Acqua
Auliscono quest’altra metà della sfera so-pra un cerchio di ghisa i . (V. Fig. 2e/,.)
Tutt’ i pezzi onde abbiamo parlato,sono raccomandati ad un lelajo di ghisacomposto di due parti simili a', riunite dapezzi di ghisa v\ che sono fusi con essi, eda cavicchie orizzontali x che hanno leloro estremità a vite, e sono munite digalletti y . Questo telaio porta i guancia-letti %' dell’albero II. Le quattro colon-ne inclinate a" sono montate ciascunasovra una base attraversata da due vitiche assoggettano la macchina sopra ungrande pancone di ghisa o di legno.
Quando vuoisi far uso della macchi-na, si riempie il vaso C della soluzionesalina componente la base dell 1 acquache vuoisi preparare. Si gettano nel re-cipiente A le sostanze dalla cui decom-posizione deve ottenersi il gas acido car-bonico ; e vi si versa il liquido che de-ve operare questa decomposizione. Ilgas svolgendosi , solleva il gasometroi>, il quale si equilibra con una cate-na che passa sopra una puleggia, e por-ta un peso alla sua estremità. Un agita-tore c serve a smuovere il miscuglioper facilitare lo sviluppo del gas.
Preparate così queste due parti, si faagire la tromba girando il volante, e siaprono i due rubinetti ii quanto ba-sta, come l 1 esperienza fa tosto compren-dere dall’esame di una o due bottigliedi acqua che si ricava. Se la si giudicabastantemente gasosa, s’incomincia dalriempir le bottiglie , e si regola definiti-vamente l’apertura dei robinetti «, inmaniera che il tempo necessario per riem-pire una bottiglia, basti a condurre unastessa quantità di liquido saturato nelcondensatore. Con questo mezzo si sta-bilisce la continuità , e si possono collo-care tante bottiglie quante se ne possonoriempire, il numero delle quali varia se-
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condo l’abilità dell’operatore, • può es-sere di i 5 o a 200 all’ora.
L’operatore incaricato di riempir, lebottiglie, pone la coda dell’altaleno ii frale sue gambe, e fa abbassare l’altra estre-mità di questa leva finché possa intro-durre il piccolo tubo f nel collo dellabottiglia. Allora pone il fondo di que-sta bottiglia in una piccola cavità dellaleva n destinata a riceverlo, e appog-giando sulla coda della leva , l’operaiacomprime l’orificio della bottiglia control’anello le a fine di chiuderla : in seguitogirando la leva d del rubinetto la valva-la c si apre, e il liquido si precipita nel-la bottiglia. L’aria atmosferica di cuiquesto vaso è riempito si opporrebbeall’introduzione del liquido, se l’operaionon aprisse di tempo in tempo , con al-cuni movimenti della leva n, l’orificiodella bottiglia. Tosto eh’ è piena , eglichiude il rubinetto, ritrae prontamentela bottiglia, e vi caccia a forza il soverodestinato a chiuderla. Quest’operazionedeve eseguirsi colla maggiore prontezza,altrimenti il gas scapperebbe, e l’acquanon sarebbe più caricata come prima.
Le bottiglie si rompono talvolta, pelche l’operaio deve avere in mano unguanto fortissimo; il suo viso dev’esserevestilo di una maschera da scherma edun grembiale di cuojo deve coprirlo dalcollo fino ai piedi. Finalmente egli porràla corazza in maniera di guarentire tuttoil suo corpo ; poiché l’esplosione è so-vente sì forte ché le scheggie di vetropotrebbero tagliare gli abiti e penetrare atraverso. Ciò accade anche nell’atto chesi otturano le bottiglie, per legarie, oquand| se ne immerge il collo nella rè-sina. '
Le %. 5 e 6 rappresentano una pic-cola macchina che si adopera per legareil turaccUo delle bottiglie. Essa è coni-posta di forte pezzo di legno 1 ; sòl