Band 
Vol. II.
Seite
582
JPEG-Download
 

58:

DAVANTI

DE

avvertii si suole. ] Bocc. inir od. 4 * Alquanti anni davanti nelle partiorientali incominciata. » E g. 1. n. 5 . E avvicinandosi alle terre delmarchese un dì davanti mandò a dire alla donna , che la seguentemattina T'attendesse a desinare. (Gin )

3 — * Gli si antepose anche il nomedi temjx) espresso col secondo caso .

Bocc. *• Era al lato del palagio del peenze una grotta cavata

nel monte di lunghissimi tempi davanti. (Cin)

4 — Alla presenza. Lat. ccvam. Bocc. introd. 01. Fatti i famigliari deitre giovani, e le loro fanti, che eran quattro , davanti chiamarsi, ctacendo ciascuno, disse.

5 — * Si pone come stato in luogo. Bocc. g. 5 . n. 1. Il padre per nonaver sempre davanti la cagione del suo dolore , gli comandò clic allavilla n’andasse. (Cin)

6 — * E come molo a luogo.Pitie. I.6.U ammiraglio premeva tanto, econ ^minacce c con percosse s’ingegnava di pingere i suoi davanti.(Cin)

7 — Talvolta segno moto da luogo. Bocc . introd. Dicendo , nimf al-tra medicina essere contro alle pestilenze migliore, nè cosi buona ,come il fuggire loro davanti. (V) (N)

$ — Talora è preposizione e tti usa col terzo caso. [V. Avanti, $. 16.]Pitie. 2. 1 . Comandò che le due creature gli fossero recale davanti.Petr. son. 16. Cosi davanti a’ colpi della Morte Fuggo.

9 — Usato col quarto caso. » Bocc. g. 2. n. 7. Il quale passando ungiorno davanti la casa dove la donna dimorava , gli yciiiic per ven-tura qucsla donna veduta. (Cin)

10 —- Usato col sesto caso , [ma più di vado. 3 Bocc. nov. 7. 5 . Av-venne che egli si trovò un giorno, desinando messcr Cane , davantida lui assai nella vista malinconoso./ , us$.p.Sali nella mente tua, quasi inuna sedia judiciale , e poni te malfattore davauti da te, judicc di te ec.

ji — Usato col secondo caso , pur ancora di rado. » Pitie. I. 2. Ecome il presente davanti di voi sarà posto, fate che in alcun modo ocane od altra liestia fàccia la credenza , acciò eh’ altra persona nonvi morisse. (Cin)

12 — Sotto, Per sotto. Cavale. Espns. Simh. 1. 3 j 8 . S’aperse la terradavanti Datan e Ahiron,e con li loro famigli discesa*) in ncu’Inferno.(V)|3 — Pararsi davanti, //£. — Sovvenire. Lai* in mcntein venire, soc-correre. Or. éxO-eìt' éV* vovv. Bocc. mn >. aS. 1. A me si para da-vanti a doversi far raccontare una verità.

1 4 — * Andare davanti. P. Andare davanti. (N)

là — * (Tilt.) Sm. Usalo così da' pittori per indicare le parti poste sule prime linee del quadro , e che sono più esposte allo sguardo. (Mil)Davanti diti’, da Dinanzi , Innanzi , e Avanti. Il Bembo nelle Proselib. 3 . osservò che Dinanzi e Davanti si pongono con la voce che daloro si regge, mentre Innanzi e Avanti si usano senza di essa. Edoltre a ciò, che Dinanzi si dia al luogo, e le altre si diano al tem-po. Con tutto questo però, aggiugne lo stesso Bembo, la cosa non cregolatamente cosi ; poiché le suddette voci si pigliano molto spessolina per altra. Se non che, Davanti rade volte si usa senza la voceche da lei si regge, mentre Innanzi e Avanti vagliono ancora quantoSopra c Oltre e simil cosa: Carlo innanzi a ogti altro ; da ninnaaltra cosa essere più avanti. E inoltre si pongono ancora in vece diPiuttosto : il che non avviene delle altre. (Cin)

Davanti che. [Avvi]L o stesso ctaDavante che. E.Rim. ant. Dant.Majan.

