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Tomo I.
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Acqua

Il colore (lei fango sul fondo del ba-cino della sorgente può anche offrire u-tili imlizj, poich’ è formato in gran par-te dall 1 acqua medesima. Si deve suppor-vi l 1 esistenza del ferro quando ha unatinta di ruggine ; il color nero dinotaordinariamente lo stesso metallo unito alsolfo. Le incrostazioni biancastre dipen-dono ordinariamente da un carbonatocalcareo. L’odore dell 1 acqua facilita an-ch’esso la conoscenza di alcuni tra i cor-pi eh 1 essa contiene ; 1’ odore d 1 uovai'racide manifesta la presenza di qualchecombinazione solforosa. Il sapore puòanche offrire a quelli che hanno acqui-stato qualche abitudine in tal genere,caratteri capaci di dar qualche lume ;certi sali di soda e di magnesia dannoall’ acqua l’amarezza, il ferro le co-munica un gusto stitico particolare, co-nosciuto sotto il nome di atramenlario ;1’ acido carbonico quando domina lascianella bocca un sapore piccante e addet-to che maschera tutti gli altri. Finalmen-te, è bene riconoscere il peso specificoper sapere se 1’ acqua è più o meno ca-ricata di sostanze solubili.

A questa prima investigazione ne se-gue un’ altra, che consiste nell’ assag-giare preliminarmente 1’ acqua con a- :genti chimici, che dinotano non solo lapresenza di un tale o tal altro corpo ,ma indicano in oltre approssimativa-mente il loro rapporto, e quest’ esamediviene della maggiore utilità per 1’ ope- :ratore che sa calcolare tutti i dati che si :presentano ; il che suppone eh’ egli nonsolo conosca anticipatamente quali sienoJ reattivi cui deve ricorrere per {scopri-re l esistenza d’una tale o tale altra mate-ria, ma ch’egli sappia in qualche manieraleggere negli effetti prodotti, e ricono-scere le cagioni che possono influire sid-le loro modificazioni. Tutto ciò non siacquista, com’ è fàcile a vedersi, che con

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una grande abitudine in tal genere disaggi, e in conseguenza è difficilissimoprescrivere qualche cosa di positivo aquesto riguardo. Noi non possiamo per-ciò stabilire che alcuni dati capaci a ser-vire di basi, insufficienti però in un grannumero di casi. Ecco come si procedeordinariamente in questi saggi.

Si comincia dall’ assicurarsi colla cartatinta di tornasole, o altrimenti, se l’acquache si esamina possegga veruno dei ca-ratteri di acidità o di alcalinità ; se contie-ne acido carbonico libero, come accadeassai spesso, allora la carta azzurra di tor-nasole diviene leggiermente rossa; ma es-posta al calore o semplicemente all’ariariprende il colore primitivo a proporzio-ne che l’acido si volatilizza. Se vuoisi a-cquislare una prova più certa della pre-senza di quest’acido, si riempie un ma-traccio di quest’acqua; vi si adatta, me-diante un sovero bene accomodato e lu-tato, un tubo a tre curvature, ugualmenteripieno della medesima acqua, e si mettein comunicazione con un barattolo rove-sciato sopra una tinozza piena di mercu-rio; si sottomette poscia l’acqua all’ebul-Iizione ; il gas acido carbonico e gli altrifluidi elastici che possono essere contenutiin quest’acqua si svolgono e si raccolgo-no nel barattolo. Seia presenza dell’idro-geno solforato non venne indicata dalfetido odore che lo caratterizza, questigas raccolti non possono essere che os-sigeno, azoto ed acido carbonico ; questosarà prontamente assorbito coll’agitazio-ne, se vi si introduce qualche frammen-to di potassa caustica. Se si fa l’espe-rimento in un tubo graduato si ricono-scerà la proporzione di quest’acido dalvolume che ne viene assorbito, tenendonota peraltro del volume o del peso del-l’acqua adopratasi. Lo stesso dicasi del-l’azoto e dell’ossigeno contenuti, che for-mano l’uno e l’altro il residuo su cui la