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Tomo I.
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3l5 AlCOOMiTRO

mercio il conoscere la quantità (li alcoo-le contenuta in questi liquidi, che solapuò molte volte (issarne il valore reale ,(eoe che molti rivolgessero a tale ogget-to i loro sludj cd miagolassero a tal (inealcuni strumenti più o meno perfetti, cuidiedero i diversi nomi di alcoomelri, al-coolimelri o ehometri. (F. questa parola).

Fra questi Fournier imaginò un tu-bo cilindrico, nel quale ponevasi il liqui-do da provare, poi vi si accendeva sot-to al fondo una lampanti a spirito di vi-no, il cui calore regolavasi con un discodi ferro eh e ne intercettava una parte ;accendevasi il vapore sopra il tubo: eappena questo non era più accensibile sismorzava la lampana sottoposta, e dallaquantità di liquido consumato deduce-vasi la forza del liquore, e la quantitàdi alcool che esso conteneva.

Altri fecesi costruire un piccolo lam-bicco nel quale poneva una quantità co-nosciuta del liquido da distillarsi; vi siaccendeva il fuoco di sotto, con carbo-ni o con lampanai e siccome questo ap-parato aveva il suo serpentino condensa-tore, si proseguiva la distillazione fino ache se ne ritraesse una data porzionefissata di liquido che doveva sempre es-sere la stessa, e che riunivasi perciò in unvose nel quale erasi segnato il punto fi-no a cui doveva giungere il liquido: esa-minavasi allora coll’areometro il gradodi questo prodotto, e se ne deduceva laforza del liquido.

Molti altri mezzi s’ imaginarono, fra> quali merita menzione la idea venuta aGroening di far servire a tale oggettoun termometro; si sa che i liquidi bol-lono tanto più facilmente quanto è mi-nore la loro densità, e che i vapori con-servano la temperatura dei liquidi daiquali provengono. ( F. ebcllizione, va-pori ). Dal grado quindi segnato da untermometro, il cui tubo sia esterno e la

Alfabeto

palla immersa nel vapore, si può dedurrela forza del prodotto che passa in quelmomento nel serpentino.

Finalmente Gny-Lussac inventò l’al-coolimetro centesimale , adottato oggiin Francia come misura reale della quan-tità d’alcool contenuta in un liquido; manon essendo questo realmente che un a*reometro ne parleremo a quell’ artico-lo. ( G. M. )

* ALCOVA. E’ quella parte d’ unastanza da dormire che è separata concortine od altro, e contiene il letto. Lealcove hanno un bell'aspetto nelle stanzegrandi, e possono ricevere molli orna-menti; sono anche assai comode, ma bi-sogna che siano ariose e ben ventilate,altrimenti sarebbero nocive alla salute.

*ALDIJfO. Sorta di carattere da stam-pa che prende il nome da Aldo Manuzio che lo usò il primo. ( F. caratteri,STAMPA ).

* ALETTA. Alette del ceppo chiaman-si in marina quei due pezzi di legno cur-vilinei posti sotto il dragante che forma-no il confine della larghezza della poppa.

ALFABETO. Cifre e panzoni. Di-cesi alfabeto 1’ unione di tanti punzonid 1 acciaio o di rame, ognuno contenen-te una lettera, quante sono le lettere diuna lingua, ossia a i per 1’ italiana, 23per la latina, 25 per la francese , ec. Glialfabeti d’ acciaio servono ad imprimeresopra gli altri metalli, con alcuni colpi dimartello, le parole ed i periodi che sivogliono stamparvi; quelli in rame ser-vono per istampare in oro i titoli dei li-bri ( F . legatore ).

Fabbricausi anche punzoni che han-no 1’ impronta delle dieci cifre arabe, ediconsi del pari alfabeti.

La maniera di costruirli è facile a com-prendersi. Preparansi i punzoni, che so-no d’ acciaio, e si fanno lunghi due pol-lici; la loro grossezza dipende da quella