AcEno
fondita di a o 3 pollici; un piccolo cana-letto di legno sottile, attaccato sull’ orloinferiore della incisione, conduce il succoche va a cadere in un vaso posto appiedidell’albero. Dal mese di novembre fino aquello di maggio che si fa questa opera-zione nelle giornate più miti; il ghiaccioarresta il succo e gli impedisco di usci-re, ma subito che le nevi sono sciolte ,questo succo è abbondantissimo, special-mente se l’albero è riparato, e la in-cisione fatta dal lato del mezzogiorno.Alcuno di questi alberi produce fino adun litro di succo in un quarto d’ora,e più di 200 litri all’anno; e questosenza die l’albero sembri soffrirne, osenza nuocere al raccolto dell’ anno sus-seguente. II liquore fatto bollire, schiu-mato, e tenuto in agitazione onde nonbruci, prendo la consistenza di un den-so sciroppo, che versasi negli stampi, e,raffreddandosi, si solidifica, e forma unaspecie di cristallizzazione confusa; 200litri di liquore possono dare 5 chilogram-mi di zucchero, che talvolta raffinasi conchiare d’uovo.
Lo zucchero d’acero asciugasi diffi-cilmente. E' duro, di colore rossigno, al-quanto trasparente, di sapore piacevole,almeno quando è di buona qualità. Quan-tunque un albero possa servire per moltianni a dar questo genere di prodotto, èinutile osservare che non si può speraredi trar vantaggio dal succo degli aceri, chenei paesi poco popolati nei quali le fo-reste sono immense. In Europa , ove laterra è di tanto valore, e la coltivazionedà prodotti molto più abbondanti edutili, sarebbe pazzia il pensare di pian-tare aceri con la idea di ottenerne zuc-chero, a meno che non si piantassero so-pra montagne non coltivate, e senza ve-getazione. (Fr.) ** Tanto più che nellevicinanze di Parigi , avendosi tentalo diraccorrc dello zucchero dall’acero rosso,
dall’ acero zuccheroso, dall 1 acero negun-do ec., non si riuscì ad ottenerne, e chenello stesso paese indigeno a questa pian-ta, non si raccoglie se non se quella quan-tità di zucchero che occorre al consumointerno, senza neppure raffinarlo. *
* ACESCENTE, ACESCENZA. Di-cesi acescente una sostanza che comin-cia a provare la fermentazione acida( y . fermentazione, acidita'). Acescenzaè questo principio di acidità.
ACETATI : sali formati dalla unionedi varj ossidi con 1 ’ acido acetico. Mollisono usatissimi nelle arti o nella medi-cina. Tutte le spezie di questo generesono solubili più o meno nell’acqua; gliacetati però di mercurio e d’argento losono tanto poco quanto basta per poterlipreparare per doppia decomposizione,adoperando soluzioni concentrate.
Gli acetati sottoposti all’ azione delcalore, vengono decomposti come tuttigli altri sali vegetali, ma una parte piùo meno grande del loro acido si volatiliz-za senza restarne alterata. Quelli che sidecompongono ad una bassissima tem-peratura cedono quasi tutto il loro aci-do; come p. e. l’acetato d’argento ec.:gli altri ne cedono tanto meno, quantopiù resistono al calore, e taluni appenane somministrano.
Distillando varj acetati metallici ol-tiensi un prodotto singolarissimo, loroparticolare, ed è un liquore molto vola-tile ed etereo, cui si dà il nome di eterepiro-acetico. Chenevix ne studiò mol-to le proprietà, ma merita di esserenuovamente esaminato.
L’acetato di piombo ne dà una di-screta quantità.
La tessitura di molti acetati è lami-nosa o fogliosa ; riflettono la luce vi-vamente, presentando un aspetto onda-to, od iridato, che di* lo si voglia, a guisadella madrcperla. Questi caratteri però
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