Band 
Vol. II.
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533
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«Uo/io ' ll - 1SL fios tcali hanno mutalo il T in D, come più dolce di

tycuc > ^ lvCorn e Latro, Ladro; Potostas , Podestà; Litus, Lido. Am-<ìu flnt0 o P 0 di se solamente la li (oltre alle vocali) tanto in principiojP e%zo della dizione , e nella stessa sillaba , con - perdere*«cs So .tfcif 1 s 110,10 , come Drago. Salamandra. Riceve avanti di se , nel

come

trova

t>eidra R ft l ,ar °l (l ? ma in diversa sillaba , la L , N , Il , S , c<di r (l( {^ ln do , Verde , Disdicevole. Ma la S avanti la D si ttl't f )((t , L lt j Mezzo di parola , e quasi sempre ne' verbi composti dal^E. Di c s ? come Disdire. JSel principio si trova più spesso ,r °m/o S ,,0 j Sdentato ; e deesi sempre pi'ojjcrit'c la S avanti nel se-neZZ' 6 rimesso , come nella voce Accusa , siccome siv,)t ne p r w | era Raddoppiasi nel mezzo , quando egli occorre ,Co^q a ? Addurre, » Salvin. Il D lettera dentale. Buommal .

3 ^ [ !° si vuol pronunziare il D. (A)

^klo // su . ole a SS iu S nere all A segnacaso , per miglior suono ,3 _ >Vf SK g>nto eia vocale, linee, noi.. Tutti ad un fine tiravano.(A)o l H . st f«J.c uggiugnere, massime da poeti, alle particelle che,,Gi'e i' a j 110 "-' sformandone ched , ned, sed, od, henclied, per is/ug- *' n Siia ,, | CO ^" :;I0 ' , ' ! ' Salo. Avveri, i. 3. 2. s4- il primo modo, ondei| t .|| a ''Ccideutalc sconlro logge delle vocali, è lo 'nterporre tra!; 0 '" ISl| iià, I' rcc <-'dente voce cd il principio della seguente alcuna letteraf v hed ' c ' lc quasi sempre è il 1). Cosi dicesi ad , sed, od, ched,I 1 ' 1 ,0s lanó n '[ V<X ' et °> ohe, benché, e simili. (V) Cin. Pisi. Se

He peTV* 1U '-° m *' rc s * dicd *° «mi * a ^ella g'°j a - Petr. Ned ella> 1 Unn . ll * to *1 suo disdegno Torrà giammai ec. Dani. Cam. Sed~~ (Cron \ '*> che domandi amor, sed egli è vero. (A)

3 ,|<:i 'etit 0 V er numero romano comunemente usato , significa Cin-* sso di' Din " p r 8: . 33 -. Kcl quali: mi cinquecento diece e cinque^t. La j .'° an ciderà la tuja , E quel gigante che con lei delinque.

Blu. rileva cinquecento, sicché per questo intende uno D.

kfil

;/ Che vent anni principio prima avrebbe , Che col-

col u y vcni

* j~ * 05SL notato. ^

3 Atipia COn ll,ìa Haca sopra , in questo modo D , ha un valor::i^ c V!r emo : cioè cinquemila. (Vati)

* Ctl la diali) musica moderna D denota il secondo grado della

/ U '/^Sio nel moderno solfeggio chiamasi Re : nell antico

/. u ,li nta-ù ' liQ,nai 'asi ora D sol re, ed ora De la re, a motivo del-

S'^CT ^IV alfabeto chimico questa lettera indica il solfato

^/ e i prcix' ^ ull ùno caso , o , come alcuni vogliono che si debbaSlz, °ne , [che accenna Origine ^ Partenza , Separazione ,a * Js - Gr. v^p l,to y Stuccamento , Sottrazione , ec. 3 Lat. de , a , ab ,<Tf* Co, nrap *** i

[)} ? Le, /; Sl ln ««« sola parola cogli articoli II, Lo, La, I, Li,3 % (Cin) (Vanj ,fito5i * Dal * Dallo, Dalla, Dai o Da, Dalli, Dagli, Dalle.

quat *^' lw / 7= * a [la seguente vocale. /Ir. Fur. 43 ^35. Poi di faf-h! ^ S0 P°j Dattristar se vi fosse ec. Bocc. g. 2. n.

0| coìn e >° ur '. a P arle 0 Ridirà spavenLtto, in presenza di,s ° s pir que^ 1 s ^ al ° ^ fatto narrò ogni cosa. Petr. p . 2. 20. io ho pien^ * lì/a atl tutto, Dasjiri colli mirando il dolce piano.(Cin)

,|\L quando J JUrc suo ^ quasi sempre scriversi intero. Bocc. g. 3. n.Li'' lUl persori LMì ^° L* parve, in cammino messasi, senza essere dacolili ij a Con osciu(a , a Motnpelicr se ne venne- Fiam. I. 4

4^ Pur. ( ^ a a *fa imo nellanimo essere stimolato non pnote!

