ooi Acido
presa, e venne a stabilire a Versailles ,accanto all’ acquàio Ito <li Marly, unafabbrica d’acido piro-legnoso: il gas chesi svolgeva, andava a riscaldare i vasi,come nelle fabbriche attuali . Poscia ifratelli Mollerai, Kurtz, Payen, Bobce,Lemercier, ec. fondarono simili stabili-menti, e dovettero fare gran sacrifici perottenere migliori prodotti. Nulla ostanteresta ancora molto da fare per questogenere di fabbricazione, che diverrà pre-sto o tardi uno dei rami più fecondi diutili risultameli. (R.)
* Acido arsenico ed arsenioso (<j). Sidiedero questi nomi da Fourcroy , Par-kes, Accum, ed altri moderni chimici adue combinazioni dell’ arsenico metalli-co coll’ossigeno,alle quali, secondo Thom-son, converrebbero i nomi di protossi-do, e perossido. Parleremo della naturadi queste oombinazioni, e delle loro pro-prietà, che possono essere utili alle ai ti,quantunque assai limitate, all’articolo ar-senico.
* Acido benzoico. Fiori di Bellui-no. Si ottiene dal Belzuino; non ha usinelle arti.
* Acido rombico. Il solo oggetto pelquale può finora interessare all’ industriail Conoscere quest’acido, si è perchè essosi trae dal baco di seta ( bombix ), e quin-di può avere molta influenza nella fab-bricazione della seta medesima ; le sueproprietà sono di arrossare i colori az-zurri vegetabili, e, secondo Cliaussier, disciogliere facilmente il ferro ed alcunialtri metalli ; il suo colore è un giallosuccino, ed ha un sapore mucilagginoso
(a) Abbiamo creduto utile di aggiungereun breve cenno sui varj acidi non usali nel-le arti, mentre può nascere che facciasi ungiorno qualche vantaggiosa applicazione diessi, e quindi crediamo utile pei fabbricatoriil sapere che esistono, e da quali sostanzesi ottengano ( G. M. ).
Acino
particolare. Fourcroy c di opinione chenon sia se non che un miscuglio degli a-cidi acetico e malico. Si tornerà a par-larne all’articolo seta.
* Acido boi.etico. Si ottiene dal Ba-ie tu s pseudo-igniarius ; non ha alcu-na applicazione alle arti.
Acido borico o boracico. Da tre oquattro anni, quest’acido divenne un og-getto d’ importante speculazione. Finoa quel momento erasi estratto dal bo-race naturale : nel 1776 però Iloefer eMascagni ne scoprirono 1 ’ esistenza neilagoni alle fonti termali della Toscana .Fra le altre distinsero le fonti di Cer-chiaio , Monte-Cerboli e Castel-Nuovo,come quelle che ne contengono unamaggior quantità. Questi due naturalistitrovarono ancora 1’ acido borico in ista-to concreto, misto alle terre che circon-dano questi lagoni. Allora esso ha la for-ma di stalattiti, dolci al tatto, compostedi piccole lamine, micacee, di un biancoassai puro. Mascagni annunciò fino d’al-lora, che potrebbesi agevolmente e conpoca spesa intraprendere in grande 1’ e-strazione dell’acido borico. Per moltotempo non si fece alcun calcolo di que-sto avviso importante, e solo ultimamen-te si pensò a trarre partito da un pro-dotto che nasce nei terreni dell’ Italia , inluogo di andare a cercarlo fino all’ In-die. Disgraziatamente gl 1 imprenditori silasciarono trascinare da una mal ragio-nata speculazione. Essi posero in com-mercio una quantità di acido borico,molto superiore ai bisogni dei consuma-tori, ed ora il valore ne ribassò talmente,che non devono trarre verun profittoda una impresa, la quale, diretta più sag-giamente, avrebbe senz’ altro ottenutograndi utilità. Per estrarre l’acido boriconaturale, raceolgonsi le varie sorta di li-mo che sono gettate sulle sponde dei la-goni ; si lisciviano con l’acqua pressoché