Band 
Tomo I.
Seite
216
JPEG-Download
 

a 16 Acqua

re, che comunicano un cattivo Japore algas acido carbonico. Quando adoprasil’acido solforico per isvolgere il gas daicarbonati bisogna adoperare un carbona-to terroso , e rinnovare con agitatori lesuperficie ; altrimenti la porzione di sol-fato di calce che si depone per la sua in-solubilità, inviluppa ben presto il carbo-nato non ancora attaccato, e impedisceche l’acido solforico possa penetrare piùoltre. Ora si preferisce l’acido muriatico,che non ha questo inconveniente poichéil miniato di calce che si produce essen-do solubilissimo il carbonato resta semprescoperto e si può adoperare anche il mar-mo più compatto. L’uso di quest’acidodomanda alcune precauzioni perchè es-sendo molto espansibile, l’acido carboni-co ne trae seco un poco, e perchè con-tiene ordinariamente acido solforoso chesi svolge nel tempo istesso. E 1 mestieroadunque necessariamente per purificarequest’acido carbonico, lavarlo in una so-luzione alcalina di sotto-carbonato di so-da o di potassa, prima di metterlo a con-tatto coll’acqua. Nello stabilimento al GrosCaillou si ha pure la precauzione di mol-tiplicare i fiaschi di lavacro e far percor-rere al gas tubi di vetro lunghi molti me-tri, i quali di distanza in distanza termi-nano in palloni ove i vapori si conden-sano. L’acido carbonico non arriva nelgasometro che dopo essersi spogliato nelsuo cammino di tutti i principj stranieri.

Molti pensano che le acque natural-mente caricate di acido carbonico lo ri-tengano con più tenacità di quelle pre-parate artificialmente, e si pretende checiò dipenda da un grado più intimo dicombinazione. Non so che questa opi-nione sia stata confermata dall’esperien-za, ma se fosse realmente vera, sareb-be possibile d’ovviare questo inconve-niente lasciando l’acqua sottomessa piùa lungo al contatto del gas compresso e

Acqua

posto in moto ; quest’ è l’opinione diHenry e di alcuni altri dotti che hannoosservato a tal riguardo differenze im-portanti fra le acque gasose preparate inun tale o tal altro stabilimento. Del restoquesta maggiore tenacità dell’acido car-bonico potrebbe dipendere dall’azionedelle sostanze che lo accompagnano nel-la stessa dissoluzione più tosto che dal-l’affinità particolare dell’acqua.

Allorché- le acque minerali che si vo-gliono comporre debbono contenere ol-tre l’acido carbonico alcune altre materiee particolarmente alcuni sali, questi si di-sciolgono prima nelle proporzioni conve-nienti nell’ acqua destinata a questa pre-parazione, poi si aggiunge il gas alla ma-niera ordinaria ; ma, per le sostanze unpoco attive, è bene farne la soluzionea parte e versarne in ciascuna bottigliala quantità necessaria. Quest’operazionesi effettua esattissimaraente mediante untubo graduato; diversamente non vi èmai la certezza di una dose regolare. Ilprofessore Henry fa seguire questo me-todo alla farmacia centrale, e lo racco-manda come il più vantaggioso chepossa adottarsi. Nondimeno, vi sono cer-ti corpi poco solubili che hanno biso-gno per entrare in combinazione coll’ a-cqua acidulata di essere sottoposti all’ in-fluenza della compressione e di un’agi-tazione continuata ; i carbonati a basi ter-rose o metalliche sono di questo nume-ro. Così è meglio, in tal caso stemperarlinell’acqua prima di acidularla. Dobbia-mo anche osservare, riguardo a questiultimi sali, che la soluzione si fa moltopiù rapidamente quando si prendono allostato d’idrati. Con tal mezzo Henrypervenne a disciogliere assai prontamen-te grandi quantità di carbonato di magne-sia; ecco com’egli opera. In una soluzio-ne molto allungata di solfato di magnesiapura egli aggiunge una quantità convtt-