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Tomo I.
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ag8 Alcheumes

un? ricetta, comunicata da un distillato-re italiano , nella quale proponevasi co-lorire questo elisire con la cocciniglia ;ma con tal metodo non si ottiene nèl’atto di colore particolare, nè il gustosoave ed inimitabile che il sugo del Ker-mes vegetale comunica al vero alcher-mes. Colla formula seguente, sostituen-do lo sciloppo alkermes allo sciloppo dizucchero, oltiensi un liquore simile al-P incirca a quello di santa Maria No-vella.

iibb. ouc. dram.

R. Foglie di lauro . . i « «

Mace. a i 4

Cannella )

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Noce moscada) 0

Bullette di garofano « « 6

Ponesi il tutto in infusione per tresettimane in quattordici piote di alcooledebole; feltrasi l’infusione e distillasi perricavarne dodici piote. Vi si aggiungeuna libbra e mezza di sciloppo alker-mes per ogni pinta. Questo sciloppo pre-parasi con una parte di succo di Ker-mes vegetale ispessito, quattro di zuc-lchero bianco e due di acqua : si fannofondere queste sostanze al calore del ba-'gno maria , e si passano traverso un 1feltro. (R.) j

** Un’altra ricetta per la fabbricazio-ne dell’ Alchermes è la seguente :

Prendesi cannella sopraffina, e bullet-te di garofano, due dramme per sorta.

Noce moscada 4 dramme.

Grana Kermes fresca, quanta occorre.

Fate macerare gli aromi grossolana-mente pestati per una settimana in quat-tro libbre di spirito di vino allungatocon tre di acqua , e feltrate . Dall’ al-tra parte pestate il Kermes in un mor-taio di marmo, e lasciatelo riposare alcu-ne ore prima di spremerne il succo, che

Alchimia

lascierete anch’esso alcune ore in riposoonde separarne un precipitato molto con-siderabile. Battete dieciotto o venti onciedi questo succo con una o due chiared’ uovo, ponete il vaso sopra un fuocodolce con due libbre di zucchero ; chia-rificate e fatte cuocere lo sciloppo , chepoi mescerete con liquore precedente-mente preparato ; aggiungetevi , se vo-lete, alcune goccie di tintura d’ambra, efeltrate ogni cosa.

L’ alchermes conservando le qualitàmedicinali, per le quali soltanto prepa-ravasi un tempo, unisce al gusto piace-volissimo, qualità fortificanti che lo fannopreferire ad altri rosoli. *

* ALCHIMIA, cosi chiamavosi quellavanissima scienza per la quale credevasipoter convertire in oro gli altri metalli,scienza che pretendeva decomporre alcu-ni corpi e comporne un altro senza sape-re, nè se fossero realmente decomponibiligli uni e componibile 1’ altro, nè qualesi fosse la natura di questi corpi, e lacagione dei fenomeni che presentavano :anche ai dì nostri siamo incerti se i me-talli sieno corpi semplici o composti.

Dopo la precisione, esattezza e sommaintelligenza introdottasi oggi nella chimi-ca, pare impossibile che gente assennatasiasi dedicata allo studio d’ una scienzafondata su basi sì incerte ed aeree. Sel’alchimia, come era ben naturale, non ot-tenne mai 1’ oggetto propostosi, giovoperò molto alla chimica ; di fatto uo-mini pazientissimi dedicarono tutta laloro vita a questo studio , e facevanotentativi continui su tutte le sostanzeche loro passavano pel capo , o cre-devano trovar indicate negli inintelligi-bili libri che dell’ alchimia trattavano .quindi talora facendo alcune operazionisopra certe materie, il caso presentavaloro nuovi risultamenti, i quali realmen-te avanzavano le umane cognizioni. Fu