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Tomo I.
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yi Acetato Acetato

co c «l’acido solforico. Questo formereb- fiere prodotti molto difettosi ed i quali,l)e un solfalo «li piombo insolubile, che [per essere ridotti in istato da potersicagionerebbe una perdila, l’olio colo- vendere, richiedevano più o meno d’a-rirebbe la dissoluzione, ec. Una volta bilità, quando adesso invece si lavorasi raccomandava di non adoperare in con sicurezza, e l’operaio meno intel-quesla fabbricazione che piombo ingle- ligente può dirigere questa operazione,se; dopo si conobbe che i piombi fran- si avrà un’idea giusta degli importanticesi potevano ugualmente servire, pur- servigi che le cognizioni chimiche rese-che si avesse la precauzione «li depurarli ro a questo ramo d’ industria.

«lai rame che contengono, il che si ot- L’acetato «li piombo presenta, sot-ticne con facilità, ponendo nella caldaia jto 1’ aspetto dei suoi caratteri chimici,alcune lamine di piombo ; lo stesso è,alcune proprietà che sarà utile annove-

ancoi'a del Iitargirio.

Giova per altro osservare, che alcunifabbricatori non si curano di separarequesto rame, e ne sono in certo modocostretti dal consumatori, poiché si dàvolontieri la preferenza al sale di satur-no che ha una leggiera tinta azzurrastra.

Unendo il Iitargirio con l’acido aceticove n’ha una quantità piccolissima, chenon si discioglie. Questo resto quantun-que piccolissimo non è da sprezzarsi,mentre contiene una quantità conside-rabile d’ argento, un resto d’ ossido di 1 calore vicino al grado di ebollizione, sipiombo, probabilmente ossidato al ma-! liquefa istantaneamente, e diviene alloraxirnum, ossido di rame ed alcune so- molto difficile da seccare; vi si pervienestanze terrose. Quando se ne raccolse assai meglio evitando eh’esso si fonda,una certa quantità, depurasi come la Tuttavia privato della sua acqua di cri-miniera d’argento. stallizzazione, è ancora suscettibile di

Si avrà senza dubbio osservato che ^fondersi nuovamente ad una temperaturacol metodo ora descritto, non v’ è d’uo- j minore di quella dell’olio bollente : di vie-

rare. Questo sale, quando è in dissolu-zione, sembra non avere nessuna affi-nità coll’ acqua, mentre non ritarda sen-sibilmente il punto della sua ebollizione;per altro nelsuo stato di cristallizzazionenc ritiene un 1 5 ad un 16 per i oo. Essofiorisce sulla superficie, a contatto d’unaria calda; ma questa efflorescenza è mol-to limitata, nè si vede mai. questo saleperdere la sua forma di cristallizzazionee ridursi in polvere, come il solfato disoda. Se cristallizzato, esponesi ad un

po di concentrare col fuoco le dissolu-zioni per farle cristallizzare. E 1 questoun vantaggio inestimabile in tale fabbri-cazione; perchè l'acetato di piombo di-sciolto si decompone col solo calore del-l’ebollizione, e si forma un carbonato dipiombo che bisogna nuovamente ridi-sciogliere con altro acido; si conoscequindi quanto sia importante di potersiservire immediatamente di un acido con-centrato. Se inoltre si riflette che colmetodo antico si correva rischio, a mo-tivo della diversità degli aceti, di otte-

ne allora perfettamente limpido ; si de-compone ed offre varj fenomeni, che nonè nostro pensiero descrivere. Abbiamovoluto soltanto far conoscere questa pri-ma proprietà, affinchè i fabbricatori nontentino di purificare questo sale con lasola torrefazione, come alcuni tentarono.Pretendevano questi «li comporre l’ace-tato di piombo con l’acido greggio, e de-purarlo dall’olio empireumatico, con unadebole calcinazione, ma non riuscironoche a «lecomporre tutto il loro acetato.

Vi è ancora un’altra proprietà di «jue»