( XLÌV )
Delle desinenze che segnano il modo stesso appo iLatini , surroghiamo spesso 1’ uno all’ altro nelle parole de-rivate. Così disse Tertulliano educare per educere, c de-glubare per deglubere. Nelle chiose antiche si legge scalpareper sculperc, onde poi abbiam fatto il verbo scolpire. Doni-zone nel lib- 2 . cap. 7 . delle vita di Matilde dice prosternarese in luogo di proslernere se. O’ anche letto , dice il Mu-ratori , plaudare per plaudere : ed o dall’ uno o dall’ al-tro abbiam cavato applaudire. I Modenesi da jacere antratto forse adjacere se e quindi azzaccarsi in senso di ster-nere se liutai ; ed in vece del putere de’ Latini abbiamdetto putiate puzzare (40-
XVI. Oltre a tutti i cangiamenti che ò cercato di ri-durre ad alcune classi generali , ve n’ a pure di molti, lacui possibilità è dimostrata da un’ attenta induzione- IlVossio , il Menagio ed altri etimologi ue an date delle ta-vole che sono assai utili.
XVII. Finalmente è da notare che le voci radicali son suscettive di mutamenti in ordine alla quantità : e sonessi de’ più facili i quali possono occorrere. In effetti lalunghezza o brevità delle vocali è certamente determinaladalle sue relazioni di sito : e sì fatte relazioni sono estre-mamente variabili. Nella parola originaria quella vocale ,ad esempio , avea seguace altra vocale , e quindi era bre-ve. Se di poi è avvenuto che 1’ abbia contratta in se stes-sa , o se ne sia separata ; a dovuto venir lunga. Così ildii de’ Latini convertivasi in di. Per contrario , essendolunga , a potuto venir breve , se mentre prima era seguilao da una sola consonante doppia o da due diverse conso-nanti ; à perduto in tutto od in parte un tale corteggio.Come iunollre riscontrare la quantità delle vocali , alloraquando il vocabolo a sopportata una metatesi ovvero unasincope? Come ìiscontrarla se in vece à interpolate alleantiche nuove consonanti o vocali ? Senza mutamenti sigravi è pur nolo che eddt-rc si è da noi volto in cadére,sculpère in scolpire , mòvère in muovere ,e simili.
§. 2 .
1 fu F espressioni composte.
Assai volte il vocabolo, di cui si cerca 1’ origine, laripete da un’ espressione più o meno composta. A poterladeterminare non saranno poco utili le osservazioni seguenti.
I. Gli aggettivi non sussistono senza i sostantivi oespressi o sottintesi. Se dunque occorre che acquistino unasignificazione assoluta; posson riguardarsi come provenientida un’ espressione mutilata- Di questo novero son quadroper tela dipinta , tondo per circolo , sfera od arnese datenervi sù i bicchieri , alba per aurora , bruciala per ca-stagna cotta su’ carboni , bianchetto , falsetto , pianofortee ceuto e cento altre parole somiglianti. Non ù guari chele leggi francesi an preso a regolarci. Pur nel tempo cheid è scorso , il linguaggio che da esse noi abbiamo appa-rato , ù già prodotto delle voci di questa natura- Percioc-ché v’ à di molti i quali dicon verbale per processo ver-bale , preventivo per precetto o mandato preventivo ec.Non altrimenti i Latini da combustum bruciato chiamarmiburnirti il luogo , in cui bruciavansi i cadaveri : e da co-lninna laclaria formaron lactaria che senz’ altra addizio-ne indicava la colonna , presso la quale si portavano i fan-ciulli ritrovali , per fornir loro il nutrimento. Allo stessomodo la parola hJiarn che presso gli Ebrei equivaleva alnostro aggettivo caldo , fu da essi trasferito ad indicare ilpan fresco.
