Alcoole
così che s! scoperse il fosforo, trattando Il'orina, ec. , ( G. M.)
ALCOOLE. La voce alcoole, che scri-vesi anche alcole , od alcol, od alkol , civenne dagli Arabi; adopravasi nei primitempi per distinguer un grado di tenui-tà estrema di certe polveri ; in seguito siestese a certi liquori spiritosi e ben sce-vrati di flemma, le cui molecole suppo-nevansi molto più sottili ; perciò dicevasispirito di vino alcoolimalo. Al momentoin cui venne stabilita la nuova nomencla-tura della chimica , la voce alcoole , chefino allora non erasi usata che per indi-care una qualità, divenne sinonimo dispirito m vino ; e per la sua brevità ven-ne anche preferita.
L’alcoole merita un’ attenzione parti-colare, sia considerandolo relativamentealla sua fabbricazione, sia esaminandolosotto il punto di vista della sua utilitànelle arti. Peraltro noi dovremo eccet-tuare dalla sua storia generale molte par-ticolarità, che meglio apparterranno aidiversi articoli della fermentazione, di-stillazione, FABBRICAZIONE DELLE VliRNI-CI i e di alcuni altri usi dell’ alcoole. Inquesto luogo ci limiteremo a trattare deisuoi caratteri essenziali, delle sue pro-prietà generali, e indicheremo i suoi prin-cipali usi.
Dietro tutti gli storici , le bevandefermentate furono conosciute lungo tem-po prima che si conoscesse 1’ arte diestraine l’alcoole. 11 metodo di stillare ilvino per trarne Palcoole trovasi descrittodall'alchimista Arnaud di Villanova, pro-fessore di medicina a Montpellier ; igno-rasi s egli sia propriamente fautore diquesta importante scoperta, che a lui vie-ne comunemente attribuita. I primi ap-parecchi usati a tale oggetto vennero suc-cessivamente migliorati ; e verso questiultimi tempi ricevettero un tal grado diperfezionamento che non si può ormai
Alcoole agg
supporre possibile di migliorarli maggior-mente. Trovasi agli articoli lamrico edistillazione quanto importa conosceresu questo punto.
Vi sono moltissime materie vegetalizuccherine, che poste in circostanzeconvenienti sono suscettibili, come f u-va, di produrre il vino od almeno unliquore analogo : così le poma, le pera, leciliegie , il ribes, le more, le albicoc-che, le pesche, le prugne , il succo dellacanna zuccherina, quello della barbabie-tola, i semi delle graminacee germinatie diluiti nell’ acqua , e molti altri di’ iopotrei qui citare, sono altrettanti mezzidi produrre liquori fermentali, che,colla loro distillazione, danno f alcoole ;ma quest’alcoole è però ben lungi dall’es-sere sempre identico, qualunque sia lasostanza da cui si ritrae. Ciò che lo ren-de sovratutto diverso, è una specie diaroma che probabilmente consiste inun olio essenziale particolare a ciascunadi queste sostanze , e che , trovandositrascinato e disciolto dallo spirito di vi-no, gli comunica sovente un gusto e unodore disaggradevole, per cui non puòservire a certi usi. E vero peraltro chei sommi perfezionamenti adottati negliapparecchi che usatisi presentemente ,contribuiscono alla separazione quasicompleta di questi oli aromatici dellospirito di vino ; e un sì felice risulla-mento dipende principalmente dall'esse-re gli apparecchi costruiti in tal modo,che si possono separare i prodotti amisura che non si condensano, e l'alcoo-le essendo più volatile dell’altre sostan-ze , si spoglia così, strada facendo, deicorpi stranieri; mentre negli antichi lam-bicchi , tutto quello che si volatilizzavaper l’azione del calore, condensarasi si-multaneamente, oconfondevasi nello stes-so prodotto.
Colla distillazione adunque dei liquo-