75.Or dunque piaccia a vostra gcntiliaSoceorrcrmi davanti ch’io mi inuoja.Davanzale. (Archi.) Da-van-zà-lc. [<$’/«.] Quella cornice di pietra [ o al-tro ] sulla quale si posano gli stipiti delle finestre ; [ della così perV avanzare che fa ed uscir f'uora della facciala della parete. Più co-munemente detta Soglia della finestra. ] Frane. Sacch. nov. 6. Fateposar la gabbia da quella finestra, disse il marchese, mettetela suldavanzale cc., mettetela su, che’l davanzale è largo.

Davanzato , * Da-van-zà-lo. iV. pr. ni. Iialdin. (N)

Davanzo , Da-vàn-zo. Avv. che denota soprabbondanza ; e vale lo stessoche Soprabbondantemente. — , D'avanzo, sin. Lat. sutis superque. Or.cibriv. Petr.Uom.ill . Egli era assai vivido ec., aveva assai gloria c davanzo.D’avanzo. [Avv. Lo stesso che ] Davanzo. V. Cron. Morell. E nonveggo quale ci sia d’avanzo. E altrove : Togli casa agiata per la tuafamiglia , e non punto stretta, ma camera d* avanzo. Ambr. Pur. 2.7. Togline tre pezze; credo che queste saranno d’avanzo. Seti. Ben.P’avch. 7. 25 . Egli c a bastanza c d'avanzo; pianamente e con ami-chevoli parole tornagliele nella mente. Alleg . 3 o. Senza fàrrenc piùlungo rammanzo , Non potrà dirsi felice d’avanzo.

2 •— Pur troppo. IaU. satis , abunde. Gr. i^ctpx.owTw 5 , iettaraws. [ V.

Avanzo, §. 6.] Pir. Lue. ò. 5 . Io ti credo d’ avanzo.

Da vecchio. * Posto avverti In età senile , Secondo quello che fannoi vecchi. Cr. olla v. Canutamente. ( 0 )

Da vedere a non vedere, Dal vedere al non vedere, Da vedere enon vedere. * Posti avverò. = In un batter d ’ occhio. Cr. alla v. Vi-stamente. (O) E'. Dal vedere al non vedere. (N)

Da verissimo. [Aw.]sup.di Da vero. Ambr. Cof. 5 . 8 . Io ti parlo da verissimo.Da vero. Avv. Contrario di Da beffe. — , Davvero, sin. Lat. gxov^.Pir. disc. an. g. Guardandolo fiso nel volto, per vedere «c egli dicevada vero. AUeg. 3 o. Ora per conoscere se io dico da vero , contenta*levene, c adoperatemi dove io son buono. Earch. Stor. i 5 . Ila dettosempre e dice che ella fu più che da vero. Red. Ditir. 18. EU’è davero, eH’è : Accostala un po’ in qua.

Dàviano. * (Geog.) Da-vi-àmo. Lat. Davianum. Ani • città della GalliaNarlonese. (G)

Da vicino. * Posto avverò. r= In vicinanza. V". Vicino , avv. J. 2. ( 0 )Davide , * Dà-vi-de, Davidde, David, Davizzo. N. pr. m. Lat. David.( Dall’ chr. dod diletto.) — Secondo re de' Giudei , poeta e profeta ,padre di Salomone. — Nome di due re di Scozia . — Il più granfilosofo dell'Armenia vei'so la metà del E. secolo. —Ebreo impostoredel X. secolo che nella Petsia si diede pel Messia. (B) ( 0 ) (Vati)Davidgeorcuni. * (St. Eccl.) Da*yid-gc-oi> 0 ià m« Lo stesso che Dayi-disli. U. (Ber)

