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Tomo I.
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n 6 Acrro

massa carbonosa isolata eil in alcali vo-latile. Anche quando è il più concentratopossibile, appena arrossa la tintura ditornasole; puro non satura nessuna ba-se, nè contrae con essa che combinazio-ni molto effimere; ma ha un’ estremaaffinità pel ferro od almeno pel suo cia-nuro, ed è allora che forma un vero acidocapace di saturare gli ossidi. Questo èquello che si chiamò acido ciasico , secon-do Porette, acido dei prussiati tripli, acidoidrocianico ferrurato, e che Berzelius considera come un idrocianato acido diferro ; questo acido non ha più verunadelle proprietà dell’ acido idrocianico ;non è niente volatile, ha un acidità vivae marcata; nè vi si trova nessuna dellemalefiche proprietà dell’ acido idrociani-co. Noi tratteremo nuovamente di questasingolare combinazione, parlando dellafitbbricazione dell ’azzurro di Berlino .

Dietro le analisi di Gay-Lussac

i oo parti in peso!4 4,69 carboniod’acido idrocianico?51,6 6 azotoanidro contengono { 3,65 idrogene

Ossia voi. 2 di fi voi. vap. di carboniovapore idrocianico e~ voi. azotocontengono voi. idrogene

Ossia ^ 1 voL ciano 8 eno( "1" voi. idrogene (R).

Acido imioci.ohico . (Conosciuto incommercio sotto il nome d 'acido min ia-lo, acido marino , spirito di sale , ec.).La fabbricazione in grande in Francia diquest’acido cominciò fino dai primi tempidella fabbrica della soda. Quando fccesil’applicazione del metodo diLeblanc, perla conversione del solfato di soda in sodaartifiziale, nei laboratori di Payen, vi sifece la decomposizione del sai maritto con

Acino

1’ acido solforico a 55° in vaste caldaiedi piombo (di 3 metri di lunghezza, unmetro e 66 centimetri di larghezza e34 centimetri di altezza), coperte di la-stre di piombo e lutate. Il gas acido chene risultava era inviato e circolava in uncondotto di mattoni intonacati d’argilladi 600 metri di estensione in lunghezza,dove veniva condensato da uno stratod’ acqua d’alcuni milimetri, che scorre-va lentamente in senso opposto del gassopra un pendìo di 5 milimetri al me-tro. Si comprende che alla estremità diquesto condotto la più vicina all’appara-to, 1’ acido idroclorico era concentrato almaggior grado possibile ed assai puro ; call’altro capo l’acqua die lo condensavadopo aver gradatamente diminuito didensità non conteneva quasi più nulla diacido. Quest’apparecchio condensatoreera quindi perfetto abbastanza ; ma nonpotendo la decomposizione del sai mari-no essere terminata nelle caldaie di piom-bo, conveniva estramèlo ancora liquidoper finire quest’operazione in un fornel-lo a riverbero , e si perdevano in talmodo circa 5o centesimi dell’acido idro-clorico . La gran quantità di gas efiesvolgevasi nel mentre che si votavano lecaldaie di piombo, soffocava gli operai, equella che ne respiravano era sufficientea farli sputar sangue ; si faceva bere loroil latte,onde preservarli da quest’azione.

L’ uso dell’ acido idroclorico essen-do allora poclùssimo considerabile, laperdita che se ne léceva era di poca im-portanza, anzi dopo convenne megliofabbricare semplicemente la soda trascu-rando del tutto questo prodotto. Ado-perassi il metodo detto delle bastrin-ghej i prodotti gasosi si slanciavano in va-sti sotterranei, ove correnti d’ acqua licondensavano : si evitava con ciò d’ab-bruciare tutta la vegetazione delle cam-pagne circonvicine, come accadde bene