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Tomo I.
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Alberare

1’ abete del nord, scelto accuratamente,avendo questo molto più nervo ed elasti-cità degli abeti delle nostre foreste , ilcui fusto d’ altronde non è grosso abba-stanza.

Nel primo volume degli Annali delleArti e Manifatture di Parigi , leggesi cheun capitano inglese , Packenham, avendoosservato che gli sconcerti più diffici-li a riparare nei paraggi lontani, ovemancasi di provvigioni marittime, sonoquelli che prova in un combattimento laparte degli alberi che trovasi tra il pontee gli alberi di gabbia , propose un mododi costruzione che, ove fosse adottato, ri-medierebbe all’ inconveniente da lui fattoosservare.

Questa maniera di alberare consistenel lavorare il piede degli alberi in guisadi poter, occorrendo, farne la testa, sen-za nulla cangiare alle lor proporzioniattuali. Nei vascelli di linea i piedi deglialberi hanno comunemente un diametromaggiore di g pollici di quel della testa :da ciò ne viene che facendo alcuni inta-gli per adattarvi le barre maestre dellegabbie , gli alberi formeranno i loro gio-stratori o frasche , dacché ne risulteran-no molte disposizioni vantaggiose facilia concepirsi.

Siccome i vascelli di linea, e princi-palmente quelli a tre ponti, seppellisco-no un terzo dei loro bassi alberi, è evi-dente che se le palle di cannone hannodanneggiato il terzo superiore rovescian-do l’albero, e ponendone il piede nellegabbie, si può servirsene come prima.Questa manovra non presenta difficol-tà, ed in islato tranquillo può farsi inmare, ciò che risparmia gran perdita ditempo.

I danni che trovansi disotto il pontesuperiore non espongono ad alcun disca-pito la solidità dell’ albero , giacché sipuò fortificarlo ad ogni ponte con biet-

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te ; quelli che sono disopra, essendo gra-vi, possono porre in pericolo la forzadell’ albero ; allora si ha il riparo diimbiettarlo e rendergli tutta la soliditànecessaria. Questo metodo, che sembraessere stato adottato in Inghilterra , èapplicabile non solo ai vascelli di linea,ma anche a qualunque bastimento mer-cantile od altro, la cui cima dell’ alberofosse stata danneggiata.

Il capitano Bolton, parimenti della ma-rina reale inglese , propose un altro mez-zo di riparare agli accidenti indicati, cioèdi impiegare due alberi di fortuna di-sposti in modo particolare. Ei supponeche il grand’albero sia spezzato al ter-zo della sua altezza sopra il ponte ; suquesto ponte sono consolidate due goleove sono piantati due alberi ai lati delgrand’ albero spezzato, i quali sono le-gati da due teste di moro di riserva, ca-lettate in un quadrato che si è scavatonel loro centro ; una testa di moro dirinforzo, mobile sugli alberi aggiunti, liriunisce ; le parti superiori di questisono legate alla gran gabbia, da bar-re-maestre. Il piede dell’ albero di gab-bia attraversa la testa di moro, che riu-nisce le cime dei due alberi, passa pari-menti a traverso della gran gabbia, epoggia sulla testa di moro mobile cheabbiamo accennata ; a talché 1’ albero digabbia può innalzarsi quanto si vuole,come pure l’albero di parrocchetto pian-tatovi sopra. Così il grand’albero trova-si sostituito dai due laterali che diconsidi fortuna. (E.M.)

ALBERATURA, vale tutti gli alberiche sono in una nave. Essi sono d’abetee portano le vele ; ve ne hanno di gran-di e piccioli, secondo la portata dei ba-stimenti, e lo spazio che vi occupano.Gli alberi d’ un piccolo bastimento sonofatti di un sol pezzo, ma quelli d’ unvascello d’ alto bordo sono composti di