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Tomo I.
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Acino

temporanea all'origine ili tutl a la chimicamoderna.Black fu il primo a ben istu-iliarne le proprietà. Successivamente Ca-vendish, Priestley e Lavoisier si dedica-rono a numerose ricerche, che condu-cendoli di scoperte in iscoperte loro som-ministrarono tutti i materiali della nuovadottrina.

L’acido carbonico ebbe l’un dopol’altro inomi d’aria jissa,d'acido mefi-tico, d’acido aereo, d' acido cretoso,e non fu che nel 1787, epoca in cui lasua composizione fu conosciuta definiti-vamente, che se gli assegnò il nome cheporta oggidì.

La presenza dell’ acido carbonico,dovunque esso trovasi in istato gassoso,è sempre facile a riconoscersi. Quan-tunque sia desso un acido poco energico,nullameno ha molta tendenza a combi-narsi con alcuni corpi, e abbandona im-mediatamente il suo stato aeriforme quan-do sia posto in contatto con ossidi ter-rosi od alcalini. Esso distrugge o sce-ma la loro causticità, e dà loro la pro-prietà di fare effervescenza con gli altriacidi. Difatti, se si pone in contatto conun fluido che contenga 1’ acido carbo-nico, una dissoluzioue di calce, di bari-te, o di qualsivoglia altra base il cui car-bonato sia insolubile, vedesi all’ istanteformarsi una pellicola alla superficie del-la dissoluzione, la quale, se con una leg-giera agitazione si fa cadere al fondo delliquido, trovasene ben presto riprodottalina seconda, e così in seguito, fino atanto che 1’ acido carbonico sia tutto as-sorbito, o la dissoluzione esausta. Facen-dosi questa operazione in vasi chiusi, ilvolume del gas, sempre supponendoloinsolubile per sè stesso, trovasi dimi-nuito di una quantità proporzionata al-1 acido carbonico che conteneva. Si puòcon questo mezzo determinarne esatta-mente il rapporto, ma in tal caso si prc-

Acido io3

ferisce piuttosto la dissoluzione di potas-sa, e di soda, perchè 1’ assorbimento èpiù completo e più rapido. Se si vuoleottenere F acido carbonico isolato perverificare le sue proprietà, è facile rige-nerarlo per dimostrarne le sue proprie-tà. Basta per tale oggetto disimpegnarlodalla combinazione da lui contratta, as-soggettando il carbonato ottenuto all’a-zione di un acido più forte. Se la pro-porzione d’acido carbonico contenuto inun fluido elastico è troppo piccola perpoterla valutare col metodo indicato, co-me accade peli’aria atmosferica, allorasi fanno passare varj litri di questo flui-do elastico a traverso d’una dissoluzio-ne di calce, o meglio ancor ili barite. Siraccoglie poscia accuratamente il carbo-nato insolubile prodottosi, e siccome lacomposizione di questo è già esatta-mente conosciuta, così dalla quantità diesso deducesi la proporzione d’ acidocarbonico assorbito.

Frale cause che possono concorrerealla formazione dell’ acido carbonico nonabbiamo menzionato nè la combustionedelle materie organiche, nè la respirazio-ne degli animali. Tuttavia queste causedevono tanto maggiormente eccitare lanostra attenzione, che divengono spessoper noi una sorgente di morte. Quantiesempi non potremmo citare di asfissiecagionate da combustibili, i quali arden-do in imo spazio troppo ristretto, so-stituirono al fluido vivificante questo gasacido carbonico, risultamento necessariodella loro ignizione, ma mortifero a tut-ti gli animali soggetti alla sua azione ! Enon vediamo noi tutto giorno nasce-re gravi inconvenienti dall’ affollamentotroppo numeroso di persone in unostesso luogo ? A vero dire devonsi piut-tosto attribuire questi inconvenienti allamancanza di ossigeno che all’ influenzadell’acido carbonico. Si tratterà più am-