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Tomo I.
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Alcammetro

turerebbe, oppure il suo equivalente inalcali reale, ec.

Osservazioni. Si può impiegar l'acquacalda per disciogliere le sode e le po-tasse che non contengono quasi materieinsolubili ; questi saggi eseguiti a caldo,presentano anche il vantaggio di svolge-re più prontamente 1’ acido carbonico,ma non bisogna servirsene per 1’ esamedelle sode inferiori. Di fatto, esse con-tengono una quantità considerabile disolfuro di calce, che, reagendo per effet-to del calore sulla soda, le convertirebbein solfuro di soda. Quest’inconvenientesi è presentato nel lavoro in grande dialcune fabbriche di soda, nelle quali, perraffinare le sode inferiori , si liscivavanoa caldo.

I solfuri e i solfiti di soda contenutinelle sode del commercio rendono in-certi questi assaggi. Di fatto, questi duesali, che, in generale, sono inutili o no-civi ai consumatori, prendono per la lo-ro saturazione una quantità di acido sol-forico che fa attribuire maggior valoreall’alcali. La presenza dei solfuri e deisolfiti è indicata dall’odore di acido idro-solforico o di acido solforoso, che sisvolge verso la fine dell’operazione; l’al-terazione del color azzurro dei fiori dimalva, gli indica parimente; questo co-lore dimostra anche i differenti stati del-la saturazione. La dissoluzione alcalinarende il colore fortissimamente verde :diminuisce a gradi; e a misura che la sa-turazione si avanza passa al giallo, e di-viene affatto bianco se si svolge l’acidosolforoso, e finché l’eccesso di quest’aci-do lo cangia affatto in rosso.

Per calcolare l’influenza di questi sol-furi e solfiti nella saturazione, si satura-va comparativamente lo stesso saggio disoda, avanti e dopo la sua esposizione,in un aria umida (nella cantina): cosìconvertiyansi i solfuri in solfili, e questi

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in solfati; ed una volta ridotti in tale sta-to, non influivan più nulla sul grado al-calimetrico: potevasi dunque valutarel’errore dietro la differenza dei graditrovati nel primo e nel secondo caso.

Un altro mezzo di evitare il poteresaturante dei solfuri e dei solfiti nella sa-turazione, consiste a calcinare, in un cro-giuolo di platino, i dieci grani di sale disoda che si vogliono assaggiare, aggiun-gendovi uno, due o più grammi di clo-rato di potassa, secondo la quantità pre-sunta di solfuri o solfiti.

In quest’operazione, il clorato di po-tassa cede il suo ossigeno al solfo od al-l’acido solforoso, e i solfuri o solfili so-no istantaneamente convertili in solfaliinerti nell’operazione: questo metodopresenta risultamenli esatti e* pronti .(Welter e Gay-Lussac Annal. de Chini.tom. XIII).

Il color azzurro vegetale, che deve in-dicare il termine della saturazione, fa so-vente variare i risultali : quello estrattodalle viole ( sciloppo di viole ) è pò-co sensibile : esso non cangia bastante-mente in rosso se non dopo che il puntodi saturazione sorpassa 3 o 4.gradi. Siritrae dai fiori di malva un color azzurrosensibile agli alcali, ai solfuri, ai solfiti,come agli acidi ; e presenta, come abbia-mo detto, fenomeni curiosissimi durantela saturazione: per tignere la carta conquesto colore basta stropicciare i petalidel fiore, premendoli abbastanza sovr’es-sa per ispremerne il succo colorito. Lacarta tornasole , che impiegasi più gene-ralmente in questi saggi,è molto sensibileagli acidi; ma come la materia coloranteè estratta dal tornasole con una dissolu-zione alcalina, e d’altronde un tal co-lore non è sensibile agli alcali, questacarta che è sempre alcalina, può essereaccidentalmente molto impregnata di al-cali ; e, in tal caso, si comprende che