Band 
Tomo I.
Seite
106
JPEG-Download
 

io6 Acino

rìdili quale non è die in sospensione, eturba la trasparenza del liquido. Se sifacesse subito la saturazione, tutta que-sta porzione di mucilaggine si meschie-rebbe al citrato insolubile, e renderebbequasi impossibile la depurazione dell’ a-cido. E' perciò che accostumasi lasciareil succo tranquillo per qualche tempo;allora ei subisce un principio di fermen-tazione, la mucilaggine si depone, ed illiquore si chiarifica. Si decanta la porzio-ne superiore, e filtrasi il sedimento. Alcontrario, se il succo che vuoisi trattare èpreparato da molto tempo, e non si ab-bia la sicurezza della sua qualità, biso-gna assoggettarlo ad alcuni saggi, parten-do dai seguenti dati. Si può supporreche sia stato diluito con l’acqua on-de accrescerne il peso, oppure che vi sisicno aggiunti altri acidi per dargli piùforza. Nel primo caso, la sua densità ela sua capacità di saturazione sarannominori di quello che quando non sia sta-to diluito. Il peso specifico del succo dibuona qualità varia da i,o 3 ia a 1,0625.Inoltre si può assicurarsi del suo gradoseguendo il metodo indicato alla parolaacido ; ben inteso che converrà farne ilconfronto con un succo di una purez-za conosciuta. Quanto al secondo caso,si tratterà di accertarsi della presenza«li qualche altro acido, e non potrà maicadere dubbio che sopra uno fra gliacidi solforico, muriatico, nitrico ed a-cetico. Il primo si riconosce col mezzo«lei sali solubili di barite ; il secondo, colnitrato d’argento, mentre il solfato dibarite ed il muriato d’ argento che siproducono, sono assolutamente insolubi-li anche nell’ acido nitrico puro . Seadunque 1’ uno o l’altro di questi duereattivi produce precipitati che regganoa questa prova, la frode sarà evidentec provala. Quanto ai due altri acidi,siccome tutte le loro combinazioni sono

Acido

solubili, bisogna ricorrere ad altri mez-zi. Si satura con creta il succo assog-gettato all’ esperimento , e quello cheserve «li termine di confronto ; si lasciadeporre tutto il citrato calcareo che siproduce. E' certo che se il primo con-tiene acido nitrico o acido acetico, ilsale calcareo solubile che si sarà forma-to, comunicherà all’ acqua madre unamaggiore densità; in guisa che, confron-tando sotto questo aspetto i due li-quori, si potrà convincersi della falsifi-cazione supposta.

Riconosciuto il succo di limone dibuona qualità, per trattarlo col metododi Scheele sarà d’uopo regolarsi comesegue. Versasi tutto il succo in una ti-nozza di legno bianco, poi vi si aggiun-ge la creta a piccole quantità più egual-mente che si può. Si mesce fortementead ogni aggiunta, e «piando la satura-zione è compiuta, il che esige all’incir-ca un sedicesimo di creta, lasciasi tut-to in riposo quant’ occorre , e posciadecantasi con sifoni il liquore che so-pranuota. Il residuo, vale a dire il ci-trato calcareo, deve essere lavato, erimescolato fortemente con acqua calda,e le lavature devono ripetersi fino atanto che 1’ acqua n’ esca perfettamentechiara : questa parte dell’ operazione èuna delle più importanti onde ottenereun bel prodotto. Quando il citrato dicalce è bene sciacquato, lasciasi sgoccio-lare alcuni momenti, per poi stemperar-lo con acido solforico, nella propor-zione di 9 libbre d’acido concentrato perogni 1 o libbre di creta impiegata ; macome quest’ acido in tale stato sarebbetroppo energico e distruggerebbe l’acidocitrico, prima di versarlo sul citrato sidiluisce in tre o quattro parti d’ acqua.Se si ha attenzione di non meschiarc l’a-cido coll’acqua al momento che s’impie-ga, il calore prodottosi favorisce talrnen-