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Tomo I.
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1 34 Acido

tificato non è ancora peraltro abbastan-za puro pei saggi dei metalli preziosi .

( V. il metodo per ottenerlo al grado dipurezza necessario a questo uso all 1 arti-colo saggio ).

Usi. L’acido nitrico adoperasi nellafabbricazione degli acidi solforico, os-salico, ec. Serve a sciogliere il mercu-rio per fare il secreto nell 1 arte del cap-pellaio, a sciogliere i metalli, incidere sulrame, a formare l’acido idrocloro-nitri-co o acqua regia, alla preparazione delprecipitato rosso o deutossido di mer-curio, alla tintura , alla doratura, al sag-gio delle monete , ed alla parligionetlell’ oro; 38 parti di quest’acido a 36gradi (ossia i,335 di peso specifico), id’acido idroclorico a 2 /} gradi (o 1,200dipeso specifico) e 2 5 parti d’acqua,for-mano il liquore degli orefici e minutieri peiloro saggi colla pietra del paragone, ec.

Proprietà, teoria . L’acido nitriconon è conosciuto in istato di purezza ;anidro non esiste. Condensato col mezzodell’acqua è bianco, molto acido, d’unodor forte, agisce violentemente sull’ e-conomia animale : una goccia posta soprala pelle la disorganizza, e vi produce unamacchia gialla; questa sua azione distrug-ge i porri. E' un veleno violentissimo;concentrato, la sua temperatura di ebol-lizione è 86 gradi; decomponesi alla lu-ce, e produce l’acido nitroso che lo tingein rosso o bruno rosso, ed ossigeno ;nell’ aria umida sviluppa vapori bian-chi, e intacca quasi tutti i metalli ; bisognaeccettuarne l’oro, il platino, l’iridio, iltungsteno, il colombio, il cerio, il titano,il rodio, e l’osmio. Scioglie però la le-ga di dodici parti d’argento con una diplatino; se è molto concentrato, il calo-re l’indebolisce ; se è debole, lo concen-tra: debolissimo o concentratissimo, latemperatura a cui bolle è di 86°; essaaumenta gradatamente mano a mano che

Acino

il primo si concentra, o che il secondo"si indebolisce fino al suo punto più e-levato che è di 122 gradi.

La teoria dell’operazione con la qua-le si estrae dal nitrato di potassa, è sem-plicissima. L’acido solforico combinando-si alla potassa, cede all’acido nitrico ri-masto libero i venti centesimi d’ acquache esso contiene; il calore lo sviluppaunito a quest’acqua, senza la quale sa-rebbe decomposto, ma che gli basta peresistere in istato liquido ; egli s’impadro-nisce anche dell’acqua di cristallizzazio-ne del nitro ; il suo calore che lo renilegasoso gli viene in seguito levato nellebottiglie dell’ apparato refrigerante, e l’a-cqua che vi incontra lo attrae e deter-mina la sua condensazione. I vapori ros-si, che sono più marcati sul principio everso il finire dell’ operazione, proven-gono da una decomposizione dell’ acidonitrico cagionata specialmente da unamancanza di acqua : 1 ,° Fino a che ilmiscuglio contenuto nei cilindri non èentrato in compiuta liquefazione, e sisvolgono alcune porzioni d’acido nitricosenza trovare acqua, esse sono istan-taneamente decomposte in acido ni-troso ed ossigeno ; 2 . 0 la stessa decom-posizione succede per quelle in contattocon un eccesso d’acido solforico concen-trato che leva l’acqua all’acido nitricogià formato. Da ciò derivano i vapori ru-tilanti notati al principio ; quando 1’ o-perazione è prossima ad essere finita,l’acido nitrico che sviluppasi è ancoradecomposto in gas acido nitroso ed os-sigeno didi’ alta temperatura che ei pro-va; e questa è la cagione della secondaapparizione dei vapori rutilanti più mar-cati. (P.)

** Secondo Thenard, il rapporto frala densità dell’acido, e la quantità d aci-do reale che contiene, è il seguente: