Band 
Tomo I.
Seite
196
JPEG-Download
 

t qC Acqpa

potassa non ebbe alcuna azione. A taleoggetto si fa passare una quantità deter-minata di questo residuo in un tulio ri-curvo nel quale s’introduce qualche pic-colo frammento di fosforo ; questo si ri-scalda mediante una lampada a spiritodi vino , il fosforo brucia, assorbe inte-ramente l’ossigeno e rimane l’azoto deltutto isolato.

Quanto all’idrogeno solforato, la suapresenza è bastantemente dimostrata dal-l’odore che gli è proprio ; tuttavia si puòassiemarsene maggiormente col mezzodelle soluzioni di piombo e d’argento ,che danno un precipitato nero quandose ne versano alcune goccie nel liquido.S’impiegano a preferenza alcune carteimpregnate di queste soluzioni.

Se si volesse determinare in manie-ra precisa la quantità d’ idrogeno solfo-rato, bisognerebbe aver riguardo allo sta-to in cui esso si trova, se libero cioè ocombinato , oppur anche libero in partee in parte combinato, per cui il metodod’analisi devesi modificare secondo lecircostanze.

Per determinare la proporzione d’i-drogeno solforato contenuto in un’acqua,alcuni prescrivono di sottometterla all’e-bullizione, e di far passare il gas attra-verso una soluzione di acetato acido dipiombo o di rame. 11 solfuro metallico chesi produce manifesta col suo peso la quan-tità dello zolfo, e quindi del gas idroge-no solforato assorbito; ma questo me-todo non è esatto, fuorché nel caso incui tutto l’idrogeno solforato sia libero,poiché si sa che coll’ ebollizione gl’ idro-solfati perdono una porzione del loro a-cido, il quale passa e si confonde coll’ al-tro libero. Questo metodo è applicabilesoltanto allorché vuoisi conoscere la quan-tità totale d’idrogeno solforato comun-que esso esista nell'acqua «he si esamina,pel qual caso bisognerebbe anche aggiun-

Acqua

gere un poco di acido solforico o muria-tico, per determinare la compiuta decom-posizione degl’ idrosolfati. Ma se vuoisidistinguere l’idrogeno solforato libero daquello eh’è combinalo, bisogna seguireun altro metodo. Chevreul consiglia , aquest’ oggetto, di far passare un peso de-terminato dell’ acqua che vuoisi analizza-re, in un tubo ripieno di mercurio, permodo che il tubo sia mezzo riempito diacqua e mezzo di mercurio. Si agita ditratto in tratto ; il solfo si porta sul me-tallo e l’idrogeno diviene libero. Dallamisura di questo gas si desume la quan-tità dell’idrogeno solforato che lo ha for-nito. Quest’operazione non devesi riguar-dare come compita se non quando l’acquadopo un lungo soggiorno sul mercurio,non è più capace di annerirlo, agitando-la nuovamente con esso. Tutto l’acidoidrosolforico divenuto libero essendo pertal modo separato, si assaggia l’acquacon una soluzione di piombo, d’argentoo di rame, e se ottiensi tuttavia un pre-cipitato nero , ella è prova certa checontiene un’ idrosolfato. Di questo si ri-conosce la proporzione col versare unleggiero eccesso di acetato acido di rame,raccogliendo e pesando esattamente ilprecipitato formatosi. Chevreul impiegaili preferenza una corrente di cloro , ilquale converte in acido solforico il solfodell’idrogeno solforato; egli poi .deter-mina, col mezzo del muriato di barite, lacjuantità di acido solforico formalo, e inconseguenza quella del solfo e quella del-l’idrogeno solforato ch’essa rappresenta-V’ha in oltre ancor una sostanza ga-sosa che trovasi talvolta, ma bensì di ra-do, disciolta in certe acque nei siti vulca-nici ; quest’ è 1’ acido solforoso. Quelleche ne contengono sono caratterizzateda un’ acidità manifesta e da un leggieroodore di zolfo in combustione. Se noncontengono acido solforico nè solfati, cs-