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Volume III.
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EPOCA PRIMA

in altre pitture. Lodatissimi sono qtie due leoniche ha messi per simboli alla Giustizia j e tuttele altre figure avrebbero più stima, se nonavesse caricato di ornati e di trine cT oro levesti secondo il costume del suo secolo. Ebbecompetitore Giacomo Morazone noto per una Mormone,tavola allisola di S. Elena, di che in altroluogo.

Due scolari di Jacobello rammenta il Ridolfi;un Donato che gli è superiore di stile, e un Donato o Car-Carlo Crivelli di cui scarsamente parla listoria lo c v,:1 ' 1 -veneta, non avendone la capitale che uno o duepezzi. Pare che questi vivesse gran tempo fuordi patria e nella Marca (a) , nominato perciò re-plicatamente nella Storia Picena, nella Guidadi Ascoli e nel Catalogo delle Pitture fabria-nesi. Di lui a S. Francesco di Matelica vidi unatavola col suo grado, e con questa epigrafe :

Carolus Crivellus venetus miles pinxit (b) ; e

(a) Infatti il Crivelli operò nella Marca più che al-trove, giacche ivi abbondano i suoi quadri. LI. R. Pi-nacoteca di Milano ebbe da colà diverse tavole, tuttecontrassegnate col nome deliautore.

(b) In una di queste sta scritto : Karolus CrivellusVenelus Eques Laureatns pinxit. Unaltra è distintacolla seguente iscrizione : Opus Caroli Crivelli. Ve-neti m.° 4 ° xii.° , e questa data sarebbe anteriore aquelle apposte dallasserito di lui maestro Jacobello.

Ciò che più monta, si è che per il succo delle tinte eper un nerbò di disegno questo pittore può a buondiritto chiamarsi pregevolissimo fra gli antichi. Si com-piacque dintrodurre in tutti i suoi quadri delle fruttae delle verdure, dando la preferenza alla pesca ed alcitriolo ; quantunque trattasse lutti gli accessorj con *

bravura tale che in finitezza ed amore non cedono alconfronto de fiamminghi. Non sarà inutile 1accennare

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