Band 
Tomo I.
Seite
289
JPEG-Download
 

Al,CAT,lMETRO

sopra sali alcalini nei quali l'analisi ave-va dimostrato la quantità reale di alcaliche contenevano.Si paragonava poi l’aci-do impiegalo con quello eh’ era necessa-rio per saturare un’eguale quantità diun dato alcali di cui voleasi conoscer laricchezza; e il rapporto dell’acido im-piegatosi nei due saggi dava le propor-zioni dell’ alcali puro rappresentato econtenuto nell’alcali assaggiato. Per o-perare questa saturazione, si cominciavadal macinare e disciogliere nell’ acquapura una quantità della sostanza alcali-na pesata esattamente; si feltrava questadissoluzione, e si lavava a più riprese ilfeltro di carta adoprato,affine di non per-dere la menoma quantità di materia solu-bile , aderente alle pareti del feltro edalle parti insolubili della potassa o del-la soda assoggettate all’ assaggio. Si ver-sava allora nel liquido, così ottenuto, apiccole porzioni, l’acido solforico diluito,come abbiamo indicato , finché il miscu-glio, bene agitato , per favorir la reazio-ne cangiava in rosso un colore azzurrovegetale di tornasole. Questo cangiamen-to di colore indicando un eccesso di aci-do, e in conseguenza la saturazione com-piuta dell’alcali, si sottraeva dall’acidoimpiegato quello riconosciuto anticipata-mente necessario per comunicare ad unaquantità di acqua pura, uguale al volu-me dell’intero miscuglio della soluzionealcalina e dell’acido, l’acidità bastanteper far volgere al rosso lo stesso colorazzurro vegetale; oltenevasi per residuoil peso dell’acido occorrente alla satura-zione, e se ne deduceva il rapporto diquesta quantità con quella dell’alcali pu»ro contenuto.

L’abitudine di questi assaggi col-l’acido solforico, fu cagione che non ven-ne più calcolata che la quantità di que-st acido concentralo contenuto nell’a-cqua acidula che impiegavasi nella satu-

Aecai.imexto 289

razione, limitandosi a questa relazione,e chiamando gradi i centesimi di questoacido neutralizzato da una parte di sodao di potassa. Finalmente, per sopprime-re qualunque calcolo, si compose l’acquaacidula di una parte di acido solforicoconcentrato, a 66° Beaumè i, 8 /; 5 ,

peso specifico,allungato di 9 parti di a-cqua; di maniera che il miscuglio rappre-sentava un decimo del suo peso di aci-do concentrato. D’altra parte, si discio-glievano io grammi del sale alcalino chesi voleva assaggiare, e ciascun grammodi acqua acidula impiegata nella satura-zione indicava un grammo di acido con-centrato che avrebbesi impiegato a sa-turare io volte i io grammi o 100grammi di questa sostanza alcalina ; siravevano dunque altrettanti centesimi ogradi , quanti erano i grammi di acquaacidula impiegati.Per saturare, per esem-pio, il sotto-carbonaio di soda cristalliz-zalo , si pesavano io grammi: e se lasoluzione feltrata saturava 34 grammidi acqua acidula , si conchiudeva chequesto sale aveva 34 gradi , ossia che100 avrebbero saturato 34 di acido con-centrato. Sebbene questo risultamenlopreso isolatamente nulla potesse indica-re, si concepisce che, paragonandolo atutti quelli ottenuti da diversi alcali, siottenevano relazioni o valori comparati-vi esatti.

Quantunque quest’ operazione , cheha per oggetto di determinare la quan-tità d’ acido solforico che può satura-re una materia alcalina, sia una dellepiù semplici che si facciano nei labora-tori di chimica , assai pochi fabbrica-tori , negozianti o consumatori aveva-no bastante abitudine di simili manipoIazioni, o loro mancavano bilancie ab-bastanza esatte perchè potessero valu-tare la quantità di alcali assoluto checontenevano i sali da essi acquistati o3 7