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jio granile nel solfuro di ferro. A il ognimodo è certo che si previene facilmentequesto inconveniente, aggiungendovi li-maglia o rosure ili ferro grossamentemescolate: lo sviluppo si manifesta al-l’istante , e succede la decomposizio-ne del solfuro. Non sappiamo se, nellostato in cui trovasi oggidì la scienza, sipotesse spiegare questo fenomeno ; ma cipare accostarsi a quelle azioni elettrichedelle quali cominciasi a scorgere l’in-fluenza in iliverse circostanze, e che pro-babilmente entrano anche fra le cause del-la fermentazione. (R.)
Acino iodico. Risulta dalla combina-ne ili due volumi di judo e cinque vo-lumi di ossigeno. L’acido jodico ha laproprietà di ossidare lutti i metalli, an-che l’oro e il platino. Non ha alcun usonelle arti, nè puro, nè combinato coglialtri acidi.
‘Acino i.accico. Quest’acido è statoenunziato da Iohn che lo trovò nellacosì detta Lacca in bastoni. Esso è po-co conosciuto. Non è di alcun uso nellearti.
* Acido lampico. Ottiensi facendo pas-sare il vapore di etere solforico unito adun po’ d’aria comune, sopra fili o fogliedi platino riscaldate, e condensandolo do-po con una mescolanza frigorifera. Que-st acido ha la proprietà singolare di ridur-re gli ossidi di varj metalli. Così p. e. seversasi un po’ d’acido lampico in una so-luzione di muriato d’oro, questo in po-che ore precipitasi in islato metallico, e,so si riscaldi il miscuglio, la riduzione si fasul momento. Varj campati o combina-zioni di quest’acido con alcune basi dan-no lo stesso effetto. Danieli lusingasi che !possa riuscir utile per applicare il plati-no e l’oro sopra i lavori molto fini.
‘Acido lattico. Quest’acido si pre-para col siero di latte chiarificato, facen- ■dolo evaporare, cristallizzare, trattando :
Acino
i cristalli col carbone, e cristallizzandodi nuovo. Chiamavasi una volta zuc-cliero di latte.
i * Acino litico. ( f '~. acido urico).
Acido malico. Nel 1785 Schede scoprìquest’acido nel succo dei pomi, ed itiquello del ribes grossularia , e iliedegliil nome d’acido malico. Si ritrovò po-scia in varj altri vegetabili, specialmentenel succo del semprevivo dei tetti (sem -pervivum lectorum ), nel quale, secondoVauquelin, esiste in istato di sopra-mnlatodi calce ; ma l’acido ottenuto da questivegetabili era sempre accompagnato dasostanze che mascheravano le di lui pro-prietà. Non si conobbe in istato puro senon dopo che Donovan lo scoprì neifrulli del sorbo salvalico ( sorbus aucu-paria). Quest’acido, dapprima creduloun acido particolare e chiamato acido ser-bico, essendo stato riconosciuto , dietrogli esperimenti di Rraconnot, Vauquelined Ilouton La Biliardiere, per acidomalico in uno stato di purità maggioredi quello che aveasi fino allora ottenuto,dovette conservare e conserva il nomeche aveagli dato Schcele.
Il metodo di Donovan è di lasciare ilsucco spremuto dal frutto del sorbo inriposo qualche giorno all’ aria, onde far-gli provare un lieve grado di fermenta-zione, che separa una sostanza vegetalesenza alterare minimamente l’acido, fel-trarlo, e poi versarvi sopra una dissolu-zione di acetato di piombo. Formasi unprecipitato fioccoso abbondante che de-ponesi cristallizzando ; è questo il ma-lato di piombo, il quale purificasi facen-dolo bollire con acqua che feltrasi bol-lente, e dalla quale il sale di piombo siprecipita, prendendo una forma cristal-lina più regolare . Non resta più chetrattare il malato di piombo con unaquantità sufficiente d’acido solforico, chesi impadronisce dell’ossido di piombo, e