi e Sarmati. Poiché si è detto po-canzi che gli uni e gli altri eran tenuti come specie di Goliie che usciti dalia Scandinavia,occupavan aucke la Sarmazia-

(28) Encycl. Thurìngiens .

( 29 ) Priicopw.i lib. 1 de bello Pandalico.

( 3 0) Plixius Lib. IP. cap. 22.

(;>[) Vedete ['Appendisi nella citata dissertai. P Li sui lib. Ir'cap. 2>. Stephasvs P. Scyth . ec,

(02) Encycl. Longobardes.