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Tomo I.
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cune oncie di sale di tartaro ( carbonatodi potassa ), e vi si spruzza sopra dell’a-ceto molto forte; lasciasi così per duegiorni acciò si asciughi, ripetesi la stessaoperazione 4 a 5 volte, poi si polverizzail sale di tartaro, e si conserva in unaboccetta. Se si vuol fare dell’aceto almomento, basta porre un cucchiaio dacaffè di questa polvere in un bicchieredi vino o di birra ; se in un’ oncia d’ac-qua mettasi una dramma di questa pol-vere, l’acqua stessa cangiasi in aceto.

Aceti composti. A rendere più gra-devole l’aceto, si suole caricarlo del-le parti odorose e saporose di alcunepiante, lasciandovele in infusione; opera-zione semplicissima, ma che esige alcu-ne precauzioni : i.° Si devono mondare,sminuzzare, e specialmente diseccare lepiante, mentre diversamente le loro partiacquose allungherebbero 1’ acido inde-bolendolo, e rendendolo più facile aguastarsi : a.” Adoperare preferibilmentel’aceto bianco al rosso, perchè di miglio-re apparenza: 3.° Lasciare le piante aro-matiche nell’ aceto brevissimo tempo,mentre appena 1’ acido si è impadronitodi tutto ciò che può estrarne, se non silevano subito, reagiscono sull’acido, co-me la feccia sul vino, e lo decompon-gono.

Noi non daremo qui che i metodi perfabbricare alcuni aceti composti od a-romatici i più adoperati , dai quali sipuò ricavare la preparazione di tutti glialtri.

Aceto di lampone o frullo di fram-boè (Rubus idoeus). Pongonsi in unvaso tanti lamponi maturi e ben mondaliquanti ne potrà contenere, e si riempiedi aceto. Dopo otto giorni di macera-zione, gettasi 1’ aceto con i lamponi so-pra uno staccio ; passa senza spremerloun liquor chiaro, ed impregnato dell’a-roma del frutto : si pone in bottiglie, e

Aceto

per conservarlo copresi con uno stratod’ oli

Act i di dragoncello. Dopo averebene pulito il dragoncello, esponesialsole ; quando è molto appassito, gettasiin un vaso pieno d’aceto, e lasciandosiin macerazione quindici giorni, si feltradipoi, e si travasa.

Aceto di rosa. Ottiensi un acetomolto gustoso e bello a vedersi, coll’ace-to bianco nel quale lasciansi in infusio-ne, per una settimana, al sole le fogliedi rose. Bisogna aver cura di bene spre-merne la feccia, feltrare il liquore, eporlo in vasi ben chiusi. Nello stesso,modo ottiensi un aceto di sapore gra-tissimo, coi fiori di vite selvatica.

Aceto composto per le insalate.Spesso si ottiene dal miscuglio dei treaceti sopra accennati, ma ecco il meto-do di procurarselo direttamente. Pren-desi : dragoncello, santoreggia, cipollina,scalogna, ed aglio 3 oncie per sorte, conpoche sommità di menta ; il tutto disec-cato e sminuzzato, si mette in un va-so che contiene otto pinte d’ aceto bian-co, si espone al sole per 1 5 giorni, poisi scola, si preme, si feltra, e si conservain bottiglie perfettamente turate.

Aceto dei quattro ladri. Quantun-que questo aceto si usi particolarmentenella medicina, nullameno essendo co-nosciuto e ricercato generalmente, nedaremo la composizione. Per quattropinte d’aceto bianco prendesi : grandee piccolo assenzio , camerino, salvia,menta, ruta : di ciascuna di queste erbemezzo-secche un’ oncia e mezza ; dueoncie di fiori di lavanda secca, aglio, aco-ro, cannella, garofani,noce moscata, duegrossi di ciascheduno. L’ erbe tagliansi,le droghe secche si stiacciano, e si fannomacerare al sole nell’aceto per un mesein un vaso ben chiuso, poi si scola il li-quore, si spreme fortemente, si feltra, e