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Tomo I.
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Acqua

bisogna p. e. seguire il galleggiante in unbattello, ec.

De Parcieux immaginò una macchi-netta assai comoda per misurare la ve-locità d’uua corrente ; è questa una spe-cie di ruota a pale leggerissima, il cui as-se di rotazione appoggia su rotolettiche la rendono mobilissima ; si fanno im-mergere le pale inferiori nel liquido, el’acqua fa girare la ruota con una velo-cità che viene misurata da un numera-tore ; la comunicazione della ruota conesso si fa per un ingegno di ruote. Que-sti pezzi sono cotanto leggeri, gli attriticosì moderati, die si può considerar que-sta ruota come non ritardata da questecircostanze sensibilmente nei suoi movi-menti, quindi il numero dei giri dellaruota, in un tempo dato, fa conoscere lavelocità della corrente.

Alla parola corso daremo 1’ uso deltubo di Pitot, ed alle parole i.och, ampol-letta daremo una maniera di determi-nare la velocità d’un naviglio, manie-ra ugualmente applicabile anche all’og-getto di cui ci occupiamo. Da un luogoStabile gettasi sull’acqua un pezzo di le-gno savorrato ritenuto da una lenza ocordicella, avvolta sopra un mulinello ;questo corpo trascinato dalla velocità delliquido si allontana, e si ha attenzione dinon ritardarne il cammino ajutando losvolgimento della lenza. Sopra questacorda vi sono varii segni fatti a distanzeconvenute ; e quando si è veduto quan-ti di questi nodi passarono in un minu-to, dividesi questa lunghezza per 60 on-de avere il cammino percorso in un se-condo,

Alla parola dinamometro vedremo ilmezzo proposto da Regnier per calcola-re la forza di pressione d’una correntesopra una superficie data. Il qual meto-do è tanto migliore quanto che , comevedremo, si può servirsene per ritrova-

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re le pressioni a differenti profondità,provando l’esperienza che esse varianomolto fra loro.

Per lo più 1’ acqua, di cui cercasi lavelocità, non è tanto abbondante da ren-der necessario il ricorrere ai mezzi quiaddietro indicati, ma non è che un fi-letto d’acqua, un piccolo ruscello, unaangusta caduta all’uscire d’una doccia oil prodotto d’un piccolo sbocco. Bastain tal caso fare un sostegno con unatavola a varj fori, come si dirà alle pa-role effusione e scorrimento; oppureraccogliere il liquido in vasi di capacitàconosciuta, per giudicarne la quantitàscolata in un certo tempo.

Finalmente si può ancora misurare lapressione dell’acqua corrente servendosid’un manometro, come quando vuoisiconoscere la pressione d’una macchina avapore d’un mantice da fucina.

Passiamo adesso ad indicare le regoleproprie a dirigere la costruzione delle

RUOTE IDRAULICHE.

Per ottenere il maggior effetto possi-bile da una ruota verticale a pale senzagora, e mossa da una caduta d’ acqua,converrà regolare in tal modo la resi-stenza da vincersi che la velocità dellepale, misurata alla circonferenza esterio-re, sia alquanto minore della metà diquella dell’acqua ( i ~- Q ), e che il fluidocada sulle pale perpendicolarmente Que-sta forza non è capace di far rimontarealla stessa altezza che al più la metà delpeso dell’acqua discesa; ma è raro che1 ’ effetto equivalga un terzo di quest’ a-cqua. Conosciuta la velocità della ruotase ne deducono le dimensioni delle lan-terne e dei rocchetti che trasmettono ilmoto alle parti attive della macchina de-stinata col suo lavoro a produrre l’effet-to ricercato.

In una ruota verticale a cassette ,mossa dal solo peso dell’ acqua, quan-