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gialla, spezzabile come il corno, e tra-sparente al pari eli esso. Falla bollire al-cune ore nell’acqua si ammollì, e diven-ne bianca ed opaca come se fosse stalaappena coagulata.
Tutte queste proprietà singolari, la-sciano sperare die si possa trarne qual-che vantaggio, e fanno desiderare chetale sostanza sia diligentemente studiatasotto il rapporto delle applicazioni chefar si possono di essa alle arti oltre aquelle indicate. * (G.M.)
Per tutte le chiarificazioni fatte supiccole quantità adoprasi l’albumina del-P uovo ; ma quando si tratta di agire sugrandi masse, come nelle raffinerie dizucchero, si adopera il siero del sangue dibue, quando si può averlo freschissimo,poiché diversamente potrebbe comuni-care allo zucchero un gusto disaggra-devole.
In fine, si adopra l’albumina comeun eccellente conglutinalivo. Nei labo-ratori, si ricuoprono sovente i luti de-gli apparecchi con piccole fascie di telaimpregnate in un miscuglio di calce vivain polvere e di bianco d’ uovo. Questaspecie di mastice rende i luti impermea-bili ai gas più sottili. Adoprasi una pre-parazione analoga per attaccare la por-cellana ed il vetro. (R.)
ALBURNO. Questo è il nome dato aquel legno imperfetto, più pallido e me-no denso del cuore ,che trovasi immedia-tamente sotto la corteccia degli alberi: es-so è composto di strati concentrici cheindicano gli anni della pianta; i suoi vasisono larghi, la sua tessitura floscia, ed ilsuo peso specifico minore di quello delcuore ( V, ai.ee ho ).
Ogni qual volta vogliansi adoperarelegni forti e duri, e che lungo tempo sus-sistano , l’alburno dev’essere rigettato,mentre e quello che viene principalmenteattaccato dagli insetti perciò non si tra-
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scura di toglierlo ai legni che si destinanoa fabbricare, ai lavori da legnaiuolo, allecostruzioni navali,ec. ; il che cagiona per-dite notabilissime, mentre in tal guisa lagrossezza del legno trovasi ridotta a’ trequarti, od anco ai due terzi.Si cercò evi-tare queste perdite, ed è in oggi ricono-sciuto che lo scortecciamento presenta ta-le vantaggio. Dai belli sperimenti di Buf-fon risulta che le quercie vigorose di 5 a6piedi di circonferenza, e di 3 o a /}o d’al-tezza, dell’età di circa 70 anni, olle qua-li aveva egli fatto levar la corteccia , la-sciandole poscia abbandonate, si eranosingolarmente indurite. Spogliate di cor-teccia dal piede vicino al suolo Uno allacima del fusto , erano esse tutto mortenello spazio di 1 a 3 anni; la scure po-teva allora a fatica intaccarle, e l'alburnoera divenuto secco e denso , mentre in-vece il cuore era umido e pieno di sugo.Si fecero alcuni tentativi per romperequeste travi, dai quali si conobbe chepresentavano resistenza molto maggiorodi altre qucrcie che non erano state spo-gliate della loro corteccia,e l’età e grossez-za delle quali erano le medesime: quantopiù a lungo l’albero era sopravvissuto atale operazione, tanto migliore era la suaqualità.
Buffon assoggettò a molte prove variitravicelli d’ alburno d’ un pollice in qua-drato di grossezza, e lunghi 3 piedi ; ri-conobbe che quelli che aveva fatti di le-gni scortecciati non si ruppero che conun carico di 378 libbre, laddove altrid’alburno comune, e delle medesime di-mensioni , non potevano sostenere che348 libbre. I travicelli di cuore di quer-cia non iscorlecciata non sostenevanoche 2 56 libbre.
K 1 quindi provato che il legno scortec-cialo, e diseccato sul suo ceppo , è piùpesante e molto più forte di quello che haconservata la sua corteccia, ed anzi, che