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Tomo I.
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Acido

salico, malico ed acetico, o soltanto diacetico e malico.

Acido citrico. I tintori, e gli stampa-tori di tele, si lamentarono per moltotempo che il valore troppo alto dell’aci-do citrico non permettesse loro di usar-lo in certe operazioni delicate, nelle qualivi aveano riconosciuto un grande van-taggio sugli altri acidi. Questa difficoltàva sempre più minorando, ed anche que-sto sarà un nuovo beneficio che si dovràal miglioramento dei metodi chimici.

Quest’acido, come lo indica il suo no-me, si estrae dal cedro detto limone;trovasi anche in varj frutti del medesimogenere, come aranci, cedrati, ec. e in ungran numero di varietà; ma nessuna necontiene quanto il limone,che disgraziata-mente nei paesi nei quali si ha più biso-gno del suo acido è molto raro. Ondeproccurarselo bisogna adunque estrarreil succo, e trasportarlo dove ha qualcheuso, ciò che non è senza inconvenientiattesa la difficoltà di conservarlo. L’aci-do si trova in questo succo talmente di-luito, e misto a varie sostanze le qualipossono nuocere alla sua azione, che inmolti casi non sarebbe possibile d’ im-piegarlo quale la natura ce Io presenta.Si cercarono dapprima i mezzi di con-centrarlo con 1’ aiuto del calore, e pre-sumevasi che questa specie di cocituradovesse conglutinare la sua mucilaggine,e rigettarla fra le schiume ; ma nascevaogni volta che il prodotto guastavasi amotivo dell’alta temperatura alla qualeveniva assoggettato. Georgius, chimicosvedese, nel 1774 propose un metodoper separare la mucilaggine, ed insiemeconcentrare 1’ acido, senza minimamentealterarlo. Questo metodo consisteva neldistribuire il succo di limone in bottiglieben chiuse, ed esattamente piene, e con-servare queste bottiglie rovesciate in unacantina. A poco a poco la mucilaggine si

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precipitava, ed il liquido restava limpi-do come 1’ acqua ; allora si filtrava nuo-vamente, poi concentravasi con la con-gelazione, avendo però l’attenzione dinon esporre il succo di limone che aduna temperatura di alcuni gradi sot-to lo zero, mentre altrimenti un freddomaggiore Io congelerebbe interamente.Georgius era giunto in tal guisa a ridur-re il succo di limone ad un ottavo delsuo volume primitivo, e a dargli unaforza saturante molto maggiore di quellache esso aveva dapprima.

In un tempo più remoto Schede, ilquale erasi occupato con tanto buon ef-fetto nello studio degli acidi vegetali, eche ne avea scoperto un gran numero ;applicò al succo di limone il metodo clieaveva di già posto in opera per ottene-re in istato di purezza l’acido contenu-to nel tartaro. Questo metodo venne ge-neralmente adottato, e tale fu il vantag-gio che se ne ritrasse, che presentemen-te trovasi in commercio quest’ acido pu-ro e cristallizzato ad un prezzo abbastan-za moderato,perchè si possa farne uso intutte quelle operazioni che lo richiedo-no. Gl’ Inglesi, i quali a motivo delle lororelazioni commerciali sono più in caso>di noi di procurarsi il succo di limoniin quella quantità che vogliono , si so-no molto occupati della fabbricazionedell’ acido citrico. Si trovano molle utiliistruzioni sopra questa fabbricazione neisaggi chimici di Samuele Parkes. Noinon ne tratteremo tanto diffusamente; li-mitandoci a parlare di quello che è più'importante e necessario a conoscere perriuscire compiutamente in questa opera-zione.

Il succo dei limoni, all’ istante incui viene spremuto, oltre all’ acido delquale abbiamo parlato, contiene un prin-cipio estrattivo che vi è interamente di-sciolto, molta mucilaggine, una porzione

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