«Uo/io ' ll - 1SL fios tcali hanno mutalo il T in D, come più dolce di
tycuc ’ > ^ lvCorn e Latro, Ladro; Potostas , Podestà; Litus, Lido. Am-<ìu flnt0 o P 0 di se solamente la li (oltre alle vocali) tanto in principiojP e%zo della dizione , e nella stessa sillaba , con - perdere*«cs So .tfcif 1 s 110,10 , come Drago. Salamandra. Riceve avanti di se , nel
come
trova
t>eidra R ft l ,ar °l (l ? ma in diversa sillaba , la L , N , Il , S , c<di r (l( {^ “ ln do , Verde , Disdicevole. Ma la S avanti la D si ttl't f )((t , L ‘ lt j Mezzo di parola , e quasi sempre ne' verbi composti dal •^E. Di c s ? come Disdire. JSel principio si trova più spesso ,r °m/o S ,,0 j Sdentato ; e deesi sempre pi'ojjcrit'c la S avanti nel se-neZZ' 6 rimesso , come nella voce Accusa , siccome siv,)t ne p r w | era Raddoppiasi nel mezzo , quando egli occorre ,Co^q a ? Addurre, » Salvin. Il D lettera dentale. Buommal .
3 ^ [ !° si vuol pronunziare il D. (A)
^•klo // su . ole a SS iu S nere all’ A segnacaso , per miglior suono ,3 _ >Vf SK g>nto eia vocale, linee, noi.. Tutti ad un fine tiravano.(A)o l H . st f«J.c uggiugnere, massime da’ poeti, alle particelle che, nè,•Gi'e i' a j 110 "-' sformandone ched , ned, sed, od, henclied, per is/ug-■ *' n Siia ,, | CO ^" :;I0 ' , ' ! ' Salo. Avveri, i. 3. 2. s4- il primo modo, ondei| t .|| a ''Ccideutalc sconlro logge delle vocali, è lo 'nterporre tra’!; 0 '" ISl| iià, I' rcc <-'dente voce cd il principio della seguente alcuna letteraf‘ v hed ' • ’ c ' lc quasi sempre è il 1). Cosi dicesi ad , sed, od, ched,I 1 ' 1 ,0s lanó n '[ V<X ' e “t °> ohe, benché, e simili. (V) Cin. Pisi. Se
■ He peTV* 1U '-° m *' rc s * dicd *° «mi * a ^ella g'°j a - Petr. Ned ella> 1 Unn .■ ll * to *1 suo disdegno Torrà giammai ec. Dani. Cam. Sed~~ (Cron \ '*>’ che domandi amor, sed egli è vero. (A)
3 ,|<:i 'etit 0 V er numero romano comunemente usato , significa Cin-* sso di' Din "• p “ r 8: . 33 -. Kcl quali: mi cinquecento diece e cinque^t. La j .'° an ciderà la tuja , E quel gigante che con lei delinque.
Blu. rileva cinquecento, sicché per questo intende uno D.
kfil
;/• Che vent’ anni principio prima avrebbe , Che col-
col u y vcni
* j~ * 05SL ‘ notato. ^
3 Atipia COn ll,ìa Haca sopra , in questo modo D , ha un valor::i^ c V!r emo : cioè cinquemila. (Vati)
* Ctl la diali) musica moderna D denota il secondo grado della
/ U '/^Sio nel moderno solfeggio chiamasi Re : nell ’ antico
/. u ,li nta-ù ' liQ,nai 'asi ora D sol re, ed ora De la re, a motivo del-
S'^CT ^IV alfabeto chimico questa lettera indica il solfato
^/ e i prcix' ^ ull ùno caso , o , come alcuni vogliono che si debbaSlz, °ne , [che accenna Origine ^ Partenza , Separazione ,a * Js - Gr. v^p l,to y Stuccamento , Sottrazione , ec. 3 Lat. de , a , ab ,<Tf* Co, nrap ’ *** i
[)} ? Le, /; Sl ln ««« sola parola cogli articoli II, Lo, La, I, Li,3 % (Cin)‘ (Vanj ,fito5i * Dal * Dallo, Dalla, Dai o Da’, Dalli, Dagli, Dalle.
quat *^' lw / 7= * a [la seguente vocale. /Ir. Fur. 4’3 • ^35. Poi di faf-h! ^ S0 P°j D’attristar se vi fosse ec. Bocc. g. 2. n.
0| coìn e >° ur '. a P arle 0 Ridirà spavenLtto, in presenza di,s ° s pir que^ 1 s ^ al ° ^ fatto narrò ogni cosa. Petr. p . 2. 20. io ho pien^ * lì/a atl ’ tutto, D’asjiri colli mirando il dolce piano.(Cin)
•,|\L quando J JUrc suo ^ quasi sempre scriversi intero. Bocc. g. 3. n.Li'' lUl persori LMì ^° L* parve, in cammino messasi, senza essere dacolili ij a Con osciu(a , a Motnpelicr se ne venne- Fiam. I. 4■
4^ Pur. ( ^ a a *fa imo nell’animo essere stimolato non pnote!
