Acetato
concentrazione senza separarne una por-zione dell’ acido necessario alla satura-zione della sua base. La sua dissoluzione■lia la proprietà singolare di intorbidarsicol calore, e di chiarificarsi col freddo.Si attribuisce questo fenomeno, alla di-latazione prodotta dalla temperatura,che, in questo caso, benché sia debolissi-ma, pure basta per determinare momen-taneamente la separazione degli elementidell’acetato, i quali non sono uniti fraloro che da una debolissima affinità ; riav-vicinandosi le molecole pel raffreddamen-to, si combinano nuovamente.
Acetato »’ ammoniaca. Impiegato inmedicina come un buon fondente ed uneccellente diuretico.
Minderero fu il primo ad usarne, e daciò venne il suo nome di spirito di Min-derero ,, sotto cui è più particolarmenteconosciuto nelle officine. Minderero lopreparava saturando con 1’ aceto distil-lato il carbonato d’ ammoniaca, prove-niente dalla distillazione del corno dicervo, ed ancora impregnato dell’ olio a-nimale. Ora le nostre farmacopee pre-scrivono di farlo saturando 1’ acido a-cetico che segni 3 gradi sull’ areome-tro, con carbonato d’ ammoniaca comu-ne ; in tal forma si ottiene più concen-trato, e quindi dev’ essere più attivo.Forse si fece male a tralasciare il sai vo-latile di corno di cervo, che può comu-nicare differenti proprietà al medica-mento a cagione dell’olio empireumaticoche contiene. L’acetato di ammoniacapuò cristallizzare in prismi assai volumi-nosi, ma non si può ottenerlo in questostato che introducendo il gas ammonia-cale nell’aceto radicale concentratissimo.
Acetato ni cacce. Quantunque que-sto acetato non abbia alcun uso, nulla-meno ci conviene parlarne, a motivo chese ne fabbrica una grande quantità , eper procurarsi l’acido acetico, e per ser-
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virsene onde preparare, per doppia de-composizione, molti acetati solubili chesi adoprano nelle arti.
Questa combinazione non presenta ve-runa difficoltà, e per effettuarla prendesisemplicemente l’acido piro-legnoso greg-gio, che si satura con calce, o creta, se-condo i luoghi. Nel primo caso la satu-razione si fa più facilmente. Gettasi inuna caldaia, contenente l’acido puro, del-la calce comune in massa, e si riscaldaleggiermente per determinare una sa-turazione più pronta. Bisogna evitaredi porvi un eccesso di calce, giacchéquesta reagisce sull’ olio empireumatico,e ne rende più difficile la separazione. Sesi usa la creta invece di calce, vi è piùdifficoltà a saturare, e bisogna riscaldaredi più, ma non vi è pericolo di sopra-saturazione : tutta la parte silicea dellacreta ed i rimasugli delle sostanze vege-tali che vi si trovano, non si sciolgono,e formano un magma fangoso che biso-gna separare dal liquore decantando-lo o feltrandolo. Questo inconvenientenon nasce con la calce, ma d’ altrondeil suo uso è generalmente più costoso,di modo che eccettuate alcune circostan-ze particolari e proprie dei varj luoghi,non vi sono motivi reali per preferirel’uno all’altro. In ogni caso la porzioned’olio empirpumalico che è nello statodi catrame, si separa durante la satura-zione, e quello che non è ancora ridottoin quello stato, resta disciolto ; questoè più fluido, meno colorito, volatile, ec.ed ha alcune proprietà particolari, dellequali si parlerà all’articolo acido piro-legnoso. Per depurare l’acetato di calcebisogna necessariamente evaporarlo asecchezza, e dargli una leggiera torrefa-zione ; l’olio si decompone, e lascia unpoco di carbone ; sciogliesi nuovamente,vi si decanta o si feltra. Questa opera-zione esige molte precauzioni, ed una