Salterio -^

Davidico, Da-vì-di-co. Add.pr.m .Di Davide. (A) Cr. aliti v- ^. ere iic iDavidisTI. * (St. Eccl.) Da-vi-dì-stì- Discepoli di David ^di Gand che nel i5oo cominciò a spacciarsi pel Messia ^ f .geiv vaile eresie pi'ese da diverse antiche sette. — , Dav* 5georgiani, sin. (Ber) < . rte tt offrpP

Davidova. * (Geog.) Ua-vi-dò-va. Piccola città della Russia di Eiborgo . — nella Siberia. (G) . . ,n\

Davidson. * (Geog.) Dà-vid-sou. Contea degli Stati Uniti'fiDaviesia. * (,Bot.) Da-vi-ò-si-a. Sf Genere di piante tti^ d • ( . 0 /monoginia , famiglia delle leguminose , che ha molti r«pr (l ,,peiid ,il \nere pultenaea , e n' è diverso pel suo calice nudo o S(,,izapel suo frullo compresso e monospermo. ( In gr. vale 10* 1 - -1- ; - - ~ a.. — 1-\ nw y'TV'l

DavIO. * (Geog.) ua-Vi-U.LUftr utcì v la.viuu uciui \ji cu». . m v-

Davis. * (Geog.) Stretto di Davis. Braccio di mare che. se E‘ l lji tl aH ^elandia dalla (Suova Bretagna , ed unisce il mar di B‘Wcenno atlantico. (G) .«\ ,

Davizzo, * Da-vìz-zo. N. pr. m. Lo stesso che Davide. VDavos. * (Geog.) Piccola città de* Grigiori ì capoluogo delti

V alta giurisdizione del suo nome , (G) niz a $ 0 ' -t

Davvantaggio, Dav-van-tàg-gìo. Avv . Lo stesso che Da .[

Lat. praeterca , amplius , insupcr. Gr. àWwsrc , * rit ^^ cs sei’° ^1. 2. 5. Se a quelle ( qualità dello scrivere ) aggiunta ^ quovantaggio la purità, piacerebbero più senza fine. &aggiugnici davvantaggio ciò che ne dicono cc. (V) Satin 1 * ^

1. 4*3* Per non abusar davvantaggio vostra gentilezza ec* ^ ##D’ avvantaggio. Avv. Lo stesso che Da vantaggio. V» 4 -. lì&' lì , s ì

nel sign. di Eccessivamente^ Più che non conviene o sitW ’ c l * ‘ ]

2. g. 10. Son pur atlàticato d’avvantaggio; Ajutumi P^ 0&

nx'rto. (B) ' ^ <■ .

Davvero, Dav-vc-ro. Avv. Lo slesso che Da vero. V•R e< . . t niio ^Le ne rendo grazie davvero. 2 ? 2. loy. Mi comand.vero ec. E Credetemi che mi dispiace davvero. Utfld 1,Dax. * (Geo ^Antica ciudi Francia nel difjar.itnenW dedeAijuae Angiistae Tarbcilicae. (G)

Basata. * (Geog ) Da-xà-ta. Amica ciuà della Serica- s ^i

Da zezzo. yJvv. [F. A.Lo stessa che Ija sozzo, Da^sezzo.

Cosi durò gran tempo ; ma da zezzo ec. A mangiar coni' ^

pentito. . ^ il g fi

Daziere, Da-ziè-re. Sin. Colui che ha iiffir.10 di nscwLat. publicanns. Gr. rsAc.Vvjs- Copp. lìmi. bull. 2. * . ,j g ila fassicura in tritìi i lati Da' fuochi, da’ balzelli e da’ daz‘ eI >curatori e d’ avvocati, (B)

Dazio , Da-zi-o. [Sm. Ciò che si paga al principe o ut ),(,

le. meivtmzie che si comprano , che si vendano , si (1 . f

introducono nel paese.] Gabella. Lat. voctigal* Gr. .^ rCt ) •*/* Pdalia il dare ; c vai quindi cosa che si ha obbligo di s tagS 1 !j l „iJ-