,, ,/do, Vt .-Luci bcato>coro Silenzio posto uvea da ogni lato.(Cin)ci,,. la ! c a P3Ìa!^TpP eJ . azoùe. Dani. Inf. 32.22. Che non èmpresa da

1<J clùan»:^ AIl * )0 descriver fondo a tutto 1 universo , da lingi

n a .S*My

uann m. njimu a Liiuiu 1 uni

,.^'èa cc s atllllì a o babbo. linee, pr. 7. E se per quelli alcuna ma-; ,Uv c noj^gj Previene nelle loro inenti, in quelle conviene che con

a 1 se da nuovi ragionameuti non è rimossa. Fg.

% ' "^lo L \ Cc do chi non v ama e da voi non desidera d essertj " & |Vi-v!' <m l' i S lia '

tutti gij a j^ n - 1 * P etr * S0ll i3j. P*en dun vago pensici' che ini disvia

^'fafcparuotQ 0 ] 1 ^ si parte.[/^.D;d,Dalla.]» Bocc. g. 8. n.i .Tornatofi a ^ * £ da Genova,di presente Gualfardo se nandò a lui.(Cin)( lt Ld j 0 Covt bulicando la persona in vece del luogo. Bocc.g. io.

^ c° tl miit Vo 8' 10 di t grazia da voi, che vi dehltia piacere di diinorarvi, * [B rc iwlìnattanto che io da madonna torni. (Cin)

0 di hitrip 0 a corns P on denza di A, per segnare mutamento diluo-b^tte a j ' 0 ° 1,1 alito modo.} Fit. Crisi. Cominciò a andare da Naz-a Cuor 8 - niC * M ^occ. g. 2. n. 4 - Credesi che la marina da/?' L Coinè i? Sla ( I Uas * fa più dilettevole parte dItalia . Dant. in.flLltk C 1?* 1 /: 1 - S> r P 0< r' ora Da sera a mane ha latto il Sol tragitto.

* in cosi

a * E con la corrispondenza di In. Fav. Esop. 162. Da priminostri parenti, fatti da Dio in qua ( dalla creazione ec. in qua ),ciascun corpo è venuto in questo mondo nel principio con attualitàdi peccato. (V) Bocc. g. 3. n. 6. Egli P ha da non troppo tempo inqua con più ambasciate soilicitata. (Cin)

$ Luogo dove abita alcuno. f r . Dal , 3. (V)

c;-Dillèvenza, Contrarietà, [Dissimiglianza.] Lat. ab. Petr. son. f,

Quand* era in parte aliruom da quel elii* sono. » Bocc. g, 2. n. 8.Olfremodo era trasformato da quello che esser soleva. E g 5. n. 1 %Coji le pungenti sollecitudini damore da insensato animale ti reca*rono ad esser uomo. (Cin)

io-Attitudine, Convenevolezza, Abilità e simili. Bocc. nov. 2^.3.Es-

sendo ella già di età da marito. E nov. 34 « 3. Gioje da donne por-tandole , come i mercatanti fanno , a vedere. E nov. 44. 1. Materiada crudeli ragionamenti , c da far.vi piagnere, vimposi. È nov. pp,6. Fattesi venire per ciascuno due paja di robe ec. non mica citta-dine , da mercatanti , ma da signore , e tre giubbe di zendado epanni lini , disse cc.» E g.0. 11.3.Ma parendomi che vi fosse uscito dimente , questo non sia yìu da famiglia , voi volli stamane ricordare.(Cioè 9 vino da berne la famiglia.) (Cin) Dant. Par. 8. E fate re dital ehè da sermone. R(J. Ditir. q. Di quel mal porgo un soccorso,Che non è da cerretano. E altrove : Son bevande da svogliati E dafemmine leziose. (N) Fior. Vivi. 34 Gli cacciatori lo vanno perse-guitando (il castoro) , e ciò è perchè gli suoi granelli sono da certemedicine. (Cioè, sono buoni a far certe medicine.) (Pr)

2 [In questo sign. dicesi Zucca da sale, Rotte da olio cc,, cioèZucca da tenervi dentro del sale , Botte da mettervi olio. ] Boccnov. 7 g. a. E non vorrei, zucca mia da sale, che voi credeste ec.»(Qui in senso fìg.) E g 8. n. 10. Comprate da venti botti da olio,cd empiutele, se ne tornò in Palermo . (Cin)

3 * E così Pazzo da catena, Veste da verno, Cane da rete, Mu-lo da S' ina, Cavallo da basto o da vettura, Cesta da polli, Nave dacarico, cc. E così Portar amor da padre, Amarlo da figliuoli), Par-lar da savio, Farla da discortese ec. ec. Movg. ìq. ìoq . Cotesto ètroppo gran boccon te. (Cioè) troppo più squisito di quello che ate si convenga. ) (Cin)

