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Tomo I.
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« i o Acino

cromalo «li barite, e un idro-clorato dipotassa che resta disciolto. Il cromato dibarite, ben lavato, si discioglie nell’acidonitrico diluito, e finalmente coll’acidosolforico se ne separa la barite. Il liqui-do contiene un miscuglio di acido cromi-co e acido nitrico. Coll’evaporazione l’a-cido nitrico si volatilizza, e rimane l’acidocromico sotto forma di una materia ros-sastra.

L’acido cromico unito alle basi salifi-cabili, produce differenti sali coloriti,detti cromati, che si adoperano nella pit-tura. Appunto la sua proprietà colorantegli fece dare il nome di cromo. ( D. )

Acino ei.lagico. ( V. acido gallico ).

Acido fluorico. La singolare proprie-tà che possiede l’acido fluorico di attac-care e corrodere il vetro, permise difarne utili applicazioni alle arti. Quindinoi dobbiamo registrarne i principali ca-ratteri, e suggerire i mezzi di procurar-selo facilmente. Si estrae da una dellesue combinazioni naturali, che fu cono-sciuta lungo tempo innanzi che si pen-sasse neppure che potesse contenere unacido particolare. I mineralogisti la in-dicavano col nome di spato fium e. Mar-graff fu il primo ad accorgersi che l’acidosolforico attaccava questo spato, e che ivasi di vetro, dei quali servivasi per que-sta operazione, si foravano da tutte leparti; ma la cagione di tale fenomenogli fu affatto sconosciuta . Alcuni annidopo, Scheele fece l’analisi esatta di que-sto stesso minerale, e lo trovò essere una ero sale formato d’un nuovo acido, chechiamò acido fluorico. Questo sale è«juello che i chimici nominano flualo dicalce, ed i mineralogisti calce flua'a.

Una scoperta così notabile non fusenza oppositori . Taluni vollero, conl’riestley, che questo nuovo corpo nonfosse che una modificazione dell’ acidosolforico ; molti pretesero che fosse l’aci-

Acido

do muriatico, volatilizzato dalla silice.Sage lo considerò come acido fosforicoin uno stato particolare ; ma Scheele ri-spose vittoriosamente a tutte queste ob-biezioni, e la sua scoperta serbossi nellasua integrità.

I chimici che occuparonsi dello studiodi quest’ acido osservarono che i suoivapori, disciogliendosi nell’ acqua, ab-bandonavano una sostanza terrosa. Berg-man e Scheele riconobbero essere que-sta una vera silice, ma nessuno sospettòla origine di questa terra: anzi molti, eparticolarmente Scheele , supposero cheessa si formasse nel punto dell’ opera-zione medesima. Wiegleb fu il primo adimostrare che questa silice veniva daivasi che si adoperavano, ed a provareche l'acido fluorico la discioglieva e latraeva seco in vapori : l’acqua distrugge-va questa combinazione per unirsi al-1’ acido.

Quando furono più generalmente co-nosciuti questi fatti interessanti, si cercòda ogni parte di porre a profitto que-sta proprietà del nuovo acido , ed inFrancia , Puymaurin il primo lo applicòall’incisione sul vetro.

Quest’ acido, quando è perfettamentesecco e rinchiuso in un vaso trasparen-te, è un gas scolorito invisibile quanto1’ aria, ma è molto lontano dall’ essereinnocuo al pari di essa. Appena sparge-si nell’aria, ne assorbe l’umidità, e tras-formasi in un fumo biancastro , d’ unodore pungente, analogo a quello dell a-cido idro-clorico, e talmente corrosivo,che non si può mai preservarsene ab-bastanza, mentre agisce con una spaven-tosa energia sul tessuto animale. Questogas ha una eccessiva affinità per l’acqua,e vi si discioglie con estrema rapidità.In questo stato liquido è ancora dotatodelle stesse proprietà, ma in un gradominore ; il suo sapore è d’un acidità