6 . 4l- E necessità fu a’ mercatanti fiorentini , a cui ^fi

loro mercanzia , di pagare il dazio, e rompere la “’ anInf 12. E mettono colte c dazi! agli altri , ed essi s ° ttoJ -i ty 1della moneta. Maeslruzz. 2. 34 '• 2. Il terzo quando^ M

tadi impongono indebitamente le impo.de e i dazii a cl> ^ Quise , e ammouiti non se nc rimangono. DilUtnim . * c Jd yfponca dazio alla stadera Del pan , del vin , del u 11 ' 11 1 ( 9 ’

Che disperasse altrui, coni’ or dispera. Tue. Duv . A ll ‘vati i dazii, anche i tributi si vorrebbon levare. . -jjc

z,u, uiieuc * tributi si vorrebbon levare. CI , W

2 — Luogo dove si paga il dazio. Ar. Cass. 2. 1.

Tu vada, e dica a quei lupi, che mandino Un di l° r ° *'

che s’imballino, Vegga le robe. (B) , e

Dazio diti*, da Imposta c da Gabella. Dazio ( eia « ^ u

disse dato o data ciò che i tassali eran tenuti di darc/i pn;

speciale c risguarda projiriamente un tributo deterniip' . è iJVj, j

è d'uri senso assoluto, generale, indeter 111,11 ‘ G 1 ' 1 ’ ,,o c

...nrenv ,*i

Imposizione è « __, B _,

que peso che s’itnpone ai popoli dalla potestà sl, l? lLl j{ d“!

quella porzione che si paga ul Comune delle cose ch ° 0 _ T^°- Jil 11vendono , o di quelle che si conducono e si trasp 01 ' ‘ j geU^questa voce s’intende anche il luogo ove si dispen sal1 .j|J

di Privativa. Cosisi dice Gabella de! sale,del tabacco ce ‘ dato.) ' ‘Jf- - — ’ . a: nani' . t,r. v,j

di Danila on -i

Dazio . * N. pr. ni. Lai. Datius. (Nome patron. a> ( { c Jiti°- ag) <■Dazione , Da-zi-ó-nc. [A/] Il darsi , Dedizione . c fuC ifl»

laica per n rwrcm.un. .

L’atto del dare , come Dazione dell’anello matr ,n J? vr0 f' l, ’ l kiLeg.) Dazione in paga : la cessione o trasporto «i l gpit-f . \1' • •• • - 1 : edy^i»

ff :,à < !i

a*. G. E. *o. i5a. i. La qual dazione dì Serraie gradita per li Fiorentini,

2 — L’ ‘ '

3 —■ (Leg.^ Ucil. 1LIIIC ili . ut . ,

checché sìa in altrui , per tenergli luogo eli

Correzioni, Aggiudicazioni, Sentenzio, Dazioni in p a n a .•

Dazione diif. da Dedizione. La Dazione csprim 0 s0( »ci c l jj 0 ^fatto dei dire; ma la Dedizione importa di più m vamissione, arrcndimento cc. Quindi dicesi la . J' ii (ì

ritale , delle chiavi della casa e simili, la Ded& lOÌ c s ^U

duna provincia , de ribelli cc. ‘Ji

De. Particella enclitica , la quale gli antichi unli>ctri ofie va> l(ìdi alcune paiole in signif. di Ne, e talvolta ti P ^sé nello stesso signific. con varie accompagnatiti*} . L cl - a -latino Inde. Gr S. Gir. 16. Mai tanto non 80 jj v^j; A

di Dio , che Dio non de solferis.se più per T ^

• -i- / .s ... * ,1.»’ essere ano c

non ne’ I può levare , sinde ( sì ne ) de’ essere ait ** . e

parca loro grande peccato. Ri/n. ant. P. R- 0 \

Sottoposti son a ammassar oro , E sonde ( ne j tl c) j' b 1

diani. Ivi Net. Giac. son. 5g. Che l’uomo sinde ' | J1|L *£^ ’j' o iìlsare. Ivi Gin. d'Arez. son. 6o. Fere lo figlio» a jrgtf 111linde (se ne) ripentc , che 1* ha morto. E ahvov