nt\n Affinamento
tassa caustica e nitro, e attraggono forte-mente F umidità atmosferica ; esse con-tengono inoltre ossidi di rame, di stagno,e talvolta anche di piombo e di ferro ; visi trova anche un poco d’oro combinatocon argento. Si mettono a parte tuttequeste scorie, e quando se ne raccolse inquantità bastante, si fondono con polveredi carbone, e si sottomette la lega che sene ottiene alla coppellatone.
La lega <F oro e d’ argento così otte-nuta si fonde di nuovo e si riduce ingranaglia colandola fusa in un tino di a-cqua, al fondo della quale siasi posto unbanano di rame. Si divide a questo modoil metallo per fargli presentare una mag-gior superficie e facilitarne la dissolu-zione ; perciò si procura d’ ottenere lagranaglia più leggiera e più schiacciatache si può, al quale oggetto si versa ilmetallo nell’ acqua da una certa altezzae con un getto il più sottile e continuo.Si toglie la granaglia dal bacino e si di-secca al fuoco. La si distribuisce posciain matracci a fondo piatto, oppure inbottiglie di gres od in vasi di platino ,che si pongono sopra una specie di for-nello a galera. Si versano, in ciascun va-so, due o tre parti di acido nitrico pu-rissimo a 3o od a 35°; si riscalda leg-germente per facilitare l’azione: bento-sto si opera la dissoluzione dell’argento,decomponendosi l’acido nitrico e svol-gendosi gas nitroso. Finita F efferve-scenza, si decanta il liquido, e si ver-sa sulla materia rimasta piccola quan-tità dello stesso acido; si riscalda mag-giormente anche fino all’ ebollizione ; sidecanta, e si versa ancor una piccolaporzione di acido più concentrato e sifa bollire. L’argento trovasi allora com-piutamente disciolto, e l’orò resta al fon-do dei vasi, sotto forma d’ una polvereo di piccole masse brune giallastre. Silava esattamente Foro e si riunisce in
Affinamento
crogiuoli ove si fa fondere aggiungen-dovi un poco di nitro; questo chiamasioro di spartimento. Per ottenere l’argen-to contenuto nelle dissoluzioni, le si ver-sano in gran vasi di gres, e vi s’immer-gono alcune piastre di rame rosso: il]ra-me si sostituisce all’ argento e questo sidepone sotto forma d’una spuma cristal-lina più o meno compatta, secondo laconcentrazione del liquido. Per giudica-re se la separazione dell’ argento è com-pita, si versano alcune goccie di una so-luzione di sai marino in ima piccola por-zione del liquore. Se questo non s’in-torbida menomamente, tutto F argenton’ è separato; allora si lava il precipita-to detto impropriamente calce d’ argen-to, finché le acque del lavacro non di-vengano più azzurre coll’ aggiunta del-F ammoniaca. Si fonde F argento preci-pitato con un miscuglio di sei parti dinitro ed una di borrace. Quando la fusio-ne del metallo è tranquilla, si cola in unapretella unta di sego ; raffreddatasi la ver-ga s’immerge nell’ acqua per separarvile parti saline che vi fossero restate ade-renti.
L’argento così ottenuto, se l’opera-zione venne eseguita con diligenza, puòservire di nuovo all’inquartazione: nonè peraltro purissimo, e contiene ancoraalcuni atomi di rame, dal quali si spo-glia assoggettandolo alla coppellatone.
La precipitazione dell’ argento colmezzo del rame dura un tempo più ameno lungo secondo la quantità del' li-quore su cui si opera, il suo grado diconcentrazione, F estehsione delle piastredi rame e la temperatura dell’atmosfera.Allorché si agisce su masse molto cònsi-(lerevoli, si può trar vantaggio dalle so-luzioni di rame; ina siccome contengo-no grande quantità di acqua, bisognaprima di tutto evaporarle in vasi apertiin bacini di rame o meglio anche di pia-