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piane delle coste, Vacculamcnto è la e-levazione delle loro estremità sopra laorizzontale condotta dalla faccia supe-riore della chiglia.
* Accecamento dicesi anche 1’ effettoche in certi bastimenti accompagna ilbeccheggio (Y. questa parola) : quandocioè un onda, passando sotto la prua, lasolleva, e fa prendere al bastimento unmoto di rotazione intorno ad un asseorizzontale, pel quale la poppa dovreb-be immergersi più profondamente, manoi può a cagione della gonfiezza delsuo volume al dissopra della linea d’ac-qua , che riceve perù un colpo assaiforte.
* ACCULARE dicono i ceraiuoli dellàr tondo il culo delle candele ( V. can-dele, ceraiuolo ).
* Acculare è 1’ effetto dell’ accula-mento sui bastimenti.
* ACCULATTARE chiama il lega-tore di libri, il riporre una nuova culat-ta sul dorso d’un libro usato ( V. lega-tore di libri, libraio ).
* ACERAIA, selva d’ aceri.
ACERO. Albero coltivato nei bo-schetti, ne’giardini e nelle siepi per usidomestici. Se ne conoscono più di ventispecie, 1’acero comune, Tacerò di mon-tagna, Tacerò flatanoide, Tacerò arti-colato, il negundo, cc. I tre primi sonoricercati dai lavoratori di tornio, dai liu-tai e dagli ebanisti, poiché i loro legnison duri e suscettibili di ricevere unabella pulitura : si fanno con essi costole diviolini, incassature da archibugio, e pavi-menti; e lo adoperano anche i carradori.( V. legno ).
L’ acero comune (detto anche oppio,sluccliio, fìstucchio, o acer campe-stre) ; quando il ramo è curvato in ter-ra getta qua e là radici, e forma siepieccellenti. In alcuni paesi si pianta ancheperchè sia d’ appoggio alle viti, metodo
Acero
poco alto a dar buoni vini, ma che dàai paesi un aspetto pittoresco (a).
** Il suo legno asciutto pesa libbre 3 1 ,once i, grani 3, per ogni piede cubico, ediseccandosi non perde che ifiG del suovolume. La sua ceppaia principalmentesi vende assai cara ; oltre al coltivarlo interra, si può anche riprodurre con mar-gotti, e barbatelle, e meglio ancora per viadi semina. Cò si fa in primavera, e, se-condo Rose, più utilmente in autunno. *
L’acero nccoi.o, detto anche alberolaitajuolo , acero di Montpellier, alli-gna nei terreni montuosi e sterili, e la suacoltivazione sarebbe molto vantaggiosasulle colline abbruciate ed aride, che ilvento ed il sole resero da gran tempoinfeconde, per ripopolarle di alberi, erendere al paese T umidità, la vita vege-tiva, e l’aspetto campestre che avea per-duto.
** E' utilissimo per le siepi, attesa lasua proprietà, di attortigliarsi fortemen-te con i suoi rami, e conservare le fo-glie una buona parte dell’ inverno. Siriproduce con la semina che fassi innan-zi i primi freddi, e con margotti chenell’ anno prendono radice. *
L’ acero zuccheroso ( acer sacchari-numj il rosso ( acer rubrum ), il negundo( acer negundo ), il nero, ec. che abbon-dano al Canada , lasciano colare, dalle in-cisioni fatte nel loro tronco, un succo lim-pido, che evaporandolo produce uno zuc-chero grigio, rossastro, d’un sapore pia-cevole, ma erbaceo. Si fa l’incisione unpoco inclinata all’ Orizzonte, e della pro-fa) Il metodo di piantare le viti accol-landole agli alberi a festone, sarà forse po-co atto a dar buoni vini nelle parti piùsettentrionali della Francia , ma non do-vunque. Giacché abbiamo in Italia 1’ esem-pio di molli vini eccellenti, prodotti da vi-gne piantate in tal modo ; di ciò diremopiù diffusamente agli articoli vino , vigne ,viti. (I traduttori.)