,, ,/do, Vt .-Luci bcato>coro Silenzio posto uvea da ogni lato.(Cin)ci,,. la !’ c a P3Ìa!^TpP eJ . az ’oùe. Dani. Inf. 32.22. Che non è’mpresa da
1<J clùan»:^ AIl * )0 descriver fondo a tutto 1’ universo , Nè da lingi
n a .S*My
uann m. njimu a Liiuiu 1 uni
,.^'èa cc s atllllì a o babbo. linee, pr. 7. E se per quelli alcuna ma-; ,Uv c noj^’gj Previene nelle loro inenti, in quelle conviene che con
a 1 se da nuovi ragionameuti non è rimossa. Fg.
% ' "^lo L \ Cc do chi non v’ ama e da voi non desidera d’ essertj " & |Vi-v!' <m rÌ l' i S lia '
tutti gij a j^ n - 1 * P etr * S0ll ‘ i3j. P*en d’un vago pensici' che ini disvia
^'fafcparuotQ 0 ] 1 ^ si parte.[/^.D;d,Dalla.]» Bocc. g. 8. n.i .Tornatofi a ^ * £ da Genova,di presente Gualfardo se n’andò a lui.(Cin)( lt ■ ■ Ld j 0 Covt bulicando la persona in vece del luogo. Bocc.g. io.
^ c° tl miit Vo 8' 10 di t grazia da voi, che vi dehltia piacere di diinorarvi, * [B rc iwlìnattanto che io da madonna torni. (Cin)
0 di hitrip 0 ‘ a corns P on denza di A, per segnare mutamento diluo-b^tte a j ' 0 ° 1,1 alito modo.} Fit. Crisi. Cominciò a andare da Naz-a Cuor 8 - niC * M ^occ. g. 2. n. 4 - Credesi che la marina da/?' L Coinè i? Sla ( I Uas * fa più dilettevole parte d’Italia . Dant. in.flLltk C 1?* 1 ■ /: 1 - S> r P 0< r' ora Da sera a mane ha l’atto il Sol tragitto.
* ‘ in cosi
a — * E con la corrispondenza di In. Fav. Esop. 162. Da’ priminostri parenti, fatti da Dio in qua ( dalla creazione ec. in qua ),ciascun corpo è venuto in questo mondo nel principio con attualitàdi peccato. (V) Bocc. g. 3. n. 6. Egli P ha da non troppo tempo inqua con più ambasciate soilicitata. (Cin)
$ — — Luogo dove abita alcuno. f r . Dal , 3. (V)
c;-Dillèvenza, Contrarietà, [Dissimiglianza.] Lat. ab. Petr. son. f,
Quand* era in parte alir’uom da quel eli’i* sono. » Bocc. g, 2. n. 8.Olfremodo era trasformato da quello che esser soleva. E g • 5. n. 1 %Coji le pungenti sollecitudini d’amore da insensato animale ti reca*rono ad esser uomo. (Cin)
io-Attitudine, Convenevolezza, Abilità e simili. Bocc. nov. 2^.3.Es-
sendo ella già di età da marito. E nov. 34 « 3. Gioje da donne por-tandole , come i mercatanti fanno , a vedere. E nov. 44. 1. Materiada crudeli ragionamenti , c da far.vi piagnere, v’imposi. È nov. pp,6. Fattesi venire per ciascuno due paja di robe ec. non mica citta-dine , nè da mercatanti , ma da signore , e tre giubbe di zendado epanni lini , disse cc.» E g.0. 11.3.Ma parendomi che vi fosse uscito dimente , questo non sia yìu da famiglia , voi volli stamane ricordare.(Cioè 9 vino da berne la famiglia.) (Cin) Dant. Par. 8. E fate re dital eh’è da sermone. R(J. Ditir. q. Di quel mal porgo un soccorso,Che non è da cerretano. E altrove : Son bevande da svogliati E dafemmine leziose. (N) Fior. Vivi. 34• Gli cacciatori lo vanno perse-guitando (il castoro) , e ciò è perchè gli suoi granelli sono da certemedicine. (Cioè, sono buoni a far certe medicine.) (Pr)
2 — [In questo sign. dicesi Zucca da sale, Rotte da olio cc,, cioèZucca da tenervi dentro del sale , Botte da mettervi olio. ] Bocc •nov. 7 g. a. E non vorrei, zucca mia da sale, che voi credeste ec.»(Qui in senso fìg.) E g • 8. n. 10. Comprate da venti botti da olio,cd empiutele, se ne tornò in Palermo . (Cin)
3 — * E così Pazzo da catena, Veste da verno, Cane da rete, Mu-lo da S' ina, Cavallo da basto o da vettura, Cesta da polli, Nave dacarico, cc. E così Portar amor da padre, Amarlo da figliuoli), Par-lar da savio, Farla da discortese ec. ec. Movg. ìq. ìoq . Cotesto ètroppo gran boccon dà te. (Cioè) troppo più squisito di quello che ate si convenga. ) (Cin)
