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Vol. II.
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CANTAN.ETTE

Cantahette. (Mann.) Can-ta-nèt-te. Sf. pi. Sono le finestrelle della cal-merà di poppa nelle galee. (S)

Cantano. * (Geog.) Can-tà-no. Lat. Cantamis. Amica, cit. dell'isola diCreta. (G)

Cantante, Can-tàn-te. [Pari, di Cantare , Usalo per lo più come sost.com.] Che canta. V. Cantore . Lat. cantans. Gr. ót?»». Amet. 8. Co-si ricominciò la sua canzone la cantante. Fir. As. s3^. Un mio ni-potino , dolce compagno in questo mio viaggio, seguitando una can-tante passera per volerla prendere ec.

a — Desioso di cantare, o Disposto a cantare. Lat. canendi studiosus.Gr. ixovtnxós. Tes. Br. 2. 33 . Ella fa 1’ uomo cantante, grassetto clieto, ardito, benigno.

3 — * (Mus.) Quello eh.’ esercita l'arte musicale mediante la voce. Sichiamano cantanti di soprano, di mezzo soprano, di alto, di tenore,di baritono e di basso. Si distinguono i cantanti in quelli di teatroe di chiesa. I primi si distinguono in primi e secondi , che si chia-mano anche purti, in supplimenti, ed in coristi. I secondi dividonsiin cantanti di cauto figurato ed in cantanti di canto ferma , ec. (L)

Castaba. * (Geog.) Càn-ta-ia, Alcantara. Fiume della Sicilia . (G)

Cantarano ,* Can-ta-rà-no. Sm. V, L. Usalo da alcuni anche in To-scana per Cassa grande. F. e di’ Cassettone. (A)

Cantare , Can-tà-re. [All. e «.] Mandar fuori misuratamente la voce,[con modo ordinato a produrre melodia, o alquanto simile a quellocol quale si produce la melodia ;] ed è proprio dell’uomo e degli uc-celli. Lat. canerc , cantare. Gr. aSs/v. Bocc. Jnttod. 3 s. I Irati diqua entro ec. alle debite ore cantino i loro uficii. E 3 y. Quivi s’ o-dono gli uccelletti cantare. E g. 2. p. 2. Gli uccelli su per li verdirami cantando. E nov. 5 /j. 3 . Chichibio le rispose cantando, e disse.E g. g. p. 3 . Sei canzonette , più lieta 1’ una clic 1’ altra , da’ giova-ni e dalle donne cantate furono. Lab. 2tf -òlla quale, o per amordella quale fossero state cantate o fatte. Dant.lnf.i 2. 88. Tal si partida cantare allcluja, Che ne commise questo utìcio nuovo. E Purg.zg.t.Cantando come donna innamorata.

2 — * Letto del Gallo, ed anche del Grillo, e della Cicala. Pist. S.Gir. Come la cicala canta il dì per lo calore del sole.(A) Farcii. Ercol.I. i. p. H2. Anzi ce ne sono molti altri , come de’corvi il crocitareec., cantare de’ galli e trutilare de’ tordi. Pier. 2. 4. 2. Cantano ancheper terra Talvolta le cicale. (N)

3 — * Detto dell’ Asino per tscherzo. Tasson. Secch. 1. 6. E s’ udiangli usignuoli al primo albore, E gli asini cantar versi d'amore. (N)

4 — Dire apertamente , con libertà il suo sentimento. Lai. aperte di-cere, libere loqui. Gr.va.ff^aiùtjurSai. Dant. Inf. ig. ti8. E mentreio gli cantava cota’nolc.

5 — Discorrere , Bagionarc , Dire , Narrare, Nominare , e dicesi pro-priamente di quei ragionamenti che fa il pojiolo sopra qualche casoseguito. Lat. decantare. Gr. -ipv.ÀrlV , batic vi. Lab. 344 - La nostracittà avrà un buon tempo poco che cantare altro che delle sue mi-serie e cattività. Frane. Barò. 3 o 3 . 6. Io ti faccio assavere Che tuporai vedere Un uomo anni sessanta , Nè savi a’ come canta. Dant.Inf. 20. i 18. Euripilo ebbe nome , e cosi ’l canti L’ alta mia Tragediain alcun loco. Bui. E cosi 1 canta , cioè cosi il nomina. (O meglio'.con tal nome lo appella nel suo aiuto, cioè ne' versi.)

6 — [Far versi e co’versi celebrare.] Petr. son. 214. In dubbio di miostato or piango , or canto , E temo e spero. Amet, 4 ■ Ma del mioPrincipe le vittorie mi si fa di cantare.

7 — Poetare. Lat. canere, dicere. Gr. Dant. Purg. t./f. E canterò

di quel secondo regno, Dove l'umano spirito si purga. Ar. Fur. 1.■t. Le donne , i cavalier, l’arme , gli amori, Le cortesie, 1’audaciimprese io canto.

