Accintolare
‘Acciarino, chiamasi pure uno stru-mento lungo e tondo di cui molti artistifanno uso per affilare i loro ferri ; alcu-ni dicono acciainolo ; è però molto pre-feribile l’affilatoio a ' cilindri ( V. affi-lare ).
* Acciarino, nominano gli Archibusie-ri la foglia d’acciaio della tavola dellamartellina degli antichi archibugi.
* Acciarino, cliiamano anche i carroz-zai , quel pezzo di ferro o d’acciaio ,per lo più ritorto, che s’infila nell’asse,o sala, delle ruote delle vetture acciò nonescano del mozzo.
* Acciarino finalmente dicesi dai ma-gnani ed altri artisti, qualunque pezzet-to di ferro con rivolta fermato in alcu-na parte da potersi fare una legatura.
* ACCIARO ( V. acciaio).
* ACCIDENTALI chiamansi neglistrumenti a tastiera, come clavicembali,organi, ec. quei tasti che danno i mezzi-tuoni, e che comunemente sono più cor-ti degli altri ed hanno un diverso colore,cioè sono neri se gli altri son bianchi obianchi se quelli sono neri ; differenzeche servono onde l’occhio li distinguae la mano vi corra più facilmente.
* ACCIDENTI, diconsi nella musicacerti segni che precedono le note, e ser-vono a far crescere o calare i suoni d’unmezzo tuono o d’ un tuono intero. Ta-li sono il diecis e doppio diecis, il *im-MOI.I.E e doppio BIMMOLI.E, ed il RIQUA-DRO. ( V. queste parole c gli art. musi-ca e nota ).
* Accidenti, di lume o di luce , chia-mano pure i pittori, quei chiari che so-no prodotti, non dal lume principale, mada qualche altro punto, come da unafiaccola, da una finestra, ec.
* ACCINTOLARE , c quell’ opera-zione per cui i lanaiuoli cuciono una cor-dicina lungo ciascun vivagno ( volgar-mente cimossa ) del panno che vuoisi
Accoccati 5i
tingere in colore scarlatto per impedireche la tinta non vi si attacchi, e conser-vare una striscia bianca che trovasi frail vivagno nero ed il panno tinto.
* ACCIOTTOLLARE. Lastricare ocoprir le strade co’ ciottoli ( V. lastri-care e selciare ).
ACCIUGA. Piccolo pesce molto di-licato, chiamato talora anche Alice dalsuo nome latino Alee, Alecula , e cheinsieme con le aringhe, sardelle, ec. faparte del genere Clupeo. Si pesca ab-bondantemente sulle spiagge della Pro-venza e della Catalogna, ed i barili diacciughe sono un ramo di commerciaconsiderabile. I pescatori trovano le ac-ciughe specialmente nell’ inverno ; que-sti pesciolini nuotano a ciurme comele sardelle, e se ne prendono varie mi-gliaia ad un tratto. Siccome corron'die-tro alla luce, così i pescatori, accendonofiaccole nelle loro barche, oppure cop-poni posti in un fornello traforato, cheun uomo seduto sulla prua tiene dinan-zi alla barca ; le acciughe accorrono daogni parte ed incappano nelle reti. Quan-tunque freschi questi pesci siano una vi-vanda molto piacevole, nullameno si pre-feriscono salali. La salsa chiamata gn-rum , tenuta in tanta stima presso i Gre-ci ed i Romani, era composta d’acciu-ghe debitamente apparecchiate. Si con-servano , e si pongono in commercio(juesti pesciolini levando loro la testae le interiora, impregnandoli di sale ; lespine vi si lasciano, giacché sono tenere,ed appena sensibili. Si stivano le acciu-ghe in piccoli barili con certe precauzio-ni , e così stivale si possono spediremolto distante senza alcuna tema che siguastino. ( V. pesce) (Fr.).
* ACCOCCATI; danno i setaiuoliquesto nome a regoli di circa due piedi dilunghezza, di un pollice di grossezza, edivisi come in due denti alle estremità.