4 —Dicesi Non esser da cosa alcuna per Plori valer niente. Bocc.g,1. nov. 10. Manicate le froudi, le quali non sono da cosa alcuna, mason di malvagio sapore. (V)
xi_- Origine di patria , salvo se si parli di Regno , di Provincia o
d’isola , che allora in vece di Da si usa Di. Bocc.nov.i5.tit. Andreuc-cio da Perugia venuto a Napoli cc. 2? nov.20. tit. Paganino da Monacoruba la moglie a tnesser Ricciardo di Chinzicn. E nov. 21.tit. Masettoda Lamporecchio si fa mutolo. E nov.4^- ÙL. Guidotlo da Cremona la-scia a Gìacomin di Pavia una sua fanciulla, e inuorsi.» E g. 3. n. ^.Que-sta giovine non è da Crcuiona, nè da Pavia , anzi è Faentina. (Cin)
12 -Parentela , Razza. Car. En. g. q 4°' l tl ima genite Avete dato,
che da stirpe è dura. (M)
13 -Fine, o Intenzione. Bocc. g,8.n.6.tit. Fatinogli fare la spcricikza
da ritrovarlo (ajine di trovare il porco) con galle di gengiovo. (V)
-Sito dove o verso dove è qualche cosa ; così si dice Uscio da vìa,
che riesce sulla vìa o simile. Bocc. g. 7. n> 5. E perciò serrerai be-ne 1* uscio da via , e quello da mezza scala (cioè, 1’ uscio che sboccanella via, c quello clic è posto a mezza scala.) Cecch. Jlssiuol. 2,5.Non potrei io entrar d’altronde, che dall’uscio da via? (V)
2 — Dicesi anche Porta da via nel medesimo senso. Fune. Sacci/,nov. ito. Due porci cc. bellissimi quasi ogni dì entravano dalla portada via,e poi subitamente entravano nella detta camera. (V)
l5-Cagione, o altro, ma con sottintendervi alcuna cosa .Cavi de .Fri ut.
Un". 108. Questa rivelazione e sapienza umilmente confessava S.Pao-lo da Cristo. (Cioè, d’aver riccvuLu; che dipesi anche riconosceva daCristo.) Pncvr.g- 25. n. 2. E disse a’baroni ec. : questo è seguo daDio . ( Cioè) di Dio , ovvero venuto , mandato da Dio .) (V)
,5 Cagione o Virtù. Bocc. nov. 11. Quasi tutti dovessero da tocca-
,ncnto di questo corpo divenir sani. ( Se già non accenna tempo ;quasi dicesse: dopo il tocca mento cc.) t (V)n '_* Cagione efficiente. Palladi.10 .E migliore (l arena) se incon-
tanente cavata si mischi; perocché stando , o da sole o da acqua o dafreddo diventa vana. (Pr) . „
!»_ * Relazione di proprietà. G. V.7 ^5.Nou fece la via di Campagna,
perocché seppe chc’l passo da Ceppcrauo era guermto e guardato.({V)
, 0 _* Merito, Capacità. Buon.Pier. 4■ 2 - Ammalio da rape e
J , t. ’p ci: .1.» min rolla crusca, fi'n
... ura ua sera a mane lia 'bò che i
DUo'f .*■ "• 1 La domenica è troppo da onoi > P .
da morte a vila il nostro Signo •t ' j p lctn|>oo di «^««iìne dal quale si parte, un' «“««““fi, ,„ a |e èH-urtal C. k i 9 . .? Ua Platone il PoLmouc ^ ^
filiti i ' la scuola si chiama Accademia . AH a *
w (ìa Piede a ..■- '
‘«ondarla
con mauo. (Cin)
da trca^cir'/ios.’AVu! Gli Irattano da pórci colla crusca. (N)
a _’ E in senso simile. Bocc.g. 1 . n> Non, disse ser Ciappelletto^
non dite leggici- cosa ; clic la domenica è troppo da onorare. ( Cioè,rispettabile, da doversi onorare.) Borgh. Ortg. rir. i i-5. Domini d; tnon ire dietro a cose puerili, e da saper molto bene discernere le cosegravi.( Cioè, incapaci d’ire dietro ec., e capaci di saper ec. ) (\ >
, 0 _Trasalii lamento di uno stato o condizione in allro.Zrti.rx.
Aon. i5a- Ben riconosco in voi P usale forme , Non , lasso! in „ie •’chè da sì lieta vita Son fatto albergo d’ minuta doglia. (V) ’
a ,_Luogo o altro, clic rendette fimioso alcuno, come che sia. j Oant
lnf. 3i>. Pigìi è ’l falso Siuon greco da Tioji (perché con tradimen-to famoso, in Virgilio, tradì Troja a’ Greci. Così noi chiamiamoSi Antonio da Padova , quaiUuiujae sia Spagnuolo.J (V)