Faeeudo uso moderato delle verità fin qui esposte ;o scoperto più radici di parole italiane. Posson servire diesempio le voci alrnqgeste e biadetto , della cui etimologiao già tenuto proposito. Lo stesso è da dire di bistorta istru-mento chirurgico che ^i lavorò uu tempo ip Pistoja conmoltissima fama, e che da essa fu denominato pistoriensisgladius. Non diversa è l’origine di bfode , che vai rialti
(40 Muratori alla voce chiappare.
di terra posti a scarpa lungo le mura de’giardini. Percioc-ché questa voce è derivata dal sassone brad grand , o co-me dicon gl’inglesi, brotul ground ; nè ignorali gli eruditiche grund o ground in queste lingue vai terra , e brado broad allargata. Similmente affitto è dal latino effettivenditio , vendita effigiata , esemplata. Poiché dice Giu-stiniano che la locazione è prossima alla vendila, e sog-giace alle stesse regole di dritto. Altrove osserva che Itivendita e la locazione ànno una specie di parentela ; tuguisa che talvolta si dubita , se siasi contrattata una lo-cazione ovvero una vendila ( 42 ).
II. Talvolta ciò che si sopprime, none il sostantivo,ma il caso od altra voce che facea parte della espressioneradicale. Così da Fanum fortunae vien Fano , da MonsHannoniae vien Mons , da Curia Rhetorum vien Coira .Così pure da millia passuum sorge miglio.
Coerentemente a tal sistema la espressione a Dio liraccomando si è cangiata in addio ; cosa a fare in affa-re ; il lat. manum afferre portar la mano a qualche cosain afferrare ; la frase ad imam vertere , volgere a basso,in adimare.
Parimente boma , pezzo di legno rotondo d’ abete aduso di certi navigli, è sorto da mulilazione del tedesco laa-nen baum abete.
Brocca , canna divisa in cima ad uso di coglier le frut-ta , vien pure dal tedesco obst brechen che indica simil-mente 1 ’ atto di coglierle.
Checché altri impropriamente e<l inverisimilmente nedica , maccherone vien dal gr. rnacaron genit. di macariIddii , al quale è uopo supplir broma o edesrna cibo. Tra-duce adunque un’ espressione pur ora frequente a’ nostriNapolitani. Se voglion essi indicar cibo , che sia loro gu-stosissimo , e del quale sien ghiotti ; il chiaman cibo di Dio .
Mastino è dal led. masi che in composizione vai gru 5 'so , ingrassato , ed a cui bisogna supplire burnì cane. INapolitani chiamali mastino o mastina pur f uomo o 1*donna grossa c grassa. In tal maniera si approsimano alsenso etimologico.
HI. Molte volte le parti della dizione composta inverità si ritengono , ma più o meno alterate. Così allef-care o sia allignare è dal lat. ad particella spesso super-flua e da lignum facete , far legno , crescere in legno, co-me fan gli alberi che prosperano in un sito lor proprio-Anfanare aggirarsi in parole inconcludenti , è dal latinovana fari , e non già da invanare come pur disse il Me-nagio. Basire per morire vien dalla frase a basso ire e nongià da vado, vasi , vasum, vasire, come pensò qucll’erudilolavoratore di scale. Bigherajo buffone vien dal lat- bis duevolte e da gerro cianciatore , bagaltellierc. Busbacco , co-lui che inganna con bugiarde invenzioni, vien dal lat, bisdue volte e da bacca bocca. Poiché se l’uomo verace uarrasempre le stesse cose nella stessa maniera ; il bugiardoin vece le presenta in tante maniere diverse , quante a lu*può suggerirne il suo cangiante interesse. Frequentementeancora egli cade in contraddizioni vergognose : e però di-ce il proverbio che al bugiardo fa di bisogno buoua me-moria.
Ma le parole componenti son qualche volta sì guaste,che necessita nou poco studio a poterle riconoscere.
Così 1’ avverbio a menadito , cioè per 1’ appunto, he*nissimo , vien dal lat. ad mensum digiti a misura del di-to. Poiché digitis rnetiri i Latini diceano di chi esami * 13le cose con tanta scrupolosità che scorra nel troppo.
Bietta , è un pezzo di legno , di ferro o di altra ma-teria che abbia una delle sue estremità aguzza , la qualeintrodotta nella spaccatura di qualche corpo e spinta acolpi di maglio , serve a fenderlo ed a separarne le parti-Questa voce è dal latino vi acla spinta a forza. Poigh®nel precedente paragrafo è di già stalo ayveriitQ che il \ed il B assai facilmente si scambiano ; e che soyvente Clsi muta in TT.
Alquanto più riposta è 1’origine di bisticciare e dibisticcio. È definito il bisticcio dal vocabolario della Cr u *
(4 2 ) Inslit. lib. III. tit. 26 . de locatili priur. r+ §. 3.