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Tomo I.
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Acido

Da alcuni anni cominoiossi a far usodell’acido margarino per 1’ illuminazio-ne ; con un miscuglio di quest’ acido, ed’acido stearico, che trovami sempreuniti nei saponi di grascia, si fanno can-dele molto bianche, solidissime, e sono-re quando si battono l 1 una con 1’ altra.Queste candele, chiamate dapprima ossi-genale , oggi steariche , nome assai piùadattato, si fabbricano da Cambaceres eBomet (iì) . Noi parleremo diffusamen-te del modo di fabbricarle, e di estrarregli acidi per esse occorrenti all’ articoloGRASCIA. (L*****R.)

(Vedi pure gli articoli illuminazione ,CANDELE ).

* Acido marino. (A'. acido idroclorico).

* Acido meconico (da firixov papavero)Ottiensi quest’ acido dall’oppio: sembraessere il veleno più .terribile del regnovegetale ; non ha alcun uso nelle Arti.

Acido molibdico. Questo acido è unprodotto che ottiensi trattando il mine-rale del molibdeno. Ora due sono i me-todi impiegati per estrarlo. Scheele trat-tava il solfuro di questo metallo con unmiscuglio di i o parti d’ acido nitrico, e3 d’ acido idroclorico ; in questa guisaegli cangiava lo zolfo ed il molibdenoin acido solforico e molibdico, facili dasepararsi col mezzo dell’ acqua che scio-glie il primo, e non sensibilmente, il se-condo. Bucholz non fa che arrostire mo-deratamente il solfuro di molibdeno pol-verizzato in un crogiuolo di platino; lozolfo svolgesi in acido solforoso , il mo-libdeno si acidifica, e si sublima in a-ghi bianchi - giallastri sulle pareti delcrogiuolo. L’ acido molibdico ottenutocon uno dei due metodi accennati, trat-tasi con la potassa o 1’ ammoniaca, con

(a) Lo stabilimento di questi fabbricatori« presentemente situato nella strada di Buf-on N.° ii, (a Parigi ) presso il giardinodelle piante.

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le quali combinasi agevolmente, e sepa-rasi in tal modo dal solfuro non attacca-to, o dalle altre sostanze che vi fosseromescolate. Un acido versato nella disso-luzione dei molibdati di potassa o d’am-moniaca, si impadronisce dell’ alcali, e1’ acido molibdico si precipita.

Quest’ acido è bianco, poco solubilenell’acqua che rende appena agretta, ben-ché le comunichi la proprietà di arrossarela tintura di tornasole ; col calore subli-masi in vapori, che si condensano suicorpi freddi in iscaglie giallastre ; mesco-lato solo o combinato con 1’ ammonia-ca a corpi disossigenanli, come la resi-na, l’olio, il carbone polverizzato e ri-scaldato fortemente, riducesi in una pol-vere nera che, arroventata in un violen-te fuoco di fucila, si unisce in massaconglutinata composta di piccoli globettigrigi, il cui peso specifico venne calco-lato da Bucholz di 8 , 611 . L’ acido mo-libdico è formato di i oo parti di metal-lo e 49;9 2 d’ossigeno; se in una suadissoluzione, od in quella dei molibdatidi ammoniaca o di potassa, aggiunge-si ferro o zinco in istato metallico,queste dissoluzioni prendono ben prestoun color azzurro, che è un carattere di-stintivo di questo metallo .• In tal ca-so F acido molibdico perde dell’ ossige-no, e passa allo stato d’ ossido azzurro ,ossia d’ acido non saturato d’ ossigeno ,al quale Bucholz diede il nome d’ acidornolibJoso ; quest’acido è solubile nell’a-cqua, ed in luogo di contenere 5o partid’ossigeno per ioo di questo metallo,come l’acido molibdico, non ne contieneche 53,5 1 .

Si è creduto che quest’ ossido, o aci-do di molibdeno, potesse essere di qual-che utilità nelle arti a cagione del suocolore azzurro poco alterabile dal calore.Bucholz ha dato il metodo seguente perprepararlo : mesconsi due parti d acido1 7