i a 8 Acido
Ognuno sa che i risullameliti dall’azionedegli alcali sulle grascie ( sono i saponi : maprima dei bei lavori di Chevreul sui cor-pi grassi, ignoravasi essere i saponi saliformati d’ alcali, e d’ acidi particolari(oggi conosciuti sotto il nome di stea-rico, margarico , oleico , ec.), i quali so-no formati, o soltanto isolati, nell’ attomedesimo della saponificazione; in con-seguenza i saponi sono composti di slea-rati , margarati , ed oleati di potassa odi soda.
Quando stemperasi in sufficiente quan-tità d’acqua fredda, un sapone di soda, eprincipalmente di potassa, l’acqua discio-glie: i.° l’oleato; a.° una porzione dimargarato e di slearato; 3 .” alcali, toltodall’acqua ad un’altra porzione di que-sti sali, che ridotti con ciò allo stato dibi-stearati, e di bi-margarati, depongon-si sotto la forma di una materia biancairidata. Questa materia è composta dipotassa, e di una sostanza che Chevreul avea dapprima chiamata margarina , maclic a motivo delle sue proprietà analoghea quelle degli acidi, nominò poscia aci-do margarico. Se si vuol procurarsiquesto acido puro, conviene preferire ilsapone di potassa e di grascia umanache non contiene punto d’ acido steari-co. La materia bianca iridata che dà que-sto sapone, non essendo formata che dibi-margarato , se ne separa 1’ acido inistato di purezza ; per lo che sciogliesiil bi-margarato di potassa, che si ebbecura di ben lavare ed asciugare , nel-l’alcool bollente, il quale si impadroniscedel sopr’-oleato, che è sempre unito allamateria iridata, e questa deponesi colraffreddamento. Tale sostanza , ossia ilbi-margarato di potassa, trattasi a caldocon acido idroclorico debole che com-binasi all’ alcali, e 1’ acido margarico sidepone ; questo si lava, si fa diseccare,e si scioglie nell’ alcool bollente che, raf-
Acino
freddandosi, lo lascia deporre a poco apoco.
Bnssy, Lecanu e Dupuy, avendo re-centemente sottoposto al calore in un ap-parato distillatorio, vari olii e grascie,hanno verificato che durante la loro di-stillazione producevansi, come nella sapo-nificazione, gli acidi margarico ed oleico.Questo è quindi un altro mezzo di pro-curarsi l’acido margarico ; ma sembra checol primo metodo se ne ottenga una mag-gior quantità. Bisogna notare inoltre chel’acido solido ottenuto con la distillazio-ne, è sempre fusibile a fio”, e piuttostosotto di questo grado che sopra ; dallaqual cosa puossi inferire che con questometodo non si ottiene se non se l’acidomargarico, e mai l’acido stearico, il qualenecessariamente, anche in piccola quan-tità , diminuisce la fusibilità del prodotto.
L’acido margarico è bianco, senza co-lore quando è fuso, senza sapore, di unleggiero odore di cera ; esso cristallizza inaghi intralciati più vicini fra l’oro, mapure meno brillanti di quelli dell’ acidostearico ; è fusibile a 6o° ; arrossa la car-ta di tornasole, e combinasi direttamentea tutte le basi alcaline. L’ acido marga-rico è insolubile nell’ acqua, e molto so-lubile nell’ alcool (a), e nell’ etere ; natu-ralmente non trovasi fuorché nel grassodei cadaveri ; forma parte dei saponi digrascia umana, e d’olio d’oliva.
Cento parti d’ acido margarico sonocomposte, secondo Chevreul , di
In peso In volume
Ossigeno . . 8,937 .... 1
Carbonio. 7g,o53 .... ii,55Idrogene . n,oio .... 21,57e neutralizzano una quantità di base checontiene tre d’ ossigeno.
(a) Cento parti d’alcool del peso specifi-co di 0,816 ad una temperatura di 'Fahr. sciolgono 180 parti di quest acido.(1 traduttori).