4Dicesi Non esser da cosa alcuna per Plori valer niente. Bocc.g,1. nov. 10. Manicate le froudi, le quali non sono da cosa alcuna, mason di malvagio sapore. (V)

xi_- Origine di patria , salvo se si parli di Regno , di Provincia o

disola , che allora in vece di Da si usa Di. Bocc.nov.i5.tit. Andreuc-cio da Perugia venuto a Napoli cc. 2? nov.20. tit. Paganino da Monacoruba la moglie a tnesser Ricciardo di Chinzicn. E nov. 21.tit. Masettoda Lamporecchio si fa mutolo. E nov.4^- ÙL. Guidotlo da Cremona la-scia a Gìacomin di Pavia una sua fanciulla, e inuorsi.» E g. 3. n. ^.Que-sta giovine non è da Crcuiona, da Pavia , anzi è Faentina. (Cin)

12 -Parentela , Razza. Car. En. g. q 4°' l tl ima genite Avete dato,

che da stirpe è dura. (M)

13 -Fine, o Intenzione. Bocc. g,8.n.6.tit. Fatinogli fare la spcricikza

da ritrovarlo (ajine di trovare il porco) con galle di gengiovo. (V)

-Sito dove o verso dove è qualche cosa ; così si dice Uscio da vìa,

che riesce sulla vìa o simile. Bocc. g. 7. n> 5. E perciò serrerai be-ne 1* uscio da via , e quello da mezza scala (cioè, 1 uscio che sboccanella via, c quello clic è posto a mezza scala.) Cecch. Jlssiuol. 2,5.Non potrei io entrar daltronde, che dalluscio da via? (V)

2 Dicesi anche Porta da via nel medesimo senso. Fune. Sacci/,nov. ito. Due porci cc. bellissimi quasi ogni entravano dalla portada via,e poi subitamente entravano nella detta camera. (V)

l5-Cagione, o altro, ma con sottintendervi alcuna cosa .Cavi de .Fri ut.

Un". 108. Questa rivelazione e sapienza umilmente confessava S.Pao-lo da Cristo. (Cioè, daver riccvuLu; che dipesi anche riconosceva daCristo.) Pncvr.g- 25. n. 2. E disse abaroni ec. : questo è seguo daDio . ( Cioè) di Dio , ovvero venuto , mandato da Dio .) (V)

,5 Cagione o Virtù. Bocc. nov. 11. Quasi tutti dovessero da tocca-

,ncnto di questo corpo divenir sani. ( Se già non accenna tempo ;quasi dicesse: dopo il tocca mento cc.) t (V)n '_* Cagione efficiente. Palladi.10 .E migliore (l arena) se incon-

tanente cavata si mischi; perocché stando , o da sole o da acqua o dafreddo diventa vana. (Pr) .

!»_ * Relazione di proprietà. G. V.7 ^5.Nou fece la via di Campagna,

perocché seppe chcl passo da Ceppcrauo era guermto e guardato.({V)

, 0 _* Merito, Capacità. Buon.Pier. 4 2 - Ammalio da rape e

J , t.p ci: .1.» min rolla crusca, fi'n

... ura ua sera a mane lia ' che i

DUo'f .* " 1 La domenica è troppo da onoi > P .

da morte a vila il nostro Signot ' j p lctn|>oo di «^««iìne dal quale si parte, un' «««fi, , a |e èH-urtal C. k i 9 . .? Ua Platone il PoLmouc ^ ^

filiti i ' la scuola si chiama Accademia . AH a *

w (ìa Piede a ..- '

«ondarla

con mauo. (Cin)

da trca^cir'/ios.AVu! Gli Irattano da pórci colla crusca. (N)

a _ E in senso simile. Bocc.g. 1 . n> Non, disse ser Ciappelletto^

non dite leggici- cosa ; clic la domenica è troppo da onorare. ( Cioè,rispettabile, da doversi onorare.) Borgh. Ortg. rir. i i-5. Domini d; tnon ire dietro a cose puerili, e da saper molto bene discernere le cosegravi.( Cioè, incapaci dire dietro ec., e capaci di saper ec. ) (\ >

, 0 _Trasalii lamento di uno stato o condizione in allro.Zrti.rx.

Aon. i5a- Ben riconosco in voi P usale forme , Non , lasso! iniechè da lieta vita Son fatto albergo d minuta doglia. (V)

a ,_Luogo o altro, clic rendette fimioso alcuno, come che sia. j Oant

lnf. 3i>. Pigìi èl falso Siuon greco da Tioji (perché con tradimen-to famoso, in Virgilio, tradì Troja a Greci. Così noi chiamiamoSi Antonio da Padova , quaiUuiujae sia Spagnuolo.J (V)