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Tomo I.
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Aceto

si aggiunge mezz’oncia <li canfora scioltain un poco di spirito di vino.

Gli aceti aromatici che si adoperanocome cosmetici, sono preparati quasi nel-lo stesso modo; solo si distillano, o siconcentrano per dar loro più forza, ein luogo delle erbe saporose, si cercanopiù odorose, come la lavanda, i garofa-ni , le rose ec. ; ne parleremo diffusa-mente all’ articolo proflmiere.

Spiegati i principj dai quali nasce lafermentazione acetosa, descritti i metodidi fare 1’ aceto tanto in grande quantitànelle fabbriche, che in piccolo per l’usodomestico, vista la maniera di ottenere1’ aceto da altre sostanze die dal vino, el’arte di comunicargli sapori o odoriaggradevoli,più non resta a compire que-st’ articolo che insegnare la maniera diconservarlo, e le precauzioni necessarie.

Molti sono i metodi proposti ma duesono i buoni, e veramente preferibili, esono i seguenti :

Il primo metodo consiste nel tenerel’aceto in vasi ben netti e ben turati,riparato da ogni influenza dell’aria ester-na, porlo in luoghi freschi, ed invigilareonde i vasi non restino mai scemi, men-tre si produrrebbe qualche deposizio-ne, e questa, per quanto minima fos-se, basterebbe ad alterarlo, quantunquein vasi ben chiusi.

Un altro metodo semplicissimo perconservare l’aceto si è quello di riscal-ciarlo lino ad un certo punto ; dopo que-sta preparazione esso dura molli anni,egualmente bene all’aria aperta ed inbottiglie chiuse. Un tempo faccvasi que-sta operazione in vasi di rame stagnali,ma siccome i calderai stagnano semprecon una lega di stagno e piombo, ed èloro interesse porvi molto di quest’ulti-mo metallo, che ha un valore assai mino-re, cosi questa maniera di agire potevarender l’aceto nocivo alla salute, per l’a-

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cetato di piombo che si produceva (a).Schede quindi immaginò un altro mo-do di operare niente pericoloso, e consi-ste nel porre l’aceto in bottiglie di vetro,collocarle in una caldaia piena d’ acquaesposta al fuoco; quando l’acqua ha bol-lito un quarto d’ora si ritira la caldaiae 1’ operazione è compiuta.

La concentrazione fa anche essa du-rare maggiormente l’aceto, ma di que-sta parleremo all’articolo acido acetico.

All’ articolo scolorare indicheremole maniere d’imbianchire l’aceto ros-so. * (G M.)

* ACETO RADICALE. Chiamavasicon questo nome, altra volta, 1’ acidoacetico ( Y. questa parola ).

* ACETO DI SATURNO. Nome chedavano gli antichi chimici 311’acetato dipiombo ( Y. questa parola ).

'ACETOSELLA (oocalis acetosel-la ). Questa pianta interessa sotto duerapporti; il primo pel così detto saled' acetosella ( sopra ossalato di po-tassa ) che se ne trae. ( ossai.ato dipotassa); il secondo, come condimentodei cibi assai grato e salutare. Pel primooggetto coltivasi 1’ acetosella in grandein varj luoghi, fra i quali principalmentenella Svizzera ; pel secondo cogliesi nel-le campagne, e trovasi in tutti gli orti.

L’ epoca in cui si mangia quest’ erbaè alla line «Idi’ inverno, mentre finiti ap-pena i forti geli, e sciolte le nevi, essacomincia subito a germogliare. Usasi ge-neralmente coglierla tagliandola a pianoterra, ma alcuni ortolani più accortinon levano che le foglie esterne di ogni

(a) Cade quivi in acconcio avvertire, eli*è cosa pericolosa il tenere l’aceto lungotempo in vasi di metallo, ed anche in va-si di terra invetriati, nella composizionedei «junli vi entrano sempre ossidi metal-lici. Volendolo far bollire si devono usareesclusivamente vasi di vetro o di porcel-lana. ( G. M. )