392 Alcalimetuo
pione in un mortajo di ferro o di rame (sela materia alcalina che si assaggia contie-ne molte parli insolubili, bisogna ridurlain polvere impalpabile ) ; se ne pesanopoi io grammi più esattamente che sipuò, e si mettono in un mortajo di ve-tro, ove si triturano nuovamente con a-cqua; si aggiunge poscia una quantità diacqua bastante per riempire di questasoluzione torbida una piccola misura diun mezzo decilitro all’incirca , e si versaquesta dissoluzione misurata esattamen-te in un bicchiere; si risciacqua il mor-tajo e il pistello , e si uniscono le sciac-quature nella piccola misura, che si riem-pie una seconda volta esattamente ; siversa il tutto nello stesso bicchiere ovesi è posta la prima misura , e si agitacon un bastoncino di vetro quattro ocinque volte, a fine di ben mescere il tut-to. Si lascia poi riposare, finché tutte lematerie solubili siensi precipitato, e l’a-cqua che sovrannuota sia divenuta benchiara; si riempie con questa soluzionechiara la stessa piccola misura indicataqui addietro, e si versa in un mortajo oin un bicchiere della tenuta di tre deci-litri all’incirca (a). In questa operazionesi ha per oggetto di ottenere la soluzio-ne alcalina sulla quale si deve sperimen-tare, e che , come abbiamo detto , deVecontenere 5 grammi dell’alcali che vuoi-si assaggiare; quantità che si ottiene infatti prendendo la metà di una soluzio-ne, e il cui totale sia io grammi.
Si riempie allora il tubo alcalimetricodi acqua acidula solforica , finché il suolivello sia all’altezza dello zero della sca-la: s’inclina questo tubo in maniera da
(a) Per facilitar questo saggio, in vece difarlo per decantazione, si può versare il li-quido sopra un feltro di carta senza colla ,e ricevere la colatura nella piccola misurafinché ne sia coltamente ripiena.
Alcai.imktro.
far colare, a piccolo filetto, I’ acqua aci-dula ch’essa contiene nella soluzione al-calina ; bisogna versare con precauzionee lentamente affinchè 1’ effervescenzaprodotta dall’acido carbonico che l’aci-do solforico svolge dalla sua combina-zione colla soda o colla potassa , nonispruzzi piccole gocciole fuori del vasoper effetto dell’effervescenza. Quando siavvicina il termine della saturazione, ilche si riconosce dalla diminuzione del-l’effervescenza, bisogna di grado in gra-do assicurarsi che l’acido non sia ineccesso; e a tale oggetto, si leva sullacima del bastoncino di vetro una gocciadel miscuglio, e la si pone sopra un pez-zo di carta tinta in azzurro col torna-sole ; è anche utile immergere un’al-tra piccola listerella di questa carta nelvaso ove si fa la saturazione, • lasciar-vela finché il suo colore cominci a di-venir rosso. Questo cangiamento prece-de ordinariamente di uno o due gradi ilpunto di saturazione completa; l’acidocarbonico è quello che, ritenuto tuttavianel liquido, fa rosso il colore azzurro ve-getale. Lo si scaccia col calore agitandofortemente in un fiasco lutto il liquidoche vi si travasa a tale oggetto; quandofinalmente si è impiegata tutta l’acquaacidula necessaria perchè 1’ alterazionedel color azzurro vegetale sia ben mani-festa , e questo effetto non cangi più ,agitando molto il liquore o riscaldando-lo, si esamina a quale grado dell’alcali-metro corrisponde il livello dell’acquaacidula; e, sottraendo una unità dal nu-mero segnato , per la quantità di acidoin eccesso, necessaria per comunicare aun mezzo decilitro di acqua pura la stes-sa acidità , si ottiene un residuo che e-sprime il potere saturante della materiaalcalina assaggiata, indicando , come ab-biamo esposto superiormente, i centesimidi acido solforico concentrato ch’essa sa-