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Tomo I.
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che tutti erano esattamente composti de-gli stessi principii, ad eccezione d’ uno odue millesimi di solfato di ferro conte-nuto in alcuni, e di Cui l'allume di Roma era pressoché interamente privo. Que-st'ultimo ci perveniva in piccoli cristallicoperti d’una polvere biancastra leg-germente rosea , e i cui angoli eranostati rotondati dall'attrito nel trasporto.L’allume d’Inghilterra, contenente unamaggior quantità di ferro ed una mate-ria oleosa, fu riconosciuto il più impurodi tutti ; la prevenzione ch’esisteva a fa-vore di questo, era dunque evidente-mente mal fondata. La pubblicazione diqueste analisi sollecitò i fabbricatori aprocurare all’allume da essi fabbricatolo stesso grado di purezza che trovavasiin quello di Roma ; ma per introdurloin commercio furono obbligati d’imitar-ne anco la forma. Yi pervennero rom-pendolo in pezzi simili all‘allume di Ro-ma , e facendolo ruotolare in botti sospe-se sul loro asse; aggiungendovi alquantoossido rosso di ferro. Clement e Desor-mes riconobbero in seguito che la ma-teria insolubile rosea deH’allume di Ro-ma , la quale rende i cristalli opachi, con-tiene inoltre un sottosolfato di alluminae di potassa, più alquanta silice; e pro-posero aggiungere anche queste sostanzeall'allume francese , affine d’ imitare piùperfettamente quello che allora godevadi tanto favore. Sgraziatamente cosiffat-ta apparenza troppo era facile a procu-rarsi, perchè avidi speculatori inondasse-ro il commercio di allumi d’ogni natura,ch’essi offrivano sotto questa forma. I ca-ratteri esterni non furono dunque piùper i consumatori il suggello della pu-rezza, e questa frode li rese più diffiden-ti. II pregiudizio contro gli allumi fran-cesi prese maggiori radici e risvegliònuovamente l’attenzione de’ dotti. Altrericerche sulla composizione e le applica-

Ali.umE

zioni numerose e comparate di questisaggi sulla tintura, eseguite da Thenard e Roard , confermarono quanto aveanoenunciato Vauquelin e Chaplal ; vale adire che alcuni millesimi di solfato di fer-ro costituivano tutta la differenza fra gliallumi delle diverse fabbriche; che il fer-ro a questo stalo era soltanto nocivo nel-le tinture, particolarmente di guado e dicocciniglia ( che rendeva più cariche epiù appannate); che tale effetto era mol-to più sensibile sulla seta che sulle altrestoffe; che l’allume a base di ammoniacanon differiva in nulla ne'suoi effetti, ein tulli gli usi a'quali poteva applicarsi,dagli allumi a base di potassa ; e che, infine, l'allume di commercio di peggiorqualità potevasi impiegare , dopo esserestato purificato, nelle tinture più dilicataugualmente bene che fallume di Roma .Indicheremo i metodi assai semplici coiquali può ottenersi direttamente questogrado di purezza , che deve un giornoassicurare agli allumi francesi un postofra gli allumi stranieri più puri.

Fabbricazione. Il lavoro delle minierenelle quali incontrasi Tallume interamen-te formato è assai semplice; non si trattache di estrarre un sale solubile e cristal-lizzabile contenuto in quantità più o me-na considerabili di materie straniere e in-solubili. Questa varietà dalla quale co-mincieremo, fu la prima conosciuta ; es-sa forma le miniere di Siria , d’Italia e dialcuni siti della Francia , dell’Alemagn*ec. In seguito parleremo dei minerali pmdifficili a trattarsi, ne’quali i principii del-l’allume non sono combinati insieme necontenuti in totalità: questa seconda va-rietà , detta piriti alluminose o schisttpirilosi , trovasi in masse considerabilis-sime nelle miniere di Liegi , di Boenna,di Svezia , del Frienwald, d’Inghilterra-,di Picardia, di Filone, ec.; esse compon-gono la maggior parte delle miniere lavo-