Acino
con un buco N «li un pollice (37 milli-metri ) «li diametro ; all’ altra estremitàdella camera, due valvule ad acqua P,di 1 8 pollici (487 millimetri) quadrati,sono sormontale da due cammini di le-gno Q, alti così da' produrre una ra-pida corrente ; devono avere alme-no i 5 piedi (4 metri 87 centimetri )d’altezza. Disposta ogni cosa come si èdetto, chiuse la porta e le valvule, ac-cendesi il fuoco sotto il piatto, e quan-do questo è ben caldo ( a grado da po-ter infiammare sul momento un pugnodi zolfo gettatovi sopra) caricasi lo zol-fo ; ne occorrono 5 o chilogrammi perogni operazione. Contemporaneamenteriscaldasi un pallone R, il quale contiene4 chilogrammi, 5 oo grammi d’acido nitri-co, e 5 oo grammi di melassa mescolati in-sieme ; il gas nitroso che se ne svolgevien condotto, con un tubo, nell’ inter-no del cilindro di piombo a 2 piedi (65centimetri ) d’ altezza sopra lo zolfo incombustione; continuasi ad operare que-sto svolgimento fino a che le proporzio-ni indicate abbiano prodotto tutto il gasnitroso che possono dare ( dal residuo siestrae 1 ’ acido ossalico ). Circa due oredopo cominciata la combustione dellozolfo, apresi la chiave <1’ una caldaia avapore S, il cui tubo, che'entra nel mez-zo della camera, ha un pollice (27 milli-metri) di diametro, ed il suo orifizio Unella stanza è ridotto a 6 linee ( 13 mil-limetri ), acciocché il vapore n’ esca conpressione; questa iniezione deve continua-re fino a che siasi introdotto tutto il vapo-re necessario aH’assorbimento dell’ acido.
Questa quantità è di 5 o chilogrammiper ogni operazione : la superficie riscal-dante, che deve produrla, è di 5 piedi( 1 metro 69 centimetri) quadrali. Al-cuni minuti dopo l’introduzione del va-pore nella camera, si palesa nell’ inter-no una condensazione; allora couvie-
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ne sturare il foro N, fatto nella porla delcilindro, per dar ingresso all'aria ester-na. Quando l’iniezione del vapore è ter-minata ( la combustione dello zolfo e losvolgimento di gas nitroso devono esse-re già finiti un’ ora innanzi almeno), silascia formarsi la condensazione dei va-pori, tenendo tutto chiuso ; quando que-sta è finita, npresi la porta del cilindroe le due valvule affine di rinnovare l’arianell’ interno della camera più compiuta-mente che sia possibile, e si comincia un’altra operazione. Se ne possono fare finoa quattro in venti-quattr’ore, ma ciòè molto difficile in un lavoro continua-to ; è più facile farne tre, ed anzi è me-glio eseguirne due sole per otteneremaggior copia di prodotti, essere obbli-gati a minor vigilanza, e meno soggetti adinconvenienti. La condensazione è piùperfetta , ed i piombi della camera, pro-vando meno frequenti dilatazioni inegua-li, si guastano meno.
Tutto il fondo della camera dev’esse-re sempre coperto d’uno strato di liqui-do. Avendo esso un pendio di 18 centi-metri, questo strato VV ha in una estre-mità 22 centimetri d’altezza, e soltanto4 centimetri in un’altra: non devesi quin-di ritirare ciascun giorno che la quanti-tà che sorpassa questo livello. L’ acidoche si estrae in tal guisa giornalmente ,deve marcare presso a poco 4 °° Beau-mé ; si può fargli prendere un gradopiù forte, ed alcuni fabbricatori lo fannocon l’oggetto di risparmiare il com-bustibile necessario per la concentrazio-ne ; ma eglino ottengono minor quantitàd’acido, e se lo innalzarono nella stanzafino a 5 o o più gradi, a questo peso spe-cifico egli assorbe una parte del gas acidonitroso che è impossibile levargli con laconcentrazione ; questi inconvenienti sor-passano di gran lunga le spese di evapora-zione che si vorrebbero risparmiare.