Acino
lasciato fermentare, e trattalo con I 1 a-cqua bollente, fornisce ancora dell’altro a-cido gallico cristallizzato. Tutti i cristalliuniti pesano 6 a gramme ; si fanno bollirecon 3 decilitri d’acqua, feltrasi il liquorebollente, e resta sul feltro una sostanzagialla rossiccia del peso di i o gramme ;questa materia insolubile è un acido giàindicato da Chevreul, che Braconnot chia-mò acido ellagico . Il liquore feltratoclepone, col raffreddamento, 4o grammed’ acido gallico, e l’acqua madre eva-porata ng somministra ancora altre iogramme; quindi da a 5 o gramme di nocedi galla si ottengono 5 o gramme d’acidogallico ossia un quinto del loro peso.
Per purificare quest’acido, se ne pongo-no i oo parti,con 800 d’acqua e 18 di car-bone animale, in un matraccio che espo-nesi alla temperatura dell’ acqua bollenteper un quarto d’ora, in un bagno-maria :feltrasi il liquore caldo, che raffreddan-dosi si rappiglia in massa, e si separano icristalli dal liquido mediante una fortepressione. L’acido ottenuto in tal guisaè perfettamente bianco: la sua soluzionenell’acqua non viene minimamente intor-bidata dalla colla di pesce, il che provaeh’ è puro e non contiene tannino ;se sciogliesi nuovamente nell’ acqua pre-cipita in aghi fini e bianchi come la ne-ve, ed il suo sapore è agro, ma nonastringente in modo sensibile. Si puòanche ottenere l’ acido gallico nella stes-sa qnantità, c con uguale facilità, umet-tando di tratto in tratto la noce digalla intiera, o stemperandola, ridotta inpolvere, in un poco d’ acqua, ed espo-nendola, preparata in uno di questi duemodi, per un mese, ad una temperaturadi 20 a a 5 gradi, e trattando poscia conl acqua bollente il residuo poltiglioso cheprovò la fermentazione alcoolica. Sem-bra che questa fermentazione, che na-sce a motivo d’una materia zuccherosa
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esistente nella noce di galla, ne disuniscagli elementi, ne distrugga totalmente iltannino, e favorisca in tal guisa la separa-zione dell’ acido gallico. Quanto all' aci-do ellagico , sembra che ei sia un pro-dotto della fermentazione.
L’ acido gallico ha la forma di piccoliaghi bianchi e trasparenti, nè si alterapunto al contatto dell’ aria ; sottopo-sto all’ azione del calore in una storta ,una parte si decompone e riducesi incarbone ; l’altra sublimasi in aghi o la-mine cristallizzate, che sembrano differi-re per le loro proprietà dall’ acido gal-lico puro. L’acido gallico è solubile in3 parti d’acqua bollente ed in 20 d’ac-qua fredda ; decomponesi spontaneamen-te nell’ acqua, e cangiasi in una mate-ria bruna, mescolata ad una gran quan-tità di carbone ; le sue combinazioni conle varie basi portano il nome di gallati.(V. questa parola). ( L*****It. )
** L’ acido solforico e nitrico ed ilcloro decompongono l’acido gallico, ci due ultimi lo convertono in acido os-salico. L’acido gallico puro adoprasi co-me reagente, ed è d’ un uso estesissimounito al tannino nella tintura. * (G. M.)
Acido idrocianico. Quest’ acido nonè d’ alcun uso nelle arti, ma essendo labase essenziale di una preparazione mol-to adoperata, crediamo utile di farne pa-rola. D’altronde ha esso una tale azionesull’ economia animale, che non può es-sere che vantaggioso di far conoscere lesue proprietà, onde porre ognuno nelcaso di guarentirsi da un corpo tantomortifero.
La scoperta dell’azzurro di Berlino ,dovuta al caso, precedette di molto quel-la dell’acido prussico'; la prima fu lattanel 1710, e solo dopo settant’ anniSchede pervenne ad isolare quel prin-cipio chiamato allora materia colorantedell’ azzurro di Berlino . Ei dimostrò