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1’ alburno del primo resiste più del cuo-re dell'ultimo ; la parte esterna dell'albe-ro è la più dura e più resistente, il che ècontrario a quanto d' ordinario si osserva,poiché verso la circonferenza dell’alberoil legno è meno denso, più leggiero epiù pallido che verso il centro.
Questo induramento dell’ alburno è1’ effetto dell’ accumulazione del sugo ;quello che rifluiva dalla parte superiorenelle radici, si arresta e diviene legnoso.Siccome questo legno è la parte più poro-sa dell’albero,attrae un succo più abbon-dante, che a poco a poco passa allo statoconcreto, ingorga, riempie i canali di cir-colazione, e cangia l’alburno in legno per-fetto dopo un tempo tanto più cortoquanto più il suolo è fecondo.
Tali esperienze, ripetute in varii pae-si , diedero sempre i medesimi risul-tamenli : quindi sui fatti non v 1 ha om-bra di dubbio, e sarebbe assai van-taggioso che lo scortecciamento venisseammesso nel taglio dei boschi per tuttigli alberi d’alto fusto che si voglion ta-gliare. L’operazione si eseguisce col ron-cone, ed è facilissima quando 1’ albero èin pieno succo nella primavera. Gli im-mensi vantaggi di questo metodo sonoormai sicuri, e nullameno l’abitudine lavince ancora sopra gl’interessi più evi-denti dei proprietarii. Si può adoperaretutta la grossezza degli alberi trattati inquesta guisa, ciò che procura un benefi-cio notabilissimo ; mentre spesso si pos-sono ottenere quattro travi da un albe-ro che non ne avrebbe fornito che due;un albero di quarant’ anni può servireagli stessi usi di uno di sessanta, final-mente questa maniera facilissima aumen-ta ad un punto il volume , la forza , lasolidità e la durata del legno.
E' vero che lo scortecciamento d’ unalbero ne fa morire il ceppo , ed è que-sto il motivo che si addusse per oppor-
Ar.cti.t
visi; ma è certo che una vecchia querciache tagliasi raso terra , non emette chegetti mediocri i quali ben presto peri-scono ; laddove se si fosse a bella primalasciata perire, avrebbe potuto essere so-stituita da frassini, carpini, faggi, aceri, iquali nati naturalmente di semenza neicontorni, sono atti a dare bei fusti ; nonmai si è potuto far crescere un bel fustocon vecchi ceppi, nè una pianta di quer-cia può perpetuarsi.
E’ quindi utile impedire alle grandiquercie di dare polloni , per facilitareP accrescimento delle spezie , le cui se-menze hanno germinato ne’luoghi vicini;e lo scortecciare sul ceppo le grossequercie e cooperare alla riproduzionedei boschi, dai quali si otterranno alberiprivi d’alburno ed una corteccia pre-ziosa per la concia delle pelli ( V . tassi-no ). Il governo, la marina, i falegnami, ifabbricatori ed i proprietarii rurali han-no eguale interesse per adottare un me-todo che offre si grandi vantaggi senzapresentare verun inconveniente.
Malus esperimento che i pini, gli abe-ti e i vari alberi delle Alte-Alpi , quan-do furono scortecciati sul ceppo, diven-nero più duri e più forti ; secondo Ya-renne de Feuille è Io stesso dei legnibianchi, ma essi provano una notabilecontrazione. Un pioppo di vent’anm ac-quista , con questa operazione, tal for-za, che, senza essere riquadrato, equiva-le ad una trave di quercia tratta da unalbero dello stesso diametro. (Fr.)
ALCALI. Tale espressione fu usaladagli Arabi per esprimere il residuo del-la incinerazione d’una pianta da essichiamata kali : questa voce unita all ar-ticolo al, formava la voce alleali , dellaquale abbiamo poi cangiata 1’ ortografia.Il kali ed altre specie del genere salsohicontengono fra i prodotti della loro com-bustione una quantità più o meno con -