Band 
Tomo I.
Seite
256
JPEG-Download
 

256 Ano

facciata in C, pongonsi 5 a 6000 filiben fitti e stivati; ponesi il ruotolo ofascette L M che ne risulta sopra un ban-co piatto, fig. 9, coperto d’una piastra dighisa D E, la quale porta due incavi pro-fondi abbastanza per ricevere i due a-nelfi del ruotolo, o pure due incavi daparte a parte come la piastra D E, fig. 7,e sopra lo stesso ruotolo si pone un’al-tra piastra di ferro forata da parte aparte F, che vedesi sopra una maggiorscala nella fig. 8.: si procura che i dueanelli si trovino ne’ luoghi dove sonogl’ incavi delle piastre, e facendo andareinnanzi e indietro cinque sei volte la pia-stra superiore, che appoggia con forza sulfascelto e lo fa così girare sovra sè me-desimo, tutti i fili si raddrizzano perfet-tamente e quasi in un batter d’occhio.La costruzione della macchina rappre-sentala dalla fig. 9 è facile a concepirsi.

E' dessa un pancone in forma di ta-volo di cui L M è il disopra ; la piastradi ghisa D E vi è solidamente attaccata,ed incassata. Sopra il tavolo, che lafig. 7 mostra in piano, alzansi due rit-ti C H .per sostenere la traversa A A ,che è ritenuta in due intagli o forchettefatte in alte dei ritti C li. Questa tra-versa A A entra esattamente in un inta-glio fatto nel pezzo N, al punto N ove èritenuta da una forte cavicchia che ilmoto orizzontale comunicato alla traver-sa A A trascina in pari tempo il pezzoN. Abbasso di questo è attaccala, nelmodo indicato dalia figura, la piastra Fveduta sotto maggiore scala nella fig. 8.

Quando 1 ’ operajo vuol introdurre il.ruotolo B, che si vede in grande ( fig. 6 ),solleva, col mezzo di due catene I R( fig. 9 ) e del braccio di levt» G O, ilpezzo Neh traversa ; nè ha che tirarein basso la catena I ; e quando ha collo-cate convenientemente il ruotolo in guisache i due anelli entrino nelle scanalature

Ago

della piastra D E, lascia ricadere N p etmodo che gli stessi anelli entrino negliintagli passati da parte a parte della altrapiastra F ; allora prende una delle brac-cia sporgenti della traversa A, la tira ela spinge orizzontalmente per eseguire,come dicemmo, il raddrizzamento dei fili.

Questi fili così drizzati, vengono por-tati agli arrotini ; comunemente si hannotrenta mole distribuite nei due piani d’unmulino ad acqua, e condotte da una stes-sa ruota idraulica ; queste mole hannocinque decimetri di diametro e dodici otredici centimetri di grossezza ; sonodi un gres quarzoso di color grigio tra-ente al bianco, d’una granitura brillantee di dimezza media. Siecome queste mo-le girano con molla celerità e sono sog-gette a spezzarsi, ad oggetto di guareivtire l’operajo dagli accidenti che •potreb-bero derivarne, copresi la parte anterio-re di queste mole con una forte lastra diferro alla metà della quale si è fatta unaapertura di due decimetri di lunghezza ,e poco più larga della grossezza dellemole.

L’ operajo seduto dinanzi alla mola ,prende fra il pollice e 1’ indice della suamano destra, cinquanta o sessanta fili, epresenta una delle loro cime sulla mola ;coll’ ajuto d’ un grosso pezzo di cuojo ,detto ditale, che copre il suo pollice, edil cui profilo vedesi in A ( fig- i o ) edil piano in B, l’operajo preme su questifili, li dispone lungo il suo dito indice ,cd imprime loro un molo di rotazionesopra sè medesimi, molo indispensabileper formare le punte coniche. Questaoperazione chiamasi sgrossatura.

Il lavoro che abbiamo descritto deefarsi a secco , mentre se si facesse usod’acqua, le punte degli aghi ne verrebbe-ro prontamente ossidate. Da lungo tem-po aveasi osservate che la polvere pro-dotta dall’operazione di appuntare g“