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Tomo I.
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Acqua

niente di dissoluzione di carbonato dipotassa ugualmente allitngatissima, Laprecipitazione dev 1 essere operata a cal-do; si lascia deporre, si decanta, si lavaquanto volte abbisogna , poi si mette ildeposito di carbonato di magnesia a sgoc-ciolare sopra una tela. Affine di conoscereil peso reale di magnesia che contienequest'’ idrato, se ne prende una porzione,e la si fa diseccare in un crogiuolo. Fi-nalmente s’introduce una quantità deter-minata di quest’ idrato in una botte dicapacità conosciuta, ripiena di acqua pu-ra. Si satura il miscuglio di acido carboni-co, facendo arrivare il gas poco a poco eagitando sovente. L’ acqua preparata intal guisa contiene circa 4 granarne di bi-carbonato di magnesia.

Si potrebbe seguire lo stesso metodoper le acque ferruginose. Ma bisognereb-be mantenere il ferro allo stato di pro-tossido, senza di che cesserebbe di esseresolubile. Sarebbe adunque necessario chela preparazione del carbonato idrato diferro si facesse fuori del contatto dell’aria,il che offrirebbe molle difficoltà. Per ciòalcuni fabbricatori preferiscono por l’a-cqua gazosa a contatto con limatura diferro ; essi ottengono così coll’agitazione,e col soggiorno prolungato una soluzionedi cui possono determinare esattamentele proporzioni ; poi versano in ciascunabottiglia una eguale quantità di questa so-luzione feltrata, e riempiono le bottigliecoll’acqua salina gasosa appropriata allaspecie di acqua minerale propostasi d’i-mitare (R. )

Non vogliamo lasciare quest’ argo-mento senza accennare un nuovo parti-to che credè poter trarre dalle acque mi-nerali che hanno un certo grado di calo-re i il sig. ingegnere Giappclli di Padova ,facendola servire a riscaldare vasi im-mersivi per distillare o altri simili usi.Benché in generale il calore di quest’ a-

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equa, non passi i 6 o a 70 gradi R. («),pure crediamo potersi trarre partito daquesta temperatura, specialmente abitan-do la sua azione coi mezzi che suggeri-sce la Fisica per promuovere la evapo-razione , vale a dire con un agitazionemeccanica che moltiplica la superficie delliquido, o con una corrente d’ aria fattapassare sopra o, meglio, attraverso il li-quido stesso. Con uno di tali ajuti cre-diamo che un calore di 65 gradi sareb-be più che bastante per far evapora-re prontamente e distillare alcuni liqui-di. * ( G. M. )

ACQUERELLO. Specie di disegnocon colori molto adequati, che alquantosomiglia alla miniatura. Bisogna che i co-lori sieno trasparenti, e senza densi-tà, quindi per questo genere di pitturascelgonsi i colori che hanno meno cor-po, ovvero lo si toglie a quelli che l’han-no stemperandoli in conveniente quan-tità d’ acqua chiara ; decanlansi piùvolte i lavacri, che in tal guisa per-dono le parti coloranti più grossolane,nè ritengono che le più fine, e più pro-prie all’ acquerello; le,tinte estratte daifiori non hanno spessezza, e sono altis-sime a tal uso. I petali azzurri dell’iridedanno una fecola verde, ma men bella diquella che si estrae dalle bacche maturedel prugnolo, o susinVj selvatico, e che di-cesi verde di-vescica. Le bacche d’ebulodanno un colore violetto che si cangia inazzurro con l’aggiunta deU’aflume. Variealtre bacche danno succili coloriti. Talisono le uve spine, le ciliegie, i lamponi, isemi di lobbia, le more e le bacche delsovero ; adopransi anche le decozioni deilegni di fernambucco e di campeggio. Rpittor d’ acquerello fa il giallo con gom-

(a) Le acque di Abauu, di cui servissi ilGiappelli |>cr far vani esperimenti hanno latemperatura di 64 a gradi. (G. M.),

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