Band 
Tomo I.
Seite
218
JPEG-Download
 

a 18 Acqueremo

ma gotta ed acqua ; prepara il cremisicon carminio macinato con una leggierasoluzione di gomma arabica; il color diacqua, col verdetto unito al cremore ditartaro ; l’azzurro con l’indaco e l’allume,o coll’azzurro di Berlino ; il castagno conla decozione di radici di tormentilla; edil nero, aggiungendo a questa, solfato diferro, o stemperandovi l’inchiostro dellaChina. Tutt’ i suchi dei quali abbiamoparlato, possono ridursi in bastoncini, conl’aggiungervi, nel farli bollire, un poca dicolla di pesce, lasciandoli poscia seccarein istampi di cartone, unti prima conburro, o altro grasso ; la colla darà lo-ro una consistenza simile a quella del-l ’inchiostro della China , e si potrà ser-virsene nella stessa maniera. (L. )

** La carta da usarsi in questo generedi pittura dev’ essere carta d’Olanda , ovelina ben preparata con colla. Convienestenderla bagnata sopra una tavola moltoliscia, attaccandovelà pegli orli con colladi farina, stendendola bene, poscia lasciar-la asciugare senza fuoco, nè sole, perchènon si stacchi in qualche parte; così fa-cendo la carta resterà molto tesa, altri-menti si correrebbe rischio di vederla re-star raggrinzata, principalmente ove oc-corressero tinte per ispazi alquanto este-si • SI deve aver attenzione di non la-sciar asciugare le tinte che si adopranosenza stenderle, o come si dice sfumar -le , con un pennello pulito grosso, ed icui peli si riuniscano in punta; comune-mente sogliono porsi sullo stesso manicodue pennelli, l’uno dei quali sempre im-pregnato d’ acqua serve a sfumare.

Alcuni artisti, per fare i loro studj inquesto genere, non adoprarono che tin-te leggere, ma da alcuni anni si accrebbetalmente la loro vivacità, che molti acqua-relli si accostano alla forza dei quadri adolio. Queste si ottengono o dando moltetinte sovrapposte, o adoperandole a di-

AcQciDoecio

rittura d’una certa forza. Il disegno sullacarta dee farsi con inchiostro della Chi-na e non con quello comune, essendoquest’ ultimo soggetto a sciogliersi dal-1’ acquerello. * ( G. M. )

* ACQUE SERRATE. Diconsi daimarinaj le acque rapprese dal gelo.

ACQUIDOCCIO, fabbricato costruitodi pietra sopra un terreno ineguale, cheha per oggetto di condurre l’acqua d’unluogo in un altro; questo liquido è rice-vuto in un canaletto ove scorre libera-mente in una direzione quasi orizzontale.

Si fanno due sorta d’ acquidocci, gliuni apparenti , gli altri sotterranei. I pri-mi sono piantati a traverso le valli e lefrane , per condurre 1’ acqua dalla cimad’una montagna, a quella d’un altra op-posta , o farla scorrere sopra il livellod’ un fiume di cui 1’ acquidoccio taglia ilcorso. Si costruisce a guisa di grosse mu-raglie alzate sopra il suolo quanto occorreperchè l’alto di esse arrivi alle due som-mità che si vogliono unire ; si fora que-sto muro con arcate destinate a sostene-re la massa , all’ incirca siccome gli ar-chi sostengono un ponte che attraversauna riviera. Il rigagnolo che conduce l’a-cqua è scavato lungo la parte superiore,l’acqua vi scorre a cielo scoperto, a meno•che non vogliasi ricoprirla per guaren-tirla dall’ azione del sole. Lungo gli orlidel rigagnolo, v 'hanno alcune banchette, evi si fanno anche parapetti perchè si pos-sa percorrerle senza pericolo ; alcune sca-le fattevi nella grossezza dei pilastri, sei>vono di comunicazione per costruire, visi-tare, ed accomodare 1’ edilìzio.

Gli antichi ci lasciarono varj acqui-docci che destano ancora ammirazione ;quelli di Roma conducevano in questacittà masse d’acqua considerevoli che ve-nivano da 5o, e fino da ioo miglia lon-tano ; varj di questi monumenti sono tut-tavia adoperati allo stesso uso, bastano al