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Tomo I.
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i3u Acido

molibdico, ed una parie il i molibdenometallico; dopo averli fatti separatamen-te in polvere finissima, si riducono inuna poltiglia,aggiungendovi una sufficien-te quantità d’ acqua, e si triturano in unmortaio di porcellana, fino a che tuttoabbia preso il colore azzurro. Allungasiil miscuglio con circa i o parti d 1 acqua,si fa bollire per un quarto d’ ora, e get-tasi sopra un feltro. Il liquido azzurrodie ha passato è quindi svaporato ad uncalore moderato che non deve oltrepas-sare i 5o gradi. Bucholz raccomanda an-che d’introdurre nel liquido, prima difarlo evaporare, uno o due frammenti dimolibdeno ; queste due precauzioni sononecessarie per prevenire la sopra-ossige-nazione dell’ acido azzurro.

Abbiamo saputo da Brongniart, diret-tore della Reale manifattura delle porcel-lane di Sevres , che in questo bello sta-bilimento eransi fatti alcuni saggi intornoall’ossido, o acido azzurro di molibde-no, ma non se ne erano ottenuti risultatisoddisfacenti. Si volle farlo entrare nellacomposizione d’uno smalto, ma questoaveva un azzurro cupo, molto inferioreper bellezza a quello ottenuto dal cobal-to ; si ebbe un interesse assai minorea continuare questi esperimenti, giacchél’impiego del molibdeno, i cui mineralisono più rari di quelli del cobalto, sa-rebbe molto più dispendioso. (L*****R.).

* Acido molibdoso ( V . acido molibdico).

* Acido morico . Venne scoperto daThomson in una sostanza che trasudavadal morus alba ; non è ancora ben cono-sciuto, nè ha veruna applicazione alle arti.

* Acido mucico o saccoi.atico. Si pre-para col zucchero di latte, ed anche convarie gomme ; le sue qualità non sembra-no promettere veruna utile applicazione.

Acido muriatico ( V . acido idroclo-jiico). j

* Acido neaxcico ( P . acido zimico ).

Acido

Acido nitrico, acqua forte, spirito dinitro. Conosciuto dapprima sotto que-st’ ultimo nome, fu scoperto da Raimon-do Lullo , distillando un miscuglio di ni-tro e d’argilla; Cavendish indicò i suoielementi; Gay-Lussac, Dawy, Dalton,studiarono le sue proprietà, e la loroconoscenzR si diffuse generalmente per lenumerose applicazioni di quest’acido nel-le arti, ed i suoi usi frequenti nei saggichimici. Essendo questa l’ultima combi-nazione dell’azoto con l’ossigeno, faremoprecedere alcune nozioni sulle tre prime,la conoscenza delle quali è utile alla spie-gazione dei fenomeni che presentano leloro facili modificazioni. Queste non han-no applicazioni dirette nelle arti.

Protossido d’azoto. La sua scopertadevesi a Priestley ; è senza colore ; l’ossi-geno e l’aria non hanno veruna azionesopra di esso ; col mezzo del calore cedefacilmente il suo ossigeno ai corpi combu-stibili e l’azoto è posto in libertà ; alimen-ta la combustione meglio dell’aria, e riac-cende una candela che vi si immerga al-l’istante in cui venne smorzata per po-co che rimanga incalescente. L’acqua, ai o gradi di temperatura, ne scioglie me-tà del suo volume; il calore dell’ebolli-zione ne lo svolge ; un volume d’azoto, emezzo volume d’ossigeno, condensati inun solo, formano un volume di questogas ossia in peso azoto ioo, ossigeno 56.Questo gas venne chiamato gas esilaran-te, a motivo della piacevole sensazioneche alcuni chimici inglesi, pei primi, disseroaver provato respirandolo. Si è osserva-to l’effetto contrario da alcuni altri, *quali sono stati in pericolo di cadere inasfissia, ma sembra che ciò sia accaduto acagione di un poco d’acido nitroso chevi si trovava. Si è raccomandato di bai-gli traversare una soluzione di potassa,prima di farlo servire alla respirazione,onda assicurarsi della sua purità.