8 — [Recitare con enfasi e coll’ accompagnamento di quella specie dicantilena per la quale la misura del verso recitato s’intende meglio.]Cas. letl. 6g. Abbi Terenzio e Virgilio in mano ec. Bisogna farselifamiliari ec. , cantarli , recitarli, tradurli, e impararli a mente , enon li lasciar mai.

j — Manifestare ad altrui , come usano le spie , qualche cosa la quale

J sarebbe da tacersi. Ar. Len. 2. 3 . Per quindici bolognini gli avrai...Ma non cantare. (B)

jo — Sonare. Lat. cythara cancre. Teseid. E cantan m, che mai cantasse Apollo . (Perchè si vuole che le antiche note del suono fosserosignificative quasi come le sillabe della voce. Questo spiega tantipassi, in cui si vede attribuito il canto anche al solo musicaleistrumento. Parenti. J

3 — E quando si vuol mostrare di non aver pure un danajo ,si dice : Non c’ è da far cantare un cieco ; ed eziandio : E’ non cene canta uno} perchè dove non è danari, la borsa non rende suono.

Modo basso.

5, _ Parlandosi di Scritture, Contralti e simili, Far manifesta la cosa

di cui si tratta , Esprimerla , Spiegarla chiaramente. Pag. Com. Eccoqui : carta canta. Band. cult. Che questi debiti si debbono pagarein quel modo e forma che cantano ed esprimono dette scrittore econtratti. (A)

J2 _d’ ajolfo * = Dire tutto quello che si sa, Fetore il sacco. Farcii.

Ercol. t. t. p. ioò. Di coloro i quali, come si dice, confessano il ca-cio , cioè dicono tutto quanto quello che hanno detto e fatto a chine gli dimanda , o nel potere della giustizia , o altrove che sieno ,s’ usano questi verbi : Svertare, sborrare , schiodare , sgorgare, spiat-tellarli, cantar d’ajolfo, votare il sacco, e scuotere il peilicino. (N)

13 — in misebere, dicesi fin modo bassoJ di chi è misero , avaro ,e poco usa del suo ; [ ovvero di chi canta , cioè dice ad altrui sent-ore di esser misero. Modo jcnadultico e basso. ] Lusc. rim. Peggio èla scostumata Trista usanzaccia che avete , messere , Di cantar d’o-gni tempo il miserere.

14 — in vespero ad alcuno, F. Vespro.

1 5 — IL VES2&0 o II mattutino DEcu ErminI. * Farcii. Ercol. t. 1.

CANTARIDE

p. 183. Dire ad uno il padre del porro, e cantargli il vespromattutino degli Ermini , siguilica riprenderlo c accusarlo alla *' l0e protestargli quello che avvenire gli debba non si mutando, h ..gli Ermini f 0 Ai meni) un convento di frati. . . i quali ^ av '' ul £T . ]i: ,in Firenze , c perchè cantavano i divini ufiizii nella loro J in ‘’ n || a

quando alcuna cosa non s’intendeva , s’ usava diredegli Ermini. Bure. p. i. son. 91. Etutino. (N)

16 — IN ALCUNO

Ella e

Bure. p. i. son. gì. E i frati Ermini cantansotto norie ni alcuno = Aver sotto

la tì»mal-

1 — in alcuno o sotto nome ni alcuno = Aver sotto SUO no" 1 Lfsotto suo titolo ; e questo modo di dire è usato più comunemenx rtermine mercantile, come a cagion d’esempio: La ragione canel tale , cioè La ragione è intitolata nel tale , dice nel tale »sotto nome del tale. Lat. censeri , inscribi. M. F. g. 5. In * U1 c |,etava il titolo della signoria. Farch. Star. 8. 211. Provvidero cc ' ..tutte le poste descritte in persone morte si rinnovassero , e siscro descrivere e cantare sotto i nomi di coloro che cotali beni 1sedevano. E appresso : Le poste de’ pachi cc. potevano sotto 1medesimi nomi cantare.

17 — in auiljo. * F . Quilio- (N) _ cr e,

18 — la palinodia e= Ritrattarsi, Disdirsi. Lat. palinodiani caGr. irxlai/uSix.v ab a:. Red. lett. 2. i 65 . Assicurandola che . ^

dottissime ragioni, son pronto prontissimo a

diantc le suela palinodia.

19 — la zolfa A uno * = Fargli una gagliarda riprensione ,Parlargli liberamente. Fare. Ercol.t. 1. p. 160. Dare una sbriBta ec. e dare alcuna buona riprensione ad alcuno per raffrenai j -jche si dice ancora , fare un rovescio, e cantare a uno la z°‘‘ avespro, o il mattutino ec. (N)

20 — maggio , dicesi quando i nostri contadini nel principio di e

gio vengono alla città con un ramo d’albero frondoso , sonali ^cantando varie canzonette per allegria della stagione. Maini' • ,

Chi coglie fiori , e un altro un ramo a un faggio Ha tagliato , eesso canta Maggio.

21 — messa =3 Cominciar Vesercizio del sacerdozio, dicendo

nemente la prima messa , e anche Dir la messa cantala , “ Qf.tornente. Lai. sacruin solcmniter facere, missarn caritu celebra 1 ^ sa .lx.eveix.Zis \uTovpyii>. Tav. Bit. Vivette un anno e tre mesi, ecerdote , e cantò messa. nna rC

22 — Prov. Cantare una e fare un’ altra. Lo stesso che A c ct ' ,i

in coppe e dare in bastoni. Frane. Sacch. nov. 2ig. Il P lstsegnò dicendo: Oh! ella canta una e fa un’altra. (V) Agri

23 — * Cantar bene e Razzolar male : Dicesi del Non comzsp 0 * 1 ^

alle buone parole co'fatti. Dicesi anche in altro modo : . Ai-

bene e Raspar male è un arte del diavolo , cioè , Mostrar ? fan.lene e operar male , come fanno gl’ ipocriti , è cosa din 0Serd. Prov. (A) . c<r

2.} — (Mus.) Cantare a aria , a orecchio, dicesi del Cantare se,i -ffl0 ,i ingnizion dell’ arte , ma solamente secondando colla voce Iudita dall’orecchio. ì 1A'

a — * E per siinilil. detto per Far, versi. I orlig. Riccia 00 : (r a-Nou è figlia del Sol la Musa mia ... È rozza villanella , estulla Cantando a aria conforme le frulla. (B)

3 — a orecchio. * [ Lo stesso che Cantare a aria. F- J

4 — A libro aperto * = Cantare a prima vista. (A) mie oltl0 '

5 — d agilità * — Eseguire celeramente ogni qualunq**dia , facendo volate , e volatine , trilli e Lorghrggi , ovverodo alcune note simili che dicesi Agilità martellata. (N)

6 — del gallinaccio. * F. Sgailinacciarc. (L)

7 — di garganta. Lo stesso che Gorgheggiare. (L) n et'

8 — di maniera * = Cantare con sentimento ed animo? cnamenti e variazioni scelte c< n gusto. (L)

9 — di portamento. F". Portamento. (L) n e 0

10 — in tenore , in basso , dinota la chiave o la P a f^ à 6-

quale sì canta . A somiglianza di questo nel Cecck- Assiuo • ^ [t

Sentendolo cantare in assiuolo. (Parla d’ uno che coniroj] 11canto dell’ assiuolo.J (V) _ -

11 — manierato * = Cantare con una profusione disenza gusto o discernimento , e non adattati alla parola .

Cantare. [ Sm. L’ atto del cantare , e Le parole o le poesieLat. canticum. Gr. Amet. 53 . Avendo già compii’* 0 * jj C o< |0Ninfa il suo cantare. But. Ebbono congiunzione insieme, comi cantari. E altrove : Tradì la san (a gesta de’Paladini, c0lìlC ra g%}° *in que’cantari. Rim. ani. Dant. Majan, 76. Dirol come sa ^ ^frettima in cantare. Morg. i8. 166 . Poiché noi siam per ragionarE son le notti un gran cantar di cieco. . - fili#'

2 “ Quello che propriamente si dice Canto ne’ poemi di otta ^ *

Frane. Sacch. noi/, i Battendo ferro un fabbro sullcantava il Dante , come si canta un cantare.

3 — Lo stesso che Cantaro. V. ..

Cantarella.(Z ool.) Can-ta-rèl-la. [A/T Lo stesso che ] Canterella* ^ ^

cantaride.') Serap. 164. Questo cotale unguento, dove entrai’ 0 ^ ^ c jiCtarellc, fa cadere la lebbra tutta quanta. E 160. E in vt f x , 'atiV 3 ! ela vertude delle cantarelle si è putrefattiva, calefattiva c ulocivale alla mala impetiggine»

Cantarello, Can-ta-rèMo. E^m.] Lo stesso che Canterello*

Rim. 1. io8. Piangete, destri, il caso orrendo e fiero, t lio* .

tarelli, e voi, pitali. E appresso : Ove usa ogni Cimoso. ca ° ,

2 — * (Bot.) Genere di piante crittogame della famiglia *

così denominate dalla forma del loro cappello. LaU c;H ,

( Dal gr. cautharos fiasco , bariletto , tazza.) (Aq) nopP a ^

Cantaretté. (Marin.) Can-ta-rét-te. Sm. pi. Apertura ala p r

mesto

galere , dov’è incassalo il timone. (A)

Cantaride. (Zooh) Can-tà-ri-de. Sf. Si — -

ad “na specie d’insetto appartenente all’ordine de’ colevpi

dà volpar nenie al