l'lo Acido
miti senza colore : si da ingresso all’ ariaatmosferica, e l’acido rutilante vi appa-re; la reazione comincia di nuovo sechiudesi ancora la comunicazione conl’aria esterna ; mentre accade la conden-sazione dell’acido solforico, i gas conte-nuti nella camera divengono di bel nuo-vo bianchi e trasparenti , ed arrossa-no ancora all’istante in cui viene assor-bita l’aria. Dunque vi ebbe ogni voltatrasformazione del gas acido nitroso ingas deutossido d’azoto, per lo che i va-pori rutilanti sparivano, e parimenti ognivolta succedette la ricomposizione del-l’acido nitroso al momento del rientra-re dell’ aria, il che era indicato dallacomparsa del gas rosso ; dunque il gasdeutossido d’ azoto agisce in qualchemodo in questa operazione.
Ma l’acido nitroso forma parte dellacombinazione cristallizzata a stelle (Gay-Lussac ) : l’acido nitroso versato nell’a-cido solforico concentrato, vi si combi-na, e determina una cristallizzazione i-stantanea; l’acido nitroso è di più anchecombinato nell’acido solforico liquefatto ;dunque anche l’acido nitroso ha un’a-zione considerevole sull’acido solforico,sia che abbia concorso integralmente al-la sua formazione, o non siasi unito adesso che dopo la compiuta sua forma-zione. E' sempre importantissimo il co-noscere questa combinazione, e le cir-costanze che la favoriscono o distrug-gono, per cercare di svolgerne 1’ acidonitroso (a) : del resto è facile vederel’applicazione di questi varj principj nel-le diverse precauzioni da noi indicatequali mezzi di cansare gli ostacoli nelcorso d’una grande fabbricazione. (P.)
Acido solforoso. Quest’acido, la cui
(n) Un’azione troppo violenta dell’ ac-qua può spingere la decomposizione del-l’acido nitroso lino al protossido d’azoto.
Acido
conoscenza risala ai tempi più l imoli,fu prima indicato da Stalli, esaminatoda Priestley, od analizzato soltanto al-cuni anni sono da Gay-Lassac e lìer-zelius ; non trovasi formato in natura chemomentaneamente per la combustionedello zolfo, o delle piriti solforose neidintorni vulcanici.
Fabbricazione. Se adoperasi in ista-to gasoso , ottiensi direttamente sottoquesta forma dalla combustione dellozolfo alimentata dall’aria atmosferica. Po-trebbesi col mezzo d’una tromba aspi-rante e premente , o di un doppio ga-zometro ad altaleno (a), stabilire unacorrente che conducesse sullo zolfo laquantità d’ aria utile per bruciarlo com-piutamente, e far passare in seguito iprodotti di questa combustione a tra-verso l’acqua, le dissoluzioni, ec. In talguisa lo si otterrebbe condensato, e que-sto metodo sarebbe assai più economi-co di quello con cui oggidì ottiensi allostato liquido. Non essendo però le suecombinazioni ancora impiegate in quan-tità molto considerevoli, la economia nelprepararlo non sarebbe di molta impor-tanza. L’ acido solforico , come abbia-mo veduto, si fabbrica coll’ intermediodell’acido solforoso ; un chilogrammo dizolfo dà, con la sua combustione, 690litri di gas acido solforoso, ossia in peso1 chilogrammo 930 grammi, che posso-no venir condensati da 19 chilogrammidi acqua.
D’ ordinario fabbricasi l’acido solforo-so, che si vuol combinare all’acqua, oda qualsiasi altro agente, decomponendocol mezzo del calore 1’ acido solforicocol carbone di legna in polvere, o collesegature di legno.
(a) Tale disposizione può vedersi de-scritta e figurata all’articolo adurostiti**DEI TESSUTI DI COTOSE.