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Tomo I.
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Acido

pitare cristalli di cremor di tartaro. Frai molti usi che si fanno dell’ acido citri-co ve ne sono varj pei quali non impor-ta che sia perfettamente puro e neppurecristallizzato, ma basta averlo in dissolu-zione alquanto concentrata, ed allora siha ad assai minor prezzo. Molti fabbri-catori di tele colorite lo preparano essimedesimi, e non lo fanno cristallizzare.

Nella domestica economia adoprasiassai spesso il succo di limoni per con-dire gli alimenti, conciossiacchè l 1 aromaeh’ esso contiene lo rende più gratodegli altri acidi. Quando fu purificatonon presenta più lo stesso vantaggio ; ilsuo profumo è interamente distrutto, ela sua acidità è divenuta troppo austeraper la nostra bocca ; nullameno adopera-si per fare la cosi detta limonata secca,della quale i viaggiatori principalmen-te hanno piacere di essere provveduti.

Questa polvere preparasi facendo unmiscuglio esattissimo di mezz’ oncia d’a-cido citrico cristallizzato, e d’una libbradi zucchero passato per un setaccio. Siaromatizza il tutto con 5 a 6 gocce d’ es-senza di cedro, versata sopra un pezzodi zucchero, che poi si polverizza perunirlo al rimanente. Questa polvere siconserva in bocce ben asciutte e benotturate.

** In Inghilterra il succo dei limoni siconserva nei lunghi viaggi per mare, ag-giungendovi il io per ioo d’acquavite. *

L’ acido citrico ha di comune coll’ a-cido ossalico la proprietà di levare assaifacilmente le macchie di ruggine dai tes-suti, e quindi i cavamacchie lo adopranospesso a tal uso. Nella tintura si ado-pera assai più di frequente. E' questo ilsolo acido del quale si possa valersi on-de dar risalto ai colori del cartamo.Sembra che si adoperi anche a prepara-re una soluzione di stagno, la quale, u-nita con la cocciniglia, produca sear-

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latti più belli di quello che col sale distagno comune sovra lutto per le stoffedi seta o pel marocchino. Ha inoltre laproprietà d’imbianchire, e indurire ilsevo; ma l’acido tartarico riesce all’in-circa ugualmente bene. (R.)

** L’ acido citrico contiene, secondoBerzelius , 18 per ioo di acqua, di cui lametà è necessaria alla sua cristallizza-zione, è l’altra metà alla sua esistenza.E' composto di 4 1 584 P arl ' di carbo-nio, 3,42 d’idrogeno, e 54,74 di ossi-geno. La sua capacità di saturazione èdi 13,685. * (D.)

* Acido cramerico. Acido che ritirasidalla ratania ( Krameria triandra ),pianta del Perù , la cui radice astringen-te viene recata a Londra in gran copia,ove pare che serva a colorire i vini fattiartificialmente. Secondo Thomson, non èben dimostrato che sia un acido parti-colare.

* Acido cromico. Esiste allo stato disale nel piombo rosso di Siberia , nelrubino spinelo e nel cromato di ferro.Per ottenerlo si espone ad un forte ca-lore, per due ore continue, in un cro-giuolo chiuso con un coperchio lutato, unmiscuglio di tre parti di ferro ed una dinitro. Raffreddato il crogiuolo, vi si ver-sa una piccola quantità di acqua bastantea inumidir la materia. Dopo due ore si la-va finché il liquido esca scolorito. Il re-siduo si riserba per essere trattato dinuovo col nitro. L’ eccesso di alcali ch’e-siste nel liquore, si satura con acido ace-tico ; poi si evapora, contenendo esso uncromato di potassa e un acetato di po-tassa. Dietro l’evaporazione, il cromato dipotassa cristallizza. Questo si lava, e benlavato si discioglie di nuovo. Alla solu-zione si aggiugne l’idro-clorato di barite,finché si produce un precipitato. Succe-de una doppia decomposizione: la bari-te si unisce all’acido cromico, forma un