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Tomo I.
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Acino'

Deutossido d’azoto: fu scoperto «faPriestley : indicò egli la maggior partedelle sue proprietà, che furono posciastudiate da Dawy, Gay-Lussac, ec. E 1questo un gas permanente a qualunquetemperatura, senza colore e senza azio-ne sui colori azzurri vegetali; estinguei corpi infiammati, rende asfitici gli ani-mali ; si impadronisce dell’ ossigeno del-l 1 aria ( i volume ) ed allora è compo-sto di due volumi d’ossigeno ed unod’azoto; diviene rosso ed opaco e passacosì allo stato d’acido nitroso; questaproprietà forma il suo carattere distinti-vo, ed in tal modo ha una parte im-portante nella fabbricazione dell’ acidosolforico (Vi). E' anche a cagione di que-sta trasformazione in acido nitroso che ildeutossido d’azoto agisce con tanta for-za sulla economia animale. Ottiensi que-sto gas, sciogliendo il rame od il mercu-rio nell’ acido nitrico, con che si forma-no i deutonitrati di questi metalli, e l’os-sigeno , levato all’ acido nitrico , lasciasviluppare una quantità corrispondente•li deutossido d’ azoto . Ottiensi ancoradalla reazione dell’acido nitrico sul me-laccio, lo zucchero, 1’ amido, la gomma,ec., e sugli altri corpi combustibili, aiquali l’acido nitrico cede facilmente unaporzione del suo ossigeno ( V. acido os-salico e solforico). Il più puro ottien-si con la dissoluzione del mercurio nel-l’acido nitrico diluito d’acqua ; è compo-sto di un volume d’ossigeno, e d’un vo-lume d’azoto.

E’acido nitroso, composto di due vo-lumi d’ossigeno e d’un volume d’azoto,non è ancora saturato del primo di que-sti gas. In fatto, scolora il solfato di man-ganese disossidandolo; anidro, è liquidoalla temperatura ordinaria ; a 20 gradi

(a) ha sua combinazione con quest’aci-do concentralo accade istantaneamente, ecristallizza ; l’acqua la decompone.

Acido i 31

sotto lo zero è senza colore, a zero èd’un giallo d’ambra, e dai i 5 gradi ai28 è d’un giallo ranciato; a quest’ulti-ma temperatura bolle e riducesi in vapo-ri rutilanti ; combinasi con l’ acido ni-trico e lo colora in verde-giallo, ranciato,bruno-rosso, secondo il grado di concen-trazione di questo. L’acido nitroso nonha neppur esso alcun uso diretto nellearti.

Finalmente la combinazione dell’ azotocoll’ ossigeno, nel rapporto d’un volu-me del primo a due e mezzo del secondo(ossia in peso: azoto 35,12, ossigeno100), la quale, secondo il sistema dellanuova nomenclatura, si dovea chiamareacido azotico , conservò il suo nomed'acido nitrico.

Fabbricazione. Quest’acido prepa-ravasi un tempo decomponendo il nitrocon l’argilla in istorte di gres dette citi-ne. I residui di questa operazione eranoresi utili nella fabbricazione dell’ allume ,poiché contenevano due dei principj co-stituenti questo sale triplo, cioè la potas-sa e l’allumina. Questa decomposizionefecesi in seguilo nelle medesime stortecon l’acido solforico ; dopo si sostituì laghisa al gres, e la forma di caldaia aquella di storte. Parleremo brevementedi quest’apparato, al quale si è quasigeneralmente rinunciato ; esso compo-nevasi di sei caldaie in doppia fila, postenello stesso fornello,sopra sei focolai ; era-no queste coperte e lutate, e comunica-vano col mezzo di tubi di gres con unaserie di 7 ad 8 fiaschi detti damigiane ,dei quali i due primi erano immersiper metà in vasche d’acqua ( vedasi lostesso apparato descritto all’ articolo aci-do idroclorico ) . Siccome però questometodo è ancora seguito in alcune fab-briche, così dobbiamo enumerarne i prin-cipali inconvenienti. La ghisa è tantomeno attaccabile dagli acidi solforico, ni-