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Tomo I.
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3go Àlcalimetro

venduti ; e assai di rado si assoggetta-vano queste materie alle analisi di qual-che chimico . Come dunque potevasigiungere a fissare il valore venale del-l’alcali? I caratteri fisici esterni, l’impres-sione sulla lingua, il modo particolarecon cui si ripouean nei barili certe sodee potasse, erano indizj molto incerti pergiudicare il grado di purezza delle po-tasse e delle sode ; pure generalmentenon ne esistevano altri . Le differenzeche v'hanno nelle quantità di alcali rea-le contenute sotto le stesse forme, offri-vano mille mezzi alla frode o all’ igno-ranza di profittarne considerabilmente,e cagionare danni notabilissimi.

Descroizilles, per tanto, rese un ser-vigio molto importante alle arti, facendocessare per sempre una pericolosa in-certezza che abbracciava sì numerosi esì grandi rapporti commerciali.

II primo tubo alcaliinctrico costruttoda Descroizilles, introdotto in commer-cio , portava una tale divisione , che laparte di un’acqua acidula rappresentan-te un decimo del suo peso di acido sol-forico a 66°, contenuta nella capacitàdel tubo compresa fra ciascun grado, erauguale a 5 decigrammi di acqua acidu-la, equivalente a 5 centigrammi di acidosolforico a 66° ; e siccome la soluzionealcalina che si doveva saturare rappre-sentava 5 grammi della soda o della po-tassa impiegate, ne seguia necessaria-mente che ciascuna divisione dell’ istru-rnenlo conteneva , in acqua acidula, ildecimo dell’ alcali assoggettato alla pro-va o il centesimo di acido solforico aG6°. Se impiegavasi in una saturazionel’acqua acidula contenuta in 5o divisio-ni dell’alcalimetro , se ne conchiudevache loo della materia alcalina assaggia-ta saturavano 5o di acido solforico con-centrato ( 4o di acido solforico reale ) edicevasi che quest’ alcali segnava 5o°.

Alcàmmetro

Conoscendo la composizione dei solfalidi soda o di potassa, si poteva dedurreimmediatamente la quantità reale del-l’uno di questi alcali dimostrata dallasaturazione ; potevasi pure, prendendoper base il valore venale di un alcaliqualunque, conoscere comparativamentequello di tutti gli altri. Se, per esempio,voleasi sapere qual fosse il valore di unsotto-carbonato di soda seccato, la quan-tità di sotto-carbonato di soda cristalliz-zato che poteva rappresentare , e laquantità di soda pura eh’esso contene-va; supponiamo che 5 grani di questosotto-carbonato secco avessero doman-dato l’acqua acidula contenuta in yo di-visioni dell’alcalimetro ; sarebbesi dettoche questo sale saturava yo°. E siccomeil sotto-carbonato di soda cristallizzatanel commercio satura 35°, si deducevache il primo era al secondo nel rappor-to di yo a 35, cioè valeva esso due vol-te il sotto-carbonato di soda cristallizza-to equivalente nella saturazione a -j-^Tdi acido solforico; ioo di questo sale disoda assaggiato, che saturavano ■2--^—, erappresentavano 200 di sotto-carbonatodi soda cristallizzato, equivalevano a 4°di soda pura.

Descroizilles fece alcuni cangiamentinella costruzione de’suoi alcalimetri: unodei più importanti è l’estensione dellascala delle divisioni segnate sul tubo al-calimetrico,mentre questa scala non indi-cava da principio più di yi°. E in fattile sode straniere di Alicante , di Tenerif-fa, di Gartagena, di Warech , ec. ugual-mente che le sode impure artificiali, sonodi una ricchezza alcalina molto inferiorea questo titolo , e le migliori potasse nonoltrepassano 6o°; ma dopo che si sonoconvertile in sali di soda bianca le sodegreggie, separandone le materie insolubi-li, si ottennero questi sali mollo più ric-chi e che comunemente